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Politica Estera

Crisi in Sudan. Incontro al Partito Popolare Europeo

Di Redazione ASI 26 Febbraio 2026 – 18:39 2 min di lettura

(ASI) Il 23 febbraio, il Partito Popolare Europeo (PPE) ha acceso i riflettori sulla crisi in Sudan invitando un leader sudanese come relatore principale presso la sede del Partito Popolare Europeo (PPE) a Bruxelles, il più grande gruppo parlamentare del Parlamento europeo.

L’evento è stato organizzato da EDS, il gruppo giovanile e studentesco del PPE, e ha visto la partecipazione di numerosi europarlamentari, think tank, ricercatori, giornalisti e consulenti.
A seguito dell’evento, si sono svolti diversi incontri presso il Parlamento europeo e la sede del PPE con parlamentari di vari Paesi europei e appartenenti a diversi gruppi politici, nonché con organizzazioni e centri di ricerca coinvolti nell’elaborazione delle politiche dell’UE ed esperti di Medio Oriente e Nord Africa (MENA), Africa, antiterrorismo, libertà religiosa e tutela delle minoranze.
Nel corso dell’evento e durante gli incontri con i parlamentari, il signor Khalid Omar Youssef, ex ministro degli Affari di Gabinetto e vicepresidente del Sudanese Congress Party, ha presentato una panoramica della guerra in Sudan, che ha dato origine alla più grave crisi umanitaria al mondo. Ha sottolineato le atrocità commesse, che devono essere oggetto di indagine, e la necessità di assicurare alla giustizia i responsabili. Le violazioni dei diritti umani contro donne e minoranze, in particolare i cristiani, così come gli atti di vandalismo contro i siti religiosi cristiani, devono essere indagate e i colpevoli perseguiti penalmente.
Ha inoltre evidenziato che non esiste una soluzione militare al conflitto in Sudan e che la roadmap del Quad rappresenta il percorso migliore verso una risoluzione pacifica. Ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco umanitario immediato e incondizionato e dell’avvio di un dialogo politico per completare gli obiettivi della gloriosa Rivoluzione di dicembre. Ha anche affrontato il ruolo svolto da elementi del precedente regime (il Movimento islamista) nell’alimentare la guerra e nell’ostacolare gli sforzi di pace, sottolineando l’importanza di designare tale gruppo come organizzazione terroristica, misura che ne indebolirebbe la capacità di prolungare il conflitto.
Gli incontri sono stati costruttivi, poiché esperti e leader dell’UE sono stati informati attraverso rapporti di organizzazioni della società civile e attivisti per i diritti umani operanti sul campo.
Il signor Khalid Omar Youssef ha infine evidenziato che la società civile sudanese continuerà i propri sforzi per fermare la guerra e costruire la pace, nonché per chiedere il ritorno degli sfollati e dei rifugiati. Il popolo sudanese otterrà giustizia contro i criminali e si libererà della tirannia. Il Sudan appartiene a tutti i sudanesi, indipendentemente dalla religione o dall’etnia, e la rivoluzione della dignità, della libertà e della giustizia sarà portata a compimento.

 

Fonte foto: A.B.

Nota della Redazione

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