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(ASI) Lettere in Redazione. Forlì - Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Allo stesso modo il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La Banca Centrale Europea (prima dell’Euro la stessa operazione per stampare la Lira era fatta nel nostro Paese dalla Banca d’Italia, che non è di proprietà dello Stato, ma una S.P.A.!) emette moneta SOLO prestandola, cosicché la moneta circola gravata di debito.

La Banca Centrale per effettuare questo servizio (che si chiama “Servizio del debito pubblico”) si fa pagare dallo Stato (cioè dai cittadini!) il cosiddetto “signoraggio” (in realtà stampa il denaro a costo zero e paga pure i fornitori di filigrana con le banco-note che stampa) ed inoltre segna nel registro delle passività (perché che il denaro è di proprietà della banca!) che se esce dai suoi forzieri ad es. un milione di euro, deve entrare una somma equivalente al doppio di quella prestata coi titoli di debito o titoli di stato, perché gravata di interessi.

C’è quindi da tempo una schiavitù monetaria che è data dal fatto che la proprietà della moneta nasce nelle mani della banca,o meglio, del banchiere, perché emette moneta, prestandola e prestare è prerogativa del proprietario. Bisogna capire, dunque, che esiste il debito PUBBLICO, perché esiste un credito PRIVATO! Per risolvere il problema del debito pubblico, deve essere lo Stato a stampare moneta, in modo che la medesima possa nascere di proprietà del cittadino (come accadeva in Francia prima della Rivoluzione Francese ed in Italia prima della nascita della Banca d’Italia nel 1893) perché è lui che accettandola, ne crea il valore. Infatti se un governatore stampa moneta in un’isola deserta, il valore non nasce, perché, mancando la collettività, viene a mancare la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una CONVENZIONE, non ha dunque nessun valore intrinseco.

Quando la moneta era d’oro, chi trovava una pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi, invece, al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta privo di valore intrinseco, al posto della proprietà il DEBITO PUBBLICO! Infatti quando la Banca Centrale emette moneta (di cui ricordo, ne è proprietaria) PRESTANDOLA, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto lo Stato (cioè la collettività medesima). La banca, dunque, non è al servizio dello Stato,ma è lo Stato al servizio della banca! Questa mostruosità nacque nel 1694 con la Banca d’Inghilterra (soggetto privato) che prestò denaro anche ai Giacobini per realizzare il loro sogno rivoluzionario. In cambio avrebbero dovuto costituire una Banca di Francia (soggetto privato) che avrebbe stampato denaro a debito. Ed il maggior azionista di detta banca fu Napoleone Bonaparte. Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle banche centrali (s.p.a.) tutti i popoli del mondo sono stati trasformati in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro! La Banca Centrale, infatti, prestando il denaro all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%!L’Umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella dell’animale, che non ha proprietà, ma neppure il debito! Bisogna capire che oggi TUTTI POTREBBERO PRESTARE DENARO TRANNE LA BANCA CENTRALE, PERCHE’ LO EMETTE E LO PRESTA ALLO STATO(= il popolo!) A DEBITO. Altrimenti aumenteranno sempre di più i suicidi per insolvenza, una malattia sociale che non ha precedenti nella storia! E stando alla profezia di Fatima presto arriverà il giorno in cui “ I VIVI INVIDIERANNO I MORTI”…

Consigliere Circoscrizione 1 - Forlì

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