Sanremo: Salvo Nugnes conferisce ad Andrea Bocelli il Premio Margherita Hack

(ASI) In occasione dell'ultima edizione del Festival di Sanremo, il prestigioso Premio Margherita Hack è stato conferito ad Andrea Bocelli, icona della musica italiana nel mondo.

Il riconoscimento, nato per preservare l'eredità intellettuale della celebre astrofisica, continua a celebrare le eccellenze che si distinguono per talento, ricerca e valore culturale.

In questa intervista, il Dott. Salvo Nugnes, ideatore del premio e storico amico ed agente della scienziata, ripercorre la genesi dell'iniziativa, ricorda le grandi personalità che hanno composto la giuria – da Antonino Zichichi a Francesco Alberoni – e delinea la missione di un premio che è diventato punto di riferimento per il merito e l'identità del nostro Paese.

D: Dottor Nugnes, recentemente a Sanremo ha consegnato il Premio Margherita Hack ad Andrea Bocelli. Come è nata l’idea di questo riconoscimento?

R: L’idea nasce da un legame personale molto forte. Per molti anni sono stato agente e amico della grande astrofisica Margherita Hack. Abbiamo condiviso tanti progetti e una profonda stima reciproca. Quando è venuta a mancare ho sentito il bisogno di fare qualcosa per mantenerne viva la memoria. Così è nato il Premio Margherita Hack: un riconoscimento dedicato alle eccellenze che si sono distinte in vari campi – dalla scienza alla cultura, dalla musica alla divulgazione – proprio nello spirito libero e curioso che caratterizzava Margherita.

D: Il premio è stato consegnato a Sanremo ad Andrea Bocelli. Perché proprio lui?
R: Andrea Bocelli rappresenta un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. La sua voce e la sua carriera sono un esempio di talento, disciplina e sensibilità artistica. Il nostro premio vuole celebrare figure che, con il loro lavoro, contribuiscono a elevare la cultura e l’immagine dell’Italia nel mondo, e Bocelli incarna perfettamente questi valori.

D: Nel corso degli anni il premio ha riconosciuto molte personalità di spicco. Può ricordarci alcuni nomi?
R: Certamente. Nel tempo il Premio Margherita Hack è stato conferito a personalità di grande rilievo nei rispettivi ambiti. Tra questi la stilista Anna Fendi, il presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri, l’archistar Stefano Boeri, l’imprenditore Giovanni Rana, la direttrice del CERN Fabiola Gianotti, il giurista e costituzionalista Michele Ainis, il fisico statunitense premio Nobel Samuel Chao Chung Ting, l’atleta paralimpica, conduttrice televisiva e politica Giusy Versace, l’attore Carlo Verdone, lo scopritore della supergravità Sergio Ferrara, la campionessa olimpionica Federica Pellegrini e la direttrice d’orchestra Speranza Scappucci. Sono tutte figure che, in modi diversi, rappresentano l’eccellenza e il talento che il premio vuole valorizzare.

D: Recentemente è scomparso anche il professor Zichichi, che era presidente della commissione del premio.
R: Sì, purtroppo il professore ci ha lasciato ed è stata una perdita enorme per il mondo scientifico e per il nostro premio. Antonino Zichichi ha sempre creduto molto nel valore culturale dell’iniziativa. Per onorarne la memoria lo abbiamo nominato presidente onorario del Premio Margherita Hack. Il suo contributo resterà parte integrante della nostra storia.

D: Anche altri membri della giuria non ci sono più.
R: È vero, e li ricordiamo con grande affetto e gratitudine. Penso al sociologo Francesco Alberoni e alla psicologa Maria Rita Parsi, due personalità straordinarie che hanno dato prestigio e profondità al lavoro della giuria. Sono stati anni molto importanti grazie anche al loro contributo.

D: Come è composta oggi la giuria del Premio Margherita Hack?
R: Abbiamo voluto mantenere una giuria di alto profilo culturale. Oltre a me, fanno parte della commissione personalità di grande spessore come Paolo Liguori, Caroline Smith, Giordano Bruno Guerri, Vittorio Sgarbi e Silvana Giacobbini. Sono figure autorevoli del panorama culturale italiano e internazionale, che contribuiscono a garantire serietà e qualità nella scelta dei premiati.

D: In una frase, cosa rappresenta per lei questo premio?
R: È un atto di gratitudine verso una grande donna e una grande scienziata, ma anche un modo per continuare a raccontare e valorizzare il talento, la cultura e la ricerca che rendono il nostro Paese e il mondo migliori.

 

 

Donte foto: Dr. Salvo Nugnes

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