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Economia

ISTAT: UECOOP, crisi lunga per il 44% imprese, crolla fiducia

Di Redazione ASI 27 Novembre 2020 – 10:46 2 min di lettura

(ASI) Più di 4 imprese su 10 (44%) pensano che prima di un anno l’Italia non tornerà a crescere e non potrà recuperare almeno una parte dei posti di lavoro persi per l’emergenza Covid a cui si aggiungono quelli a rischio nel 2021 quando finirà la cassa integrazione con il blocco dei licenziamenti.

È quanto afferma l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su un campione nazionale di attività produttive in riferimento agli ultimi dati Istat sul crollo dell'indice composito del clima di fiducia delle imprese da 92,2 a 82,8. L’evolversi della situazione sta mettendo a dura prova la resilienza delle aziende – sottolinea Uecoop – con lo sforzo a garantire prodotti e servizi alle famiglie e difendere il lavoro di oltre 1 milione di occupati nelle cooperative italiane, dall’agroalimentare alla scuola, dalle costruzioni alla logistica, dal commercio all’informatica, dall’assistenza sociale allo spettacolo ai servizi di sicurezza e vigilanza.

I limiti agli spostamenti, alle attività commerciali e ai servizi hanno pesanti ripercussioni sul mondo cooperativo dove, a seconda dei settori considerati, - sottolinea Uecoop - si registrano cali di fatturato che possono oscillare fra il 20 e il 30% ma con picchi anche del 50%. Nonostante alcuni comparti come agroalimentare e costruzioni stiano dimostrando più vitalità di altri, più di 6 imprese su 10 (61%) registrano una riduzione importante dell’attività e della clientela e nel 64% dei casi il taglio delle commesse ha riguardato addirittura clienti storici e consolidati, secondo l’indagine di Uecoop. Più del 12% delle aziende potrebbe chiudere il 2020 con una situazione di "insufficienza patrimoniale" spiega Uecoop sulla base del rapporto "L'economia delle regioni italiane" della Banca d'Italia con un balzo del clima di incertezza per il futuro con le banche che nell'area dell'euro nel terzo trimestre di quest'anno hanno inasprito i propri criteri di concessione dei prestiti a imprese e famiglie a causa di un aumento del rischio percepito secondo la Bce. Timori per l’evoluzione della situazione che – conclude Uecoop – hanno gonfiato i depositi liquidi di imprese e famiglie che hanno raggiunto la cifra di 1714,8 miliardi di euro.

Nota della Redazione

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