Martedì, 1 Settembre 2026
ASI Notizie
Umbria. Gualdo Tadino: due cani morti per sospetto avvelenamento. Nella zona altri episodi recenti. Trust, accordi extragiudiziali e tutela del credito: la lezione di Re Cross Transport Ltd per la giurisprudenza italiana UNCEM  commenta  la sentenza della Cassazione contro ex Sindaco di Chamois: e allora anche tagliare il bosco è reato? Legge elettorale, il ballottaggio torna sul tavolo: la maggioranza cerca l'intesa Trump punta sul petrolio venezuelano per riempire le riserve strategiche Usa Valdegamberi (Futuro Nazionale): "La finta liberazione di Zaia, il "Signor Morte", Radicali e Sinistra Non è libertà se lo Stato non garantisce alternative alla morte e produce disperazione. così in Canada" Fisco, Ricchiuti (FdI): chi lavora non è bancomat di Stato  Disastro fiume Sarno, Sen. Mazzella (M5S): “URge cabina di regia nazionale e riclassificazione a sin, dati georeferenziati sui sequestri e sugli scarichi abusivi: depositata interrogazione parlamentare " Cuzzupi(UG): Serve un patto tra formazione e lavoro. La scuola costruisce le competenze, l’impresa aiuti a trasformarle in esperienza Paraguay, si dimettono 300 medici per i salari troppo bassi Arte dell’ozio e produttivita, riscoprire il tempo della conteplazione nella società moderna Umbria. Gualdo Tadino: due cani morti per sospetto avvelenamento. Nella zona altri episodi recenti. Trust, accordi extragiudiziali e tutela del credito: la lezione di Re Cross Transport Ltd per la giurisprudenza italiana UNCEM  commenta  la sentenza della Cassazione contro ex Sindaco di Chamois: e allora anche tagliare il bosco è reato? Legge elettorale, il ballottaggio torna sul tavolo: la maggioranza cerca l'intesa Trump punta sul petrolio venezuelano per riempire le riserve strategiche Usa Valdegamberi (Futuro Nazionale): "La finta liberazione di Zaia, il "Signor Morte", Radicali e Sinistra Non è libertà se lo Stato non garantisce alternative alla morte e produce disperazione. così in Canada" Fisco, Ricchiuti (FdI): chi lavora non è bancomat di Stato  Disastro fiume Sarno, Sen. Mazzella (M5S): “URge cabina di regia nazionale e riclassificazione a sin, dati georeferenziati sui sequestri e sugli scarichi abusivi: depositata interrogazione parlamentare " Cuzzupi(UG): Serve un patto tra formazione e lavoro. La scuola costruisce le competenze, l’impresa aiuti a trasformarle in esperienza Paraguay, si dimettono 300 medici per i salari troppo bassi Arte dell’ozio e produttivita, riscoprire il tempo della conteplazione nella società moderna
Teatro

Riflettori accesi sul tema dell’Alzheimer

Di Simona M. Frigerio 12 Dicembre 2016 – 09:43 4 min di lettura

David foto Bepi Caroli Diberti Fois Marchesi(ASI) Lucca . Al Teatro del Giglio va in scena il nuovo spettacolo scritto e diretto da Paolo Civati, David, un viaggio nella malattia del secolo.
Nel 2015, la brava Julianne Moore ha fatto incetta di premi (dal Golden Globe all’Oscar, passando per lo Screen Actors Guild Award e il British Academy Film Award) per il suo ruolo in Still Alice, film che descriveva il lento perdersi di una donna ancora giovane nei meandri dell’Alzheimer. Del resto, in una società sempre più vecchia, come quella italiana e, in generale, quella occidentale, le malattie degenerative degli anziani stanno diventando un serio problema sia a livello familiare che politico.


Il testo di Paolo Civati, splendidamente interpretato da Luigi Diberti nel ruolo del protagonista, David, affronta il tema soprattutto dal primo punto di vista, dato che la sicurezza economica della famiglia dell’anziano malato consente all’autore di approfondire i rapporti personali, tacendo sulle ripercussioni che l’assunzione di una badante o il definitivo ricovero in una Casa di riposo possono avere su una normale famiglia italiana - in tempi di crisi economica e salari ai minimi storici.
L’impianto generale, di solido teatro di tradizione, basato soprattutto sulla parola, si carica di un linguaggio più contemporaneo e, a tratti, volutamente scurrile, nella descrizione della famiglia, in quanto esponente di movimenti artistici e libertari degli anni Sessanta e Settanta. Il padre, David, e la moglie ormai defunta sono descritti dai figli come genitori che li avrebbero umiliati con i loro atteggiamenti anticonvenzionali e le loro frequentazioni in stile Factory di Warhol. Traumatizzandoli al punto da trasformare la figlia in una scrittrice fallita e in una pittrice priva di talento, che sopravvive alla depressione grazie a relazioni con uomini sposati e a una buona dose di psicofarmaci; e il figlio in un commercialista di successo, tutto casa e lavoro, privo di fantasia e forse anche della capacità di farsi coinvolgere emotivamente in qualsiasi relazione affettiva autentica. Un quadro, questo, un po’ retrivo, che ammicca a quel conformismo di ritorno che va tanto di moda e che colpevolizza i genitori di qualsiasi fallimento o mancanza, deresponsabilizzando i figli in quanto adulti consapevoli che dovrebbero essere in grado di farsi un’autoanalisi e, superando eventuali traumi (veri o presunti), assumersi la responsabilità della propria esistenza. Responsabilità ancora più importante, oggi, in un’Italia dove i quarantenni vivono ancora in famiglia, sia per ragioni di effettiva precarietà del lavoro sia per pura e semplice comodità.
Anche il mondo dell’arte è descritto utilizzando alcuni luoghi comuni che stanno sempre più prendendo piede. È dai tempi de Il secondo tragico Fantozzi e della celebre: «Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!», in cui Villaggio/Fantozzi metteva alla berlina il capolavoro di Ėjzenštejn, La corazzata Potëmkin, che l’arte e l’intelligenza subiscono continui attacchi da coloro che fanno fatica a seguire i dialoghi del Grande Fratello - dimostrando l’ottusità di una classe media borghese che non si peritava (né perita) di capire né di informarsi né tanto meno di incuriosirsi per qualsiasi linguaggio che non fosse (o sia) di una banalità disarmante. E purtroppo, sempre più spesso, cineasti e drammaturghi (vedasi anche La grande bellezza di Paolo Sorrentino) sembrano sottoscrivere il manifesto all’ignoranza lanciato da Fantozzi.
Così, i movimenti libertari degli anni Sessanta e Settanta che hanno portato anche a conquiste importanti come l’autodeterminazione femminile, il nuovo diritto di famiglia, la scelta di una gravidanza consapevole, l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore; e, dall’altro lato, le ricerche che hanno stravolto i codici artistici e teatrali ormai vetusti, sradicato l’estetica del bello, moltiplicato le possibilità di espressione, promuovendo riflessioni filosofiche importanti e consegnando alla storia i tagli di Fontana così come la merda d’artista di Piero Manzoni o il Pinocchio di Bene (solo per citare tre nomi a caso); ebbene tutto questo è banalizzato, sulla scena, con rimandi a orgasmi pubblici e a falli messi in mostra.
Purtroppo, la sensazione complessiva finale, è di avere assistito a uno spettacolo molto Broadway fine anni Ottanta. La battuta sugli ebrei odiati da tutti sa di establishment newyorkese; i rapporti generazionali sembrano mutuati da quelli tra lo yuppie in carriera e il padre, velleitario sognatore alla Big Fish; o tra la figlia fallita che vive nell’ombra della madre di talento, in stile Mammina cara.
Bello il finale aperto. Perché, a volte, la libertà sta semplicemente nella possibilità di scelta.


Simona M. Frigerio – Agenzia Stampa Italia

Foto di Bepi Caroli

Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.