Intelligenza Artificiale di Luca Giovannelli.

There's a great phrase, written in the '70s: 'The definition of today's AI is a machine that can make a perfect chess move while the room is on fire.' It really speaks to the limitations of AI. In the next wave of AI research, if we want to make more helpful and useful machines, we've got to bring back the contextual understanding. [Fei-Fei Li][1]

(ASI) ... C'è una frase fantastica, scritta negli anni '70: «La definizione di intelligenza artificiale di oggi è una macchina in grado di effettuare una mossa perfetta a scacchi mentre la stanza va a fuoco». Questa frase mette davvero in luce i limiti dell'intelligenza artificiale. Nella prossima fase della ricerca sull'intelligenza artificiale, se vogliamo realizzare macchine più utili e funzionali, dobbiamo reintrodurre la comprensione contestuale ...

Quotidianamente, per ... ogni dubbio, domanda, perplessità ... facciamo una sgooglata raccapricciante neologismoper significare che facciamo una ricerca nel web o - tecnicamente - facciamo una ricerca O.S.INT[2] ovvero - in ultima analisi - ci avvaliamo di una ricerca di intelligenza artificiale tramite un prompt ovvero da un nostro input [la nostra richiesta] che ci fornisce un output [risposta].

Tempo fa, nel cercare una definizione di IA che fosse metabolizzabile da un profano come me, mi sono imbattuto nell'articolo scientifico di Timothy Revell[3] che - tra l'altro - si "occupa" del software utilizzato da un robot aspirapolvere che è in grado di comprendere a grandi linee il mondo che lo circonda (!) ... L’intelligenza artificiale è una tecnologia che potrebbe cambiare il mondo [o forse l'ha già fatto!, nota di chi scrive]

Potrebbe aiutare a curare i tumori, a guidare le auto a guida autonoma e a potenziare l’intelligenza umana. Oppure potrebbe portare a un’apocalisse robotica e alla fine dell’umanità. Dipende a chi lo si chiede.

L’intelligenza artificiale, o I.A., indica semplicemente un software utilizzato dai computer per imitare alcuni aspetti dell’intelligenza umana. Ad esempio, un programma che consiglia cosa leggere in base ai libri acquistati o un robot aspirapolvere che si muove autonomamente sui pavimenti di casa nostra.

Allora perché tutto questo clamore? Nell’ultimo decennio una particolare forma di I.A., chiamata apprendimento automatico, è diventata estremamente potente. Questa tecnica è alla base di tutto: dalle I.A. di DeepMind, "campionesse" mondiali di Go, a Google Translate, dagli algoritmi di riconoscimento facciale agli assistenti digitali, come Amazon Alexa.

Anziché fornire alle I.A. basate sull’apprendimento automatico un elenco definitivo di istruzioni su come portare a termine un compito, i programmatori lasciano che siano le I.A. stesse a imparare come svolgerlo. Esistono molti modi per tentare di farlo, ma l’approccio più diffuso prevede l’uso di un software chiamato rete neurale, che viene addestrato tramite esempi.

In questa mia limitatissima rassegna di definizioni ed implicazioni di I.A. non posso esimermi (né lo desidero!) dal fare una rapida analisi delle implicazioni etico - morali - sociali che l'avvento della I.A. stessa comporta o può comportare.

Michele Kettmaier [4] nell'articolo Informazione civica "Alla ricerca di un metodo civico nella complessità tra umanesimo e tecnologia, sacro e intelligenza artificiale, disinformazione e media civici" [fonte: https://michelekettmaier.nova100.ilsole24ore.com/] molto efficacemente nota: "... Se guardiamo al passato, i Ludditi ci insegnano una lezione preziosa. Spesso rappresentati come retrogradi nemici del progresso, erano in realtà lavoratori consapevoli del pericolo insito nell’uso capitalistico della tecnologia. Non combattevano contro il telaio in quanto macchina, ma contro il suo utilizzo per distruggere una cultura del lavoro costruita su abilità artigiane e rapporti comunitari. I Ludditi non rifiutavano il cambiamento: si opponevano alla sua imposizione senza dialogo. Vedevano chiaramente che la nuova produzione industriale non significava solo accelerazione o efficienza, ma anche perdita di autonomia e degradazione sociale. Non erano tecnofobi, ma ribelli contro un modello economico che annientava il senso stesso di dignità lavorativa. I lavoratori di oggi si trovano di fronte a una sfida simile, anche se in una cornice storica diversa. L’AI non è più una minaccia lontana, ma una realtà che già sconvolge il mercato del lavoro: chatbot che sostituiscono impiegati, algoritmi che determinano assunzioni e licenziamenti, automazione che cancella intere professioni in pochi mesi. Ma proprio come i Ludditi, anche oggi il punto non è il progresso tecnologico in sé, bensì l’uso che se ne fa. I grandi giganti tecnologici stanno sfruttando l’automazione per consolidare il potere economico nelle mani di pochi, riducendo i lavoratori a figure accessorie, flessibili e sempre disponibili. Non è la tecnologia il problema, ma l’approccio predatorio che la considera un’arma contro i diritti e non uno strumento per migliorare la vita."

Non posso non citare - altresì - Padre Paolo Benanti[5],che definisce l’IA come un "moltiplicatore" di capacità umane e disuguaglianze, sottolineando la necessità di un approccio etico chiamato "algoretica". Questo framework mira a garantire che la tecnologia rimanga al servizio dell'uomo, prevenendo rischi come l'aumento delle disparità sociali o la manipolazione dell'opinione pubblica.

I suoi punti chiave includono:

  1. centralità umana: l'IA non possiede coscienza o etica intrinseca; le scelte sui fini devono restare in mano all'uomo; 
  2. regolamentazione: sostiene che l'Europa non deve solo regolamentare per limitare, ma per creare regole giuste che superino la "legge del più forte", promuovendo una cooperazione globale;
  3. impatto sociale: L'IA può migliorare l'accesso al sapere e la produttività, ma richiede governance politica per evitare di moltiplicare i divari, specialmente tra Nord e Sud del mondo.

Per Padre Benanti, l'algoretica [neologismo da lui coniato e riconosciuto dall'Accademia della Crusca e dall'Accademia dei Lincei] definisce un nuovo capitolo dell'etica: un codice di valori morali scritto dagli esseri umani ma reso computabile dalle macchine. 

Ecco i punti fondamentali del suo significato:

  • Traduzione del valore morale in valore numerico: poiché gli algoritmi lavorano esclusivamente su dati numerici mentre l'etica umana si basa su valori astratti, l'algoretica è il processo di traduzione che rende i principi etici (come il bene, la giustizia o la dignità) in un linguaggio che la macchina può elaborare ed eseguire.
  • "Guardrail" etici: l'algoretica non come una coscienza artificiale (che la macchina non possiede), ma come una serie di barriere di protezione (guardrails). Questi limiti tengono l'intelligenza artificiale entro una "corsia" sicura, impedendole di compiere azioni dannose o discriminatorie pur nella sua autonomia operativa.
  • Antidoto all'Algocrazia: Iil concetto nasce in opposizione all'algocrazia, ovvero il dominio degli algoritmi sulla vita umana. Mentre l'algocrazia rappresenta il rischio che le decisioni siano delegate ciecamente alla logica computazionale, l'algoretica garantisce che la tecnologia rimanga uno strumento al servizio dell'uomo e non viceversa.
  • Responsabilità umana: Sottolinea che l'etica rimane una prerogativa umana; l'algoretica è lo strumento tecnico per garantire che le scelte di fine e di valore, decise dall'uomo, siano rispettate anche nei processi automatizzati. 

Per l'insigne studioso, i rischi specifici dell'intelligenza artificiale sul lavoro non riguardano tanto la scomparsa totale dell'occupazione, quanto una trasformazione strutturale che rischia di aggravare le disuguaglianze sociali ed economiche. 

In aeronautica, quando si comunica alla torre di controllo "... in finale" vuol dire che si sta effettuando la manovra forse più delicata del volo ma - certamente - in assoluto la più importante: l'atterraggio e, dunque, non posso concludere questo mio modesto contributo senza ricordare gli interventi del Papa sul tema, Leone XIV, infatti, già nel messaggio indirizzato alla professoressa Betül Tanbay presidente della Giornata internazionale della matematica riflette sul tema che accompagna la ricorrenza, "Matematica e Speranza", nel contesto delle molteplici sfide che la famiglia umana si trova ad affrontare, "non da ultimo il rapido sviluppo tecnologico con tutto il suo potenziale di bene o di male", è bene considerare un uso degli algoritmi che promuova una "crescita integrale della persona", comprendendo "la dimensione morale di queste tecnologie emergenti": "Non basta avere grande scienza, se poi non sappiamo chi siamo e qual è il senso della vita".

La preghiera del Papa è rivolta a una rinnovata attenzione ai "profondi bisogni spirituali del cuore umano" affinché guidino una promozione della tecnologia come finestra di comunione e creatività[6].

Nella sua prima Enciclica "Magnifica humanitas", pubblicata in occasione del 135° anniversario della "Rerum novarum" di Leone XIII, Robert Francis Prevost riflette sulla Dottrina sociale della Chiesa nel tempo dell’intelligenza artificiale. L’appello a custodire "una magnifica umanità abitata da Dio", promuovendo verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace. Nell’era digitale, occorre disarmare l’I.A. e superare la teoria della "guerra giusta", rilanciando dialogo e multilateralismola tecnologia non è una "forza antagonista rispetto alla persona", né "di per sé un male". Tuttavia, essa "non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa".  Di qui, il richiamo del Pontefice a "costruire nel bene" e a "rimanere umani", seguendo la logica della corresponsabilità coraggiosa, della sussidiarietà, della comunione, affinché "il mondo possa riconoscere…nel cuore dell’essere umano il luogo dove Dio desidera abitare"[7].

[1]Fei-Fei Li è una delle scienziate più influenti al mondo nel campo dell'intelligenza artificiale. Professoressa alla Stanford University, è nota a livello globale per aver ideato ImageNet, il colossale database di immagini che ha permesso lo sviluppo del deep learning, e per il suo lavoro pionieristico nell'intelligenza spazia[1]le e nell'AI incentrata sull'essere umano.Chi è Fei-Fei LiNata in Cina nel 1976 e naturalizzata statunitense, ha guidato l'innovazione tecnologica sia in ambito accademico che industriale. I suoi contributi principali includono:ImageNet: Ha rivoluzionato la visione artificiale (computer vision), fornendo i dati necessari per addestrare le moderne reti neurali.

Ruoli istituzionali e aziendali: È stata Chief Scientist dell'AI presso Google Cloud ed è co-direttrice dello Stanford Institute for Human-Centered Artificial Intelligence (HAI). Etica e Società: È una delle voci più autorevoli che promuovono uno sviluppo dell'IA etico, inclusivo e rispettoso della dignità umana, tanto da essere stata nominata nel Comitato scientifico delle Nazioni Unite.

Visione e Nuovi ProgettiAttualmente, la sua ricerca si concentra sull'intelligenza spaziale, cioè sulla capacità delle macchine di percepire, comprendere e interagire con il mondo tridimensionale. A questo scopo ha fondato World Labs, una startup focalizzata sui modelli di mondo ("large world models") [fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Fei-Fei_Li].

[2]«Le fonti aperte […] rappresentano la maggior parte del materiale fagocitato dalla famelica macchina dell'intelligence.» (Umberto Rapetto e Roberto Di Nunzio) Open Source Intelligence, in acronimo OSINT (lett. "Intelligence su fonti aperte"), è quella disciplina dell'intelligence che si occupa della ricerca, raccolta e analisi di dati e di notizie d'interesse pubblico tratte da fonti aperte e pubbliche. Questa branca è stata introdotta durante la seconda guerra mondiale dalle agenzie di sicurezza di alcune nazioni. [fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Open_Source_Intelligence]

[3]Qualche informazione su di me [http://timothyrevell.co.uk/]

Sono un giornalista con sede a Londra, specializzato in scienza e tecnologia. Mi sono occupato, tra le altre cose, di dispositivi per la lettura del pensiero, intelligenza artificiale e numeri primi. Ho dato la notizia in anteprima di alcuni fatti di grande rilievo, tra cui un’enorme fuga di dati dal Cambridge Psychometrics Centre e il riconoscimento ufficiale della dipendenza dai videogiochi. Inoltre, ho intervistato persone straordinarie, come David Attenborough, Demis Hassabis e Kate Crawford.

Sono direttore esecutivo di New Scientist. Le mie responsabilità comprendono le notizie, i video e la trasformazione digitale. In precedenza, sono stato vicedirettore per gli Stati Uniti, con la responsabilità condivisa di avviare e gestire l’ufficio di New York, che ha riscosso grande successo.

Ho scritto due libri di divulgazione scientifica sulla matematica. Uno è una rivisitazione radicale della storia della matematica, scritto in collaborazione con Kate Kitagawa, mentre l’altro tratta dell’uso della matematica al giorno d’oggi. Ho conseguito un master in matematica e un dottorato di ricerca in informatica. Partecipo regolarmente a «Science Friday» di WNYC, un programma radiofonico e podcast con milioni di ascoltatori.

[4]              ...?? Michele Kettmaier, ma anche ket, trentino/europeo sono stato co-fondatore e direttore generale fino a ottobre 2014 della Fondazione ahref. Ho imparato a usare il pc non sulla tastiera ma smanettando sul registratore audio per caricare il software del suo primo ZX Spectrum 16K nel 1984. Dopo aver studiato poco e girato, tanto, il mondo dove ho imparato un po’ di cose vivendo con la gente tra slum e favelas, ho messo in piedi con altri soci negli’anni ’90 diverse cose che adesso sono molto cool ma che allora non se le filava nessuno come le prime webtv e le prime piattaforme di social network ... [fonte: https://michelekettmaier.nova100.ilsole24ore.com/chi-sono/]

[5]Padre Paolo Benanti teologo francescano, professore alla Pontificia Università Gregoriana e unico italiano membro del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite. È stato Consigliere di Papa Francesco per l'etica della tecnologia e, dal 2024, Presidente della Commissione AI per l’informazione presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Insignito - tra l'altro - del premio "Mystery of Life" 2026 per i suoi studi sull'I.A.: durante la XX edizione della premiazione, svoltasi a Seul, il teologo e filosofo francescano è stato insignito "alla carriera" per il suo lavoro sull’etica dell’intelligenza artificiale e la governance tecnologica. Lo studioso: "Questi sistemi non sanno come vedere una persona, vedono solo schemi e correlazioni". L'arcivescovo Chung: "Spero che una cultura del rispetto per la vita si radichi ulteriormente nella nostra società"

[fonte: https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-06/a-paolo-benanti-il-premio-misytery-of-life-2026.html].

[6]      fonte https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-03/papa-leone-xiv-messaggio-giornata-internazionale-matematica.html

[7]      fonte        https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-05/magnifica-humanitas-intelligenza-artificiale-dottrina-sociale.html

 

 

*Immagine  generata da Intelligenza Artificiale Gemini di Google.

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