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(ASI) La Sindrome di Morgellons è una patologia, non riconosciuta dalla scienza ufficiale, o meglio, viene inclusa nelle sindromi psichiatriche, ma, come vedremo a breve, i sintomi non sono solo mentali. Quali sono i sintomi di questa sindrome? Se fosse così facile riconoscerli, sarebbe già stata classificata unanimemente come malattia, ma il problema sta proprio nel fatto che non ci sono sintomi “unici”, e che generalmente viene auto-diagnosticata dai pazienti sulla base di ciò che leggono su internet e sentono dai mass media.

 La Morgellon Research Foundation, fondata dai coniugi Leitao, sostiene che i sintomi di questa malattia possano essere: sensazione di avere insetti che si muovono, pungono o mordono sotto la pelle; lesioni della pelle, sia spontanea che auto inflitte; effetti muscolo scheletrici e dolore alle giunture, ai muscoli, ai tendini ed ai tessuti connettivi; fatica debilitante; effetti cognitivi ed emotivi. Una tra le poche persone che hanno esaminato scientificamente il morbo di Moregellons è Randy Wymore, un neuro scienziato del Center for Health Science dell’Università di Oklahoma. Wymore ha ricevuto da una serie di persone dei campioni di fibre fuori uscite attraverso la pelle. Anche se i campioni di fibre presentavano una certa somiglianza tra loro, secondo il suo parere queste non erano paragonabili a nessun’altra fibra sintetica o naturale da lui affrontata. Wymore, inoltre, chiese alla squadra di polizia forense “Tulsa” di esaminarle. La squadra ha identificato le strutture chimiche delle fibre e le ha confrontate con la loro banca dati costituita da ben 800 campioni. Le fibre in questione non coincidevano con nessuna di quelle del database, pertanto si è ricorsi alla cromatografia gassosa per compararle con 90.000 composti organici. Anche in questo caso, le fibre non hanno dato riscontri tali da poter coincidere con i composti. La squadra di polizia è giunta pertanto alla conclusione che le fibre sono “ignote”, fatte di elementi sconosciuti e non certo provenienti da vestiti a stretto contatto con le croste di ferite. Wymore chiese anche al capo reparto di pediatria dell’ospedale universitario di Oklahoma, Rhonda Casey, di osservare alcuni pazienti. Eseguendo la biopsia delle superfici della pelle lesionate nonché di quelle sane, usando un dermatoscopio, la dottoressa Casey è stata in grado di osservare le fibre sotto la pelle dei malati e di ritrovarle unite sia ai tessuti sani sia a quelli danneggiati, identificando, tra l’altro, la varietà di colori di tali filamenti. Oltre a ciò, la stessa dottoressa ha riferito il caso di una giovane ragazza con una lesione sulla gamba dalla quale spuntavano fibre nere, confermando l’impossibilità, da una parte della giovane, di essersi cagionata ella stessa una ferita simile. Questi sono alcuni dei casi riscontrati (il maggior numero dei malati è negli Stati Uniti) ma, anche nella nostra nazione, ci sono stati diversi casi che gli esperti riconducono alla Sindrome di Morgellons.

Ma che collegamento ci può essere tra scie chimiche, ciò che esse contengono e la sindrome di Morgellons? Generalmente chi è affetto da Morgellons ha problemi di concentrazione, affaticamento, irritabilità oltre a tutti i sintomi sopra indicati. Nuovi studi ed esami di laboratorio hanno consentito di accertare che il morbo di Morgellons è collegato alla presenza nell’organismo dei malati di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene. Il polietilene è usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche. A queste conclusioni è giunta la Dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa, nell’ottobre del 2006. La ricercatrice precisa che tali materiali sono usati dall’industria delle nano biotecnologie per incapsulare i viron, ossia i virus. Qui l’anello di congiunzione che ci fa pensare che ciò che cade dal cielo e ciò che troviamo in alcuni ammalati trova una corrispondenza chiara ed inequivocabile. Si pensa anche che il Morbo di Morgellons sia collegato alla presenza della Borrelia Burgdogrferi, che trova la sua manifestazione eziologica nella malattia di Lyme. Spesso coloro che sono colpiti dal Morgellons contraggono questo batterio dalle zecche, ma anche, secondo alcuni scienziati, dalle nano cellule di cui parla la Dottoressa Staninger, dove, oltre ai virus, possiamo trovare batteri e spore. I ricercatori hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario, un tipo di fibra di polietilene e silicio (quella di cui parla la Dottoresa Staninger) che si fonde solo oltre i mille gradi F° e altre sostanze tossiche per l’organismo. Per non parlare di elementi chimici radioattivi e tossici per la salute di tutto il pianeta. Il Morgellons è forse un effetto collaterale di una sperimentazione di massa? Vogliono stordirci? Alterare la nostra fisiologia rendendoci automi che vengono comandati a distanza ? Se è così, allora è proprio vero (per quanto non sia una consolazione) che, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Allo stesso modo coloro che, vogliono comandare e soggiogare la popolazione umana non hanno pensato al fatto che il nostro corpo espelle prima o poi tutto ciò che non è organico? O forse (e sarebbe più grave) sanno che noi umani siamo bravi a guardare il dito e non la Luna? In questo caso basterebbe, in realtà, guardare il cielo.

Davide Caluppi – Agenzia Stampa Italia

 

Fonti: Staninger Hildegarde “Far-Infrared Radiant Heat (FIR RH) Type Remediation for Mold and Other Unique Diseases”. National Registry of Environmental professionals. Annual Conference in Nashville, Tennesse, http://www.dldewey.com/stan.htm

Staninger Hildegarde, “Size Matters”, http://www.rense.com/morgphase/sizematters.htm, march 2007

Staninger Hildegarde, “Project: Fiber, Meteroite & Morgellons”. Phase I and II, http://www.rense.com/morgphase/phase2_1.htm, march 2007

Articoli di Antonio e Rosario Marcianò curator del sito www.tankerenemy.com

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