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(ASI) La ricaduta dei particolati metallici a base di alluminio, litio e la diffusione di polimeri vari (rilevati nelle analisi eseguite in Italia, Germania, Canada, Spagna, Grecia ed U.S.A.); derivanti dalle scie chimiche, causa la variazione del Ph del terreno, l’aridità, la morte dei batteri necessari per l’assorbimento nutritivo delle piante e la morte di alcuni insetti utili (in particolare le api).

 Di conseguenza i danni alla vegetazione, alla salute degli esseri viventi sono enormi. L’alluminio viene classificato negli Stati Uniti come neurotossina, che è un veleno con effetto sul tessuto nervoso, che distrugge in particolar modo le proteine delle membrane ed inibisce la capacità di interazione dei canali ionici. Alcuni studi hanno dimostrato che l’alluminio modifica la funzione della barriera emoencefalica, preposta alla regolazione dello scambio tra il sistema nervoso centrale e la circolazione periferica. Nelle persone affette dal morbo di Alzheimer sono stati riscontrati alti livelli di alluminio nel cervello e gli scienziati presumono che l’alto livello di alluminio possa essere causa della distruzione dei tessuti nervosi. Inoltre è noto che l’alluminio cambia la funzione di alcuni enzimi chiave a livello del sistema nervoso centrale. Inoltre queste tossine sono una fonte enorme di produzione di radicali liberi, che sono molecole instabili di ossigeno innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche. A causa della loro instabilità, i radicali liberi sono costantemente in cerca di altre molecole a cui attaccarsi, come piccoli magneti, e possono danneggiare le molecole della membrana cellulare, i mitocondri e il DNA. Il danno provocato dai radicali liberi va ad innescare i processi degenerativi a carico di qualsiasi organo e apparato del nostro organismo. Per quanto riguarda invece il bario, i suoi effetti sulla salute dipendono dalla solubilità dei composti in acqua: i composti di bario che si dissolvono in acqua come i solfati ed i carbonati possono essere nocivi per la nostra salute.

 

 

Notevoli quantità di bario assorbito dal corpo umano possono causare paralisi ed in alcuni casi persino la morte; anche senza arrivare a conseguenze così estreme, concentrazioni elevate di bario possono indurre in una persona difficoltà di respirazione, variazione del ritmo cardiaco, aumento della pressione sanguigna, irritazione dello stomaco, debolezza muscolare, gonfiamento di cervello e fegato, danno a cuore e reni. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “Medical Hypotheses” da Mark Purdey ha messo in evidenza una relazione tra alti livelli di contaminazione da bario ed alcune malattie degenerative, tra cui la sclerosi multipla, la TSE (encefalite spongiforme trasmissibile) e la SLA (sclerosi laterale amiotrofica). Questo è uno stralcio del pensiero di Purdey: “Livelli elevati di argento e di bario sono stati riscontrati nei terreni e nei pascoli dei cervi che crescono nelle zone di maggior concentrazione di ‘Chronic wasting disease’ (CWD-malattia del dimagrimento cronico) in America del Nord, rispetto alle zone dove la CWD ed altre encefalopatie spongiformi trasmissibili non sono state segnalate. Si pensa che gli alti livelli di queste sostanze provengano da fonti inquinanti sia geochimiche sia artificiali originate dalla diffusa pratica di irrorazione aerea delle nubi con nuclei di cristalli di bario o argento al fine di produrre pioggia in queste regioni aride dell’America del Nord, e dalle irrorazioni atmosferiche con aerosol a base di bario per migliorare la rifrazione nelle trasmissioni di segnali radio e radar così come la diffusione di fanghi di bario residuo dei pozzi di gas-petrolio all’interno dei pascoli”.

Livelli tossici di questi metalli sono stati rilevati anche negli animali domestici e selvatici. Ma le persone e gli animali non sono i soli esseri viventi che risentono delle scie chimiche; anche i sistemi biologici naturali cominciano ad indebolirsi. Ad esempio il rizobatterio endomicorrize, un microrganismo dalla notevole importanza, si sta lentamente estinguendo a causa del bario e dell’alluminio. Questo batterio è alla base del trasferimento di nutrienti dal terreno alle piante attraverso l’apparato radicale. Secondo i botanici, senza questo microrganismo, la crescita della flora è impossibile. Le scie chimiche stanno sistematicamente modificando il ciclo vegetale, mentre le prove dell’estinzione dei rizobatteri abbondano. Inoltre il bario e l’alluminio sono alcalini e stanno alterando l’acidità (Ph) del suolo e dell’acqua. Molti ricercatori indipendenti italiani: biologi, medici, agronomi, geologi e meteorologi, dopo le operazioni di aerosol, hanno analizzato centinaia di campioni di acqua piovana e dei sedimenti depositati sui terreni colpiti. Lo stesso è stato fatto anche da cittadini comuni e moltissime persone hanno fatto eseguire analisi del sangue e mineralogrammi dei capelli, per accertare i metalli nell’organismo. Tutti questi tentativi per stabilire una correlazione evidente tra la presenza delle scie chimiche nel cielo ed il loro effetto sull’ambiente, e denunciare il fatto alle autorità competenti non sono serviti a nulla. La contestazione più comune è che si dovrebbero prendere campioni d’aria seguendo gli aerei che rilasciano le presunte scie chimiche. Qui una riflessione sullo “stato di diritto” e sulle competenze delle istituzioni ci dovrebbe far riflettere sulla funzione degli Enti Pubblici al servizio del cittadino. A questo si aggiunge la “strategia del terrore”, che prevede di mantenere la popolazione continuamente in uno stato di paura e di tensione. Più sono incerte le condizioni esistenziali e più facile è manovrare la gente. Inoltre un popolo che lotta continuamente contro i fattori “ansiogeni” della politica, dell’economia, delle situazioni sociali, del clima e del malcostume e della decadenza dei valori etico-morali, difficilmente si oppone alla “violenza di Stato”. Chi deve badare alla sopravvivenza non “alza la testa” per protestare ma la china e dice: “Signor Sì”.

Le continue crisi economiche-finanziarie, le presunte minacce di terrorismo, i continui scandali dei “malaffari” di chi gestisce la “cosa pubblica”, le continue catastrofi naturali, la antipropaganda dei media che della cronaca nera, degli scandali e dei costumi dissoluti fanno la parte più importante dell’informazione, servono solo per indebolire la fiducia nel prossimo, nella società e nello Stato ed inoltre a spegnere ogni speranza per un futuro migliore. Persone, gruppi e popoli “insicuri” si manipolano con grande facilità e difficilmente si oppongono. La disinformazione è imposta dal regime, visto che scie chimiche esistono, visto che sono anticostituzionali violando molti diritti del cittadino, visto che le operazioni militari non possono essere controllate dal Parlamento democraticamente eletto (in un’intervista l’On. Di Pietro quando era Ministro alle Infrastrutture nel Governo Prodi, ha detto che: “trattasi di operazioni militari, il Governo non poteva intervenire”). Un’affermazione del genere ci impone di dichiarare di vivere in un “regime militare” e non in una democrazia nella quale il Governo decide per il bene del Popolo. Alle persone che vedono quotidianamente le scie chimiche nel cielo viene fatto credere di avere visioni, allucinazioni. Certamente a loro viene spiegato che non esistono e che sono “cattivi complottasti” a volerli terrorizzare, mentre la verità è un’altra. Chi non può credere ai propri occhi non può avere fiducia in sé. La popolazione viene volutamente presa in giro ed esposta alla disinformazione per aumentarne le “insicurezze” ed alimentare le paure di ogni genere. Così si controllano le emozioni della gente. Le menzogne di Stato servono per tutelare e conservare il potere delle oligarchie. Le emozioni negative, provocate dalla disinformazione, dal senso d’impotenza, dalla rabbia, possono anche influenzare i processi cognitivi ed indebolire il sistema immunologico provocando malattie psicosomatiche.

Davide Caluppi per Agenzia Stampa Italia

Fonti: Tratto dall’articolo “Essere padrone della propria salute. Come superare il sentimento di impotenza nei confronti delle situazioni legate alle scie chimiche” del Dott. Raffaele Cavaliere, psicologo e psicoterapeuta.

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