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UMBRIA/PERUGIA 

A PALAZZO CESARONI SI DISCUTE SUI CAMBIAMENTI DA ATTUARE IN UMBRIA

 di Simona Trentini





(ASI) Venerdi 11 aprile alle ore 16.00, Perugia ha visto riuniti presso la sede del Consiglio Regionale, nella Sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni, un esiguo numero di membri dell’AIF, Associazione Italiana Formatori e altrettanti personaggi di spicco del mondo politico e imprenditoriale per assistere alla tavola rotonda, dal titolo provocatorio “Il mondo è cambiato, cambiamo gli Umbri. Quali cambiamenti per vincere la crisi”. L’incontro/dibattito è stato organizzato proprio dall’AIF, la prima associazione in Italia che riunisce esperti dei processi di apprendimento e che si occupa di sviluppo delle Persone (quest’anno guidata dalla nuova presidente spoletina Federica Paolucci) per discutere sul significativo cambiamento che tutti i paesi del mondo, Italia compresa, hanno attraversato ma che sembrerebbe non aver influenzato minimamente i comportamenti dei protagonisti politici, economici e sociali della regione Umbria.

Alberto Mossone, consulente aziendale, titolare della AM & C Marketing, autore del noto libro “Il mondo è cambiato, cambiamo l’Umbria” dal quale ha preso spunto l’iniziativa, ha introdotto il dibattito centrando alcuni dei più seri problemi che riguardano le difficoltà di sviluppo della regione Umbria; tra i principali troviamo che il mondo della politica non conosce il mondo delle imprese mentre le strategie di marketing sono sottovalutate dalla maggioranza degli imprenditori ed a tal proposito spiega: “senza marketing, quello vero, non si va da nessuna parte”.

Alberto Mossone porta a Palazzo Cesaroni anche i dati pervenuti dalla giornata dell’economia che si è tenuta giovedi u.s. presso la camera di commercio alla quale erano presenti 800 imprese che alla domanda “dove avete destinato gli investimenti?” solo 1/6 ha risposto di aver investito nel marketing, mentre tutti gli altri hanno speso in macchinari e tecnologia. Sembrerebbe che gli imprenditori umbri debbano rovesciare almeno di 180° il proprio modo di fare impresa, poiché davanti alla crisi economica Alberto Mossone parla chiaro: è inutile avere le ultime tecnologie in azienda senza aver fatto prima una promozione intelligente e mirata.

Un’ eccellente panoramica è stata inoltre presentata su cosa fare e cosa non fare per attivare un cambiamento che possa portare sviluppo e benessere alla regione Umbria e tra i punti elencati ritornano anche necessità che dovrebbero fervere da anni, ma che invece sono ancora dentro i cassetti della scrivania di tutte le imprese in mezzo alle cose da fare: “più Umbria, meno campanilismo”; “più internazionalizzazione, meno mercato interno”; più strategia, meno ottica di breve periodo”; “valorizziamo il brand Umbria”; “ più reti d’imprese, meno ATI”; “ più manager, meno familismo”.

Sette nomi importanti della regione Umbria hanno presieduto la tavola rotonda della durata di circa 3 ore e dei quali citiamo solo alcune delle varie cariche che li accompagnano; Sergio Cruciani, consulente di direzione; Anna Rita Fioroni, Senatrice PD; Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio di Perugia, Zefferino Monini, Presidente Monini S.p.a.; Maria Rosi, Consigliera Regionale PDL,; Luigi Rossetti ambito Imprese e Lavoro della Regione Umbria; Federico Zacaglioni, Relazioni Esterne del gruppo T.E.R.N.I. Research.

La discussione, moderata da Sandro Petrollini, docente della Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia, ha portato alla superficie numerosi problemi del mondo imprenditoriale che ha necessità di risposte rapide, corte e concrete, in contrasto con il mondo politico che con tutta la sua burocrazia non riesce ad essere d’aiuto allo sviluppo economico; Federico Zacaglioni a tal proposito ricorda come il repentino cambiamento delle normative faccia da anticristo alla crescita delle imprese.


Umbria “bucolica” per Luigi Rossetti il cui intervento pone l’accento su un’ Umbria molto attenta alla salvaguardia delle proprie bellezze naturali ma che raramente riesce a svilupparsi oltre la piccola impresa familiare.
“Cavallo di Battaglia dell’Umbria”, ricorda Maria Rosi e tutti sono d’accordo “resta comunque il turismo”; è soprattutto sul turismo dunque che bisogna puntare per costruire il benessere della regione e “fare sistema” è la linea guida che la tavola consiglia alle imprese del territorio per svilupparsi all’interno del mercato italiano ed europeo.

 

 

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