(ASI) Disperso e Morto durante la CAMPAGNA DI RUSSIA mio zio Livio (detto Lido) Gobbini" Per questo vorrei chiedere all'amministrazione comunale di considerare di rendere onore a un proprio figlio caduto in guerra di dedicare una prossima inagurazione di una via oppure dedicare un chiassino già esistente che attualmente è anonimo

 

Lettera al Sindaco a Radicondoli: rendere onore con una via a Livio Gobbini, morto nella campagna militare si Russia.
Buongiorno Francesco(mi rivolgo a te sia come capo della comunità che come amico d'infanzia e quindi persona che conosce la storia) ho vissuto tutta la mia infanzia/adolescenza con mia Nonna Neera....e con l'ingombrante presenza dell'altarino in camera da letto,dedicato a mio Zio Lido (in anagrafe Livio)......che mori' nel campo di prigionia n. 58 di TIOMNIKOV (Fronte Russo) il 14 aprile 1943...i miei Nonni dormivano con la porta aperta nella speranza del suo ritorno......la morte fu conclamata tra agosto del 1957 e il 1959...mia nonna non si è mai rassegnata per Lei era vivo... il ragazzo era nato a Radicondoli il 25/10/1921...partì per il fronte russo e perse la vita a soli 21 anni.....RILEGGENDO LA STORIA lo stato,la comunità,nessuno ha reso giustizia alla mia famiglia e al compianto Livio.
Come leggerai dalla lettera del ministero della difesa, a me indirizzata non hanno potuto nemmeno rendere le spoglie e neanche effetti personali,io nel 2014 ho intrapeso una mia personalissima battaglia affinchè al ragazzo fosse riconosciuta la MEDAGLIA COMMEMORATIVA.....anche se viene consegnato solo il brevetto.....i coni(MEDAGLIE) sono finiti...!!!!(ALLEGO IN COPIA BREVETTO ED INSIEME LA LETTERA DI INDISPONIBILITA' DEL CONIO).
A fronte di tutto cio' Ti chiedo per dare un po di pace e giustizia a questo ragazzo e a chi dall'alto ci vede(mia mamma e i miei nonni) di POTER PRENDERE IN CONSIDERAZIONE DI DEDICARE A LIVIO detto Lido GOBBINI una via e in alternativa un chiassino che ancora non ha nome esempio quello sotto i palazzi Lastrucci e Falconi.
grazie per l'attenzione prestatami
un abbraccio
Marco Giordano
 
 

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