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(ASI) Le tradizioni, è noto, vanno ormai scomparendo. La tecnologia non ha investito soltanto la quotidianità dell'essere umano, bensì è diventata una sorta di culto cui essere votati nella speranza di ottenere una vita di successo e piacere, lungi da problemi e idee che appartengono ad un passato non più recuperabile.

Già, poiché il tecnologico pone all' individuo una scelta: obbedire al nuovo che avanza, abbracciarne i vantaggi ed esserne devoti, oppure rinchiudersi in un piccolo mondo antico, fatto di valori che una società frenetica come la nostra eclissa in funzione della produttività e dell'agonismo sfrenato.

Anni fa Il Conciliatore, periodico studentesco della mia scuola, pubblicò la locandina scelta dall'istituto per le iscrizioni. La ricordo ancora bene: un'immagine in bianco e nero, sbiadita e un po' sgranata (prima dei vari programmi di 'editing' si andava molto a mano e fotocopie), ma dal messaggio chiaro e secco, Liceo Ginnasio Caio Cornelio Tacito, Tradizione e Innovazione.

Parole che riportavano alla mente il futurismo, più che corrente artistica un culto dell'avanguardia, del moderno, dello sviluppo dell'ingegno umano, senza tuttavia perdere di vista valori che affondano le loro radici nel passato più remoto. Valori che parlano di lealtà, di audacia, di coraggio, di amore per ideali non destinati a tramontare con le epoche ma a sopravvivere a sconvolgimenti politici, militari, economici.

Tradizione e Innovazione. Al liceo classico forse queste parole stavano ad indicare l'attenzione alla crescita di futuri professionisti, mantenendo inalterate linee valoriali e di condotta nell'insegnamento e nella crescita di persone che, allo studio, avrebbero dovuto affiancare un'opera di maturazione e di educazione al rispetto per la collettività.

Degoliardicare (Renato Mariani, Pietro Finà, Edizioni ETS) è un viaggio nel cuore della Tradizione, di quella tradizione universitaria, la Goliardia, che dal Medio Evo è sopravvissuta ai giorni nostri, sapendosi adeguare ai mutamenti della società, senza tuttavia perdere la sua identità.

Questo è un libro all’antica. Un libro fatto per essere ascoltato ancor più che letto

Sfogliando alcune pagine qualcuno potrà pensare ad una piccola cronistoria della goliardia... Nulla di tutto questo. Mariani e Finà sezionano un’avventura lunga secoli, regalando aneddoti, ricostruendo contesti ed ambientazioni, analizzandone humus ed identità.

Degoliardicare appunto: non solo disquisire dell’argomento ma smontarlo pezzo per pezzo al fine di avere un quadro generale terso e comprensibile di un fenomeno che, malgrado il trascorrere dei secoli, sopravvive, si tramanda, resta acceso come un fuoco di Vesta.

Marco Petrelli  Agenzia Stampa Italia

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