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(ASI) Verona - E Il Segretario Generale Provinciale dell’U.G.L. Polizia di Stato di Verona – Massimiliano Colognato ed il Segretario Provinciale Vicario dell’U.G.L. Polizia di Stato di Verona – Gaetano CANTILE, esternano la propria preoccupazione circa la tenuta dell’ordine pubblico e della legalità del Paese. Tutti sono a conoscenza della grave crisi economica che attanaglia il nostro Paese, causata principalmente da errate politiche economiche e di welfare, da un ingente debito pubblico accumulato negli anni passati, dai negativi riflessi del terremoto finanziario cominciato negli U.S.A., nonché dalle stringenti e asfissianti politiche di austerity imposte dall’Europa. E come spesso accade ai problemi di economia finanziaria si aggiungono quelli di economia reale e, purtroppo, sempre più spesso ci troviamo a fare i conti con parole quali precarietà, cassa integrazione, licenziamenti e disoccupazione.

Il nostro lavoro ci porta quotidianamente a contatto con i cittadini e, tutti i giorni, durante l’attività di controllo del territorio della nostra città, parliamo con uomini e donne in difficoltà economica, con persone attanagliate dai debiti contratti con banche e finanziarie, con famiglie che non riescono ad arrivare alla seconda settimana del mese, con “nuovi poveri” che si presentano alla Caritas o presso altri enti che prestano assistenza, per ottenere un pasto caldo, un pacco alimentare o dei vestiti.

Questa nuova categoria sociale è formata da padri o madri separati, persone che hanno perso il lavoro, che hanno perso la casa, strangolate dai debiti ed anziani con pensioni minime. Lo stile di vita del Bel Paese, che di bello ha ormai poco, sta cambiando e le parole d’ordine dei cittadini diventano “tirare la cinghia”, “resistere” ed “andare avanti”. La condizione in cui versa il nostro Paese ci spaventa come cittadini e come tutori delle forze dell’ordine perché è a rischio la tenuta dell’ordine pubblico e della legalità. La crisi economica e sociale, infatti, si presta come substrato ideale all’esplosione delle tensioni sociali in un escalation di proteste e malcontento che potrebbero assumere connotati violenti.

Del resto, storia non troppo remota ci ha insegnato che nell’alveo delle pur lecite proteste sociali ha trovato terreno fertile il fenomeno del terrorismo interno. Non vorremo fare i menagrami ma, anche da alcuni segnali percepiti nella nostra attività di controllo del territorio, si avverte palpabilmente che la situazione sta mutando, che la protesta sta aumentando e che le tensioni sociali si stanno acuendo e, del resto, la cronaca fornisce il riscontro alle nostre percezioni.

Fin da sempre e soprattutto in questa delicata fase sociale, gli uomini e le donne della Polizia di Stato svolgono il ruolo di “cuscinetto” tra le parti sociali e di baluardo dell’ordine pubblico, del principio di legalità e del sistema istituzionale anche in ossequio delle libertà costituzionalmente garantite come la libertà di sciopero.
Ma, con non poco sconforto e rammarico, diciamo che, forse, fra non molto, non saremo più in grado di fronteggiare questa situazione soprattutto a causa dei numerosi tagli effettuati nel corso degli anni alle risorse del Comparto Sicurezza, all’elevata età del personale in servizio e per concludere, alla costante carenza di materiali e mezzi destinata ai servizi operativi.

Siamo consapevoli che i problemi economici e politici non si risolvono con la proverbiale bacchetta magica ma la classe politica a cominciare dal Presidente della Repubblica Italiana – Giorgio NAPOLITANO, dal Presidente del Consiglio dei Ministri – Enrico LETTA, fino ai leader dei principali partiti politici italiani, devono riprendere immediatamente contatto con la realtà e con i problemi reali dei cittadini che, lasciatecelo dire, ormai portati all’estremo della sopportazione, meritano un’Italia migliore. Non volendo creare allarmismi o cadere in demagogici discorsi ad effetto, vorremo invitare chi di dovere a prendere coscienza dello stato del Paese con maggiore preoccupazione e a rendersi conto di essere seduto su una proverbiale bomba ad orologeria pronta ad esplodere e che, una volta deflagrata, sarà troppo tardi per correre ai ripari.

U.G.L. Polizia di Stato  Segreteria Provinciale di Verona

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