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Reggenza Italiana del Carnaro, il 14 novembre 1920 d'Annunzio ordina a Frassetto di avanzare

Di Cristiano Vignali 21 Ottobre 2024 – 15:13 2 min di lettura

(ASI) Fiume - Nel 1920 viene istituita la Reggenza Italiana del Carnaro, esattamente il 12 settembre e il 30 settembre viene promulgata la Carta del Carnaro, una costituzione, come ho già spiegato, dalla forte carica rivoluzionaria per il tempo, perché oltre che a garantire il suffragio universale anche alle donne, garantisce pari diritti ai cittadini senza distinzioni etniche, religiose, sessuali e di censo. Inoltre, la Carta del Carnaro garantiva piena tutela sindacale ai lavoratori e la socializzazione delle imprese tra imprenditore e lavoratore. 

La Reggenza del Carnaro viene riconosciuta da alcuni stati, tra cui l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) che ottiene anche essa il riconoscimento dal governo dannunziano, creando a livello internazionale un forte allarmismo fra le potenze liberal democratiche e a livello Italiano l'astio dei grandi capitalisti del nord (che temevano una espansione della rivoluzione socialista in Italia che coinvolgesse le masse popolari), e dell'elemento più conservatore e monarchico a cui non andava giù che dall' iniziale progetto dannunziano di annettere Fiume all'Italia, nella città - stato di Fiume si fosse proclamata di fatto una repubblica autonoma con la Reggenza Italiana del Carnaro (anche se formalmente, come si evince nelle prime righe della Carta del Carnaro, il fine ultimo è sempre quello di ricongiungersi alla madrepatria).

La situazione degenerò ulteriormente il 12 novembre 1920 con la firma del Trattato di Rapallo fra il Regno d'Italia, rappresentato dal governo Giolitti, e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, rappresentato dal governo Vesnic che stabiliva i confini, fra Italia e lo Stato che diventerà la Jugoslavia, sulle Alpi Giuliane, annettendo all'Italia Trieste, Gorizia, Zara e Pola, ma non Fiume che restava con lo status di Città - Stato autonoma. Così, le potenze liberal - democratiche che non riconoscevano la Reggenza Italiana del Carnaro, la dichiararono di fatto fuori legge e chiesero all'Italia di sedare la ribellione dei reparti che avevano occupato Fiume con Gabriele d'Annunzio. 

Così il 14 novembre 1920, il Comandante d'Annunzio ordinò al Tenente Riccardo Frassetto, Primo Ufficiale Giurato di Fiume, di occupare con le sue truppe alcune città della Dalmazia al confine con i territori della Reggenza del Carnaro (probabilmente per ragioni di sicurezza), poco prima della fine del governo dannunziano fiumano, soffocato nel Natale di Sangue del dicembre 1920. 

A tal proposito, grazie ad Alessandro Rovati, allestitore nazionale di mostre su Gabriele d'Annunzio e l'Impresa di Fiume, ho potuto leggere il testo del suddetto ordine del Comandante d'Annunzio al Tenente Riccardo Frassetto del 14 novembre 1920 di far avanzare le truppe il giorno seguente, il 15 novembre (vedi foto):

 

"Ordine di Marcia del 14 Novembre 1920

 

"I Granatieri del Tenente Frassetto occuperanno all'alba del 15 Martinovo, Selo sul Recina e Monte Luban.

Quattro autoblindate accompagneranno le truppe. 

Le località verranno saldamente tenute fino nuovo ordine.Il Comandante G. d'Annunzio" 

 

Così, nel novembre 1920, la Reggenza Italiana del Carnaro raggiunse la massima espansione territoriale, ma ormai il vento della storia si era volto verso la tempesta. 

 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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