Starbucks passa la mano in Cina: un’era che si chiude, un’altra che inizia

(ASI) Dopo quasi tre decenni di espansione inarrestabile, Starbucks cede il controllo della sua filiale cinese a Boyu Capital, fondo di investimento privato con solide radici nel mercato asiatico, che deterrà fino al 60% delle quote. L’accordo, del valore di 4 miliardi di dollari, ridisegna la presenza del colosso americano nel suo secondo mercato mondiale, dove continuerà a detenere il 40% e a concedere in licenza il marchio e le proprietà intellettuali.

Il nuovo assetto arriva al termine di un lungo periodo di riflessione strategica. Da tempo, il gruppo di Seattle cercava un partner locale in grado di rilanciare la crescita in un contesto profondamente mutato: quello di una Cina post-boom, dove la competizione interna si è fatta feroce e i consumatori – più attenti, pragmatici e digitalizzati – preferiscono marchi locali e prezzi contenuti.

La parabola di Starbucks in Cina racconta molto della trasformazione del Paese. Quando nel 1999 aprì il suo primo punto vendita a Pechino, il caffè era ancora un prodotto esotico e la tazza verde con la sirena un simbolo di modernità e aspirazione.

Negli anni dell’espansione, la catena apriva un nuovo negozio ogni quindici ore, cavalcando l’ascesa della classe media urbana e diventando un luogo dove il consumo era anche status, relazione, esperienza. Ma quel mondo è cambiato.

Oggi il mercato cinese delle bevande è affollato, instabile e spietatamente competitivo. Luckin Coffee, fondata nel 2017, ha superato Starbucks in vendite e numero di punti vendita, con oltre 20.000 negozi e un modello basato su sconti, delivery e app.

Altri marchi come Cotti Coffee, Mixue Bingcheng e HeyTea hanno moltiplicato l’offerta, portando caffè e tè ad essere prodotti di consumo quotidiano, accessibili, immediati, “fun”. In questo contesto, Starbucks è apparsa sempre più ancorata a un’immagine di lusso accessibile ma datata, e soprattutto fuori passo con il nuovo ritmo del mercato cinese.

Il cambio di passo voluto dal nuovo CEO Brian Niccol – lo stesso che guidò il rilancio di Chipotle – si inserisce in un più ampio piano di ristrutturazione globale.

Niccol ha promesso di portare il numero di caffetterie cinesi da 8.000 a oltre 20.000 nel lungo periodo, puntando su innovazione di prodotto, digitalizzazione e una gestione più snella grazie al supporto locale di Boyu. Il valore complessivo della divisione cinese, considerando licenze e quote residue, supera i 13 miliardi di dollari, a conferma dell’importanza strategica del mercato.

Dietro la retorica del “nuovo inizio” resta però una realtà evidente: Starbucks non è più padrona del suo destino in Cina. La cessione della maggioranza riflette un adattamento obbligato di fronte a un contesto in cui la sensibilità dei consumatori si è spostata verso i marchi nazionali, spesso percepiti come più autentici e vicini.

Il rallentamento economico, la disoccupazione giovanile e la contrazione dei consumi hanno fatto il resto, riducendo l’appeal del brand americano in un Paese che guarda ormai con fiducia alle proprie imprese.

Il legame tra Starbucks e la Cina non si interrompe, ma cambia natura. La multinazionale rinuncia a parte del controllo in cambio della promessa di restare competitiva attraverso un partner che conosce le regole del gioco domestico.

È un compromesso pragmatico, che suona come una resa parziale ma anche come un riconoscimento: in un mercato dove la globalizzazione è diventata bilaterale, le multinazionali non esportano più solo modelli, ma devono imparare ad adattarsi a quelli locali.

In fondo, la storia di Starbucks in Cina chiude un cerchio. È il passaggio da un’epoca in cui i brand occidentali incarnavano il sogno del nuovo benessere a una stagione in cui il consumo è identità nazionale, prezzo, immediatezza.

Il caffè rimane, ma cambia sapore: meno “americano”, più cinese, più veloce, più digitale. E forse, in questo, sta davvero il segreto della sua sopravvivenza.

Tommaso Maiorca – Agenzia Stampa Italia

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Nord Thailandia On The Road di Fabio Polese  

(ASI) Dal Triangolo d’Oro seguendo il grande Mekong, fino a Mae Sot, al confine con il Myanmar in fiamme. Un viaggio in moto tra strade polverose e villaggi sospesi ...

RAI, Floridia: solidarietà a Report . 9 situazione fuori da ogni logica 

(ASI) "Quanto sta accadendo in queste ore con la sospensione delle repliche estive di Report è fuori da ogni logica.

Dal 17 al 20 luglio quattro giorni dedicati al tartufo, alla natura, al turismo esperienziale e alle eccellenze del Veneto

(ASI)"L'Oro della Nostra Terra", in programma dal 17 al 20 luglio, appuntamento che conferma il ruolo del Monte Baldo come uno dei territori di riferimento per la valorizzazione del tartufo, della ...

Rappresentanza, Calderone: "Bene datoriali, primi effetti decreto salario giusto"

(ASI) Roma - "Accolgo con favore il documento sottoscritto da 14 sigle datoriali per la misurazione della propria rappresentanza, un primo passo in seguito all'approvazione del salario giusto che va ...

Crisi idrica, Centenaro (Lega): Dal Mit 430 mln per interventi in Veneto, grazie Salvini

(ASI) Roma,    - "Dal Mit arriveranno 430 milioni di euro destinati a finanziare 40 interventi nella nostra regione per contrastare la crisi idrica sul territorio. Un impegno che è stato assunto ...

Economia circolare e gestione dei rifiuti nella transizione ecologica: presentato il libro dedicato al principio DNSH

(ASI) Perugia. Un momento di confronto sui delicati temi dell'economia circolare, della sostenibilità ambientale e delle nuove sfide della gestione dei rifiuti si è vissuto ieri pomeriggio presso il POST – Perugia ...

Politiche attive, 50 milioni di euro per disoccupati e cassaintegrati

Il Ministro Calderone: «Investiamo in percorsi che aiutano i lavoratori a star dentro i cambiamenti. Il lavoro è la prima politica di inclusione»

Vertice NATO: da Ankara un nuovo impulso alla difesa collettiva

(ASI) Il vertice della NATO svoltosi ad Ankara il 7 e l'8 luglio ha confermato che la sicurezza euro-atlantica, il sostegno all'Ucraina e il rafforzamento delle capacità di difesa dell'Alleanza restano ...

Preferenze elettorali: maggioranza ancora divisa; la mossa di FdI sulla riforma elettorale

ASI)  Ritorna in auge( la riforma della legge elettorale dopo la possibilità di deposito di un emendamento di Fratelli d'Italia, istruito per introdurre le preferenze nel sistema di voto. ...

Agricoltura, Confeuro inaugura nuovo CAA di Foggia e prosegue tour nazionale in Puglia

(ASI) “Prosegue il tour nazionale della Confeuro - Confederazione Agricoltori Europei - insieme al Caf e al Patronato Labor, ente promosso dalla Confederazione, con una nuova tappa in Puglia e, ...