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(ASI)In Italia il melanoma cutaneo occupa il dodicesimo posto tra le neoplasie maligne a più frequente insorgenza: nel 2012 sono stati stimati 9.800 nuovi casi. E' al terzo posto tra le neoplasie a più alta incidenza entro i 44 anni di età. Sono questi alcuni dati emersi in occasione del seminario "Il melanoma cutaneo: dalla prevenzione al trattamento" organizzato a Bologna dalla Fondazione ANT il 15 marzo scorso. La prevenzione delle neoplasie pigmentate della cute rimane l'unica arma veramente efficace per combattere il melanoma. E' per questo motivo che la Fondazione ANT - nata nel 1978 per assistere gratuitamente a domicilio i Sofferenti di tumore e da tempo attiva nel campo della prevenzione oncologica - nel 2004 ha dato vita al Progetto Melanoma che, sino ad oggi, è stato realizzato in 60 province italiane. Secondo il Centro Raccolta Dati (CRD)ANT, al 31 dicembre 2012 sono state visitate gratuitamente 60.670persone, e di queste circa il 10% è stato inviato al chirurgo per l'asportazione della lesione sospettA.

Il melanoma, la cui velocità di raddoppiamento dell'incidenza è superiore ad ogni altra neoplasia, è un tumore caratterizzato da una elevata aggressività. Può originare nella cute, nelle mucose e nell'occhio. Attuare la prevenzione primaria adottando uno stile di vita corretto e sottoporsi a controlli dermatologici periodici con l'obiettivo di diagnosticare precocemente le lesioni sospette, è indispensabile per prevenire l'insorgenza della malattia e fondamentale per il trattamento tempestivo delle forme atipiche o già neoplastiche. Da diversi anni ANT ha iniziato - con la collaborazione di molti Enti pubblici e privati, Associazioni, Cooperative, Istituti di Credito - una campagna contro il melanoma. Il progetto Melanoma ANT, completamente gratuito per i Cittadini, prevede l'esecuzione di visite dermatologiche con l'ausilio del videodermatoscopio portatile (la Fondazione è dotata di 13 strumenti sofisticati, frutto di generose donazioni).

L'attenzione al melanoma, alla diagnosi precoce e al suo trattamento è stata ribadita in occasione del seminario organizzato il 15 marzo scorso dalla Fondazione ANT, nel corso del quale un pool di esperti si è confrontato sull'argomento. I temi trattati hanno spaziato dall'incidenza del melanoma cutaneo in Italia, alla diagnosi clinico-strumentale e anatomo-patologica, al trattamento della malattia metastatica e al  ruolo della terapia palliativa. Ad aprire i lavori è stato il Prof. Franco Pannuti, fondatore di ANT. Durante l'incontro - moderato da Andrea Angelo Martoni (Fondazione ANT) e da Guido Biasco (direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerche sul Cancro "Giorgio Prodi", Università di Bologna) hanno preso la parola Annalisa Patrizi (direttore della sezione di Dermatologia, Università di Bologna) Stefano Ferretti (responsabile del Registro Tumori AVEC, Università di Ferrara) Pier Alessandro Fanti (dermatologo, Azienda Ospedaliera Sant'Orsola- Malpighi) Barbara Corti (anatomo-patologa, Istituto Oncologico Addari) Michelangelo Fiorentino (responsabile della S.S. Laboratorio di Patologia Molecolare, Oncologia e Trapianti, Università di Bologna) Guido Zannetti (chirurgo, Azienda Ospedaliera Sant'Orsola-Malpighi) Barbara Melotti (oncologa, Azienda Ospedaliera Sant'Orsola-Malpighi) Ruggero Ridolfi (direttore dell'Unità di Immunoterapia e Terapia Cellulare Somatica, I.R.S.T. Meldola) e Giorgio Lelli (direttore sanitario ADO Onlus, Ferrara).

Nata a Bologna nel 1978 per iniziativa dell'oncologo Franco Pannuti, la Fondazione ANT Italia Onlus opera in nome dell'Eubiosia (dal greco antico, "la buona vita") intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, dal primo all'ultimo respiro. Dal 1985 ad oggi ANT ha assistito, in modo completamente gratuito, oltre 93.000 Sofferenti oncologici (dato aggiornato al 31 dicembre 2012). In 9 diverse regioni italiane, circa 3.800 malati vengono assistiti ogni giorno a domicilio da 20 équipes di operatori sanitari ANT che assicurano, al Malato ed alla sua Famiglia, tutte le necessarie cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale. Sono complessivamente 421 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari e funzionari) cui si affiancano circa 1.600 Volontari, iscritti nel registro ANT. Il supporto fornito non è rivolto al solo trattamento medico-palliativistico ma, con un approccio a 360°, affronta ogni genere di problema nell'ottica del "benessere globale" del Malato. La Fondazione ANT non si occupa solo di assistenza domiciliare ma è fortemente impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Nell'ambito del solo Progetto Melanoma, che ha preso il via nel 2004, sono stati visitati 60.670 pazienti in 60 diverse province italiane (dato aggiornato al 31 dicembre 2012). Le campagne di prevenzione si attuano sia presso strutture sanitarie offerte gratuitamente ad ANT, sia negli ambulatori ANT di Bologna e di Brescia, sia all'interno dell'ambulatorio mobile - BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all'avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare sul territorio visite di prevenzione nell'ambito dei vari progetti ANT. La Fondazione ANT opera in Italia attraverso un centinaio di Delegazioni, dove la presenza di Volontari è molto attiva. Alle Delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all'assistenza sanitaria domiciliare. Prendendo come anno di riferimento il 2011, l'attività della Fondazione ANT è finanziata, fatta eccezione per i proventi derivanti da convenzioni con Aziende Sanitarie Locali (ASL) - pari al 14% del totale - per la maggior parte dalle erogazioni di privati cittadini e dalle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (56%), dal contributo del 5x1000 (13%) - ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale - da lasciti e donazioni (10%), dagli enti pubblici (3%), da banche e fondazioni (1%) e infine dalla gestione immobiliare e finanziaria (3%).

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