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Economia

Federcontribuenti Imprese: '' ogni 10 euro di guadagno, 6 si versano allo Stato''

Di Redazione ASI 24 Maggio 2012 – 07:45 3 min di lettura

(ASI)Ogni 10 euro guadagnati da un piccolo imprenditore, 6 vanno allo Stato e quel dato del 45% di pressione fiscale che la Banca d’Italia stima per il 2012 è inesatto, o meglio, è troppo generico. Per un lavoratore autonomo con un reddito di 50 mila euro sale al 62%. Se il reddito del lavoratore autonomo fosse di 30 mila euro la somma di imposte e contributi da versare sarebbe pari al 59%. Poniamo ad esempio un piccolo imprenditore commerciale che nel primo anno di attività raggiunge un utile da bilancio pari 70 mila euro e che, per effetto della ripresa a tassazione di alcune componenti di costi non deducibili o parzialmente deducibili (es.: Autovetture, ristoranti ecc ecc), il suo reddito fiscale salga a 76 mila euro. Quanto sottrarrà il fisco a questo imprenditore? Benché abbia realizzato un utile al lordo delle imposte di 70 mila euro dovrà corrispondere imposte su un reddito fiscale di 76 mila euro e tra Irpef, Irap, addizionali regionali e comunali e contribuzione Inps, egli dovrà versare all’erario circa 47 mila euro su 70 mila di utili realizzati. In questo caso abbiamo già raggiunto il 67% di carico fiscale ma, non è finita, questo contribuente dovrà all’erario altre imposte come ad esempio l’iva sui consumi, l’Imu sulla sua abitazione, eventuali imposte di bollo, di registro ed altro. Quando questo contribuente imprenditore si siederà alla scrivania e sottrarrà dai suoi guadagni tutti i conti fiscali per la sua azienda e quelli da capo famiglia, si renderà conto di aver dato allo Stato oltre il 73% delle sue entrate.

Tale prelievo fiscale si traduce oltre che in una minore capacità di spesa dei contribuenti, anche in un abbattimento dei livelli di competitività delle imprese costrette, quindi, a praticare un livello di prezzi più elevato rispetto ai competitor esteri al fine di recuperare la redditività compressa dal prelievo fiscale. Ogni lavoratore costa mediamente di contributi Inps al suo datore di lavoro circa 3 mila euro l'anno. Quindi una piccola impresa con 4 operai o impiegati più il titolare, solo di contributi previdenziali dovrà versare per essere in regola, oltre 10 mila euro l'anno. Addirittura peggio va per quei commercianti che hanno deciso di aprire un negozio all'interno dei centri commerciali, perchè, oltre al carico fiscale devono soldi anche al gestore del centro commerciale. Tutto questo sta producendo una giusta insorgenza e sta portando ad una doverosa unità degli intenti. In ragione di questo, la Federcontribuenti ha dedicato un'area specializzata nei problemi ed esigenze della piccola e media imprenditoria, il presidente Finocchiaro: «serve una rappresentanza vera dei bisogni della piccola e media impresa, vessata dal fisco e sempre piu' stritolata dalle banche. C'è da calcolare in quale misura, i finanziamenti pubblici per le infrastrutture, coinvolgano concretamente le piccole imprese, vanno riviste le regole sul subbappalto che oggi costituisce un sistema per ribaltare sui piccoli l'esigenza di risparmio per le grandi, serve una tutela contrattuale delle mille situazioni che vedono le PMI soccombere di fronte alle imposizioni delle grandi, una nuova rappresentanza al di fuori delle tradizionali organizzazioni che oggi sembrano essere diventate piu' strutture per fornire servizi che organismi di rappresentanza politico e sindacale ». Federcontribuenti Imprese sara' una struttura radicata nei territori per dare voce alle aziende vessate dalla crisi economica ma che vogliono produrre e non soccombere.

L'Italia nel costo del lavoro si posiziona al primo posto per il peso della tassazione. A guidare la Federcontribuenti Imprese sarà Serena Cantoni, imprenditrice romana: «Non sono un tecnico ma per non farmi schiacciare ho imparato ad essere un buon legale, un'acuta commercialista e una contabile esperta. Per questo ho deciso di portare la mia personale esperienza in Federcontribuenti e di mettermi quindi al servizio di tutti quegli imprenditori che da soli non possono farcela. Non saremo la solita sterile rappresentanza, puntiamo ad essere punto di riferimento per una categoria di lavoratori che ha la grande potenzialità di risollevare, economicamente, l'Italia. Lo Stato deve lasciarci lavorare in pace e non vivere dei nostri sacrifici». I primi punti di intervento della Federcontribuenti imprese verteranno sul sistema impositivo fiscale e sui contratti che stritolano i commercianti nei centri commerciali.

Ufficio Stampa Federcontribuenti

Nota della Redazione

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