Il Vate, la modernità, la velocità e la tecnologia per una nuova aristocrazia del merito

(ASI) Vittoriale degli Italiani - Gabriele d'Annunzio, esteta e superonista per eccellenza, oltre che un grande conquistatore di donne, era, da protagonista della sua epoca, affascinato dalle nuove possibilità che si aprivano a cavallo fra Ottocento e Novecento, nella cosiddetta Belle Époque (caratterizzata per la fiducia incondizionata e smisurata nel progresso tecnico), con l'avvento della modernità e della tecnologia, in particolare dei motori e della velocità, appassionato di automobili, aeroplani, imbarcazioni a motore e curioso delle possibili modalità d'uso propagandistici dei mezzi di comunicazione di massa in genere come macchine fotografiche e cineprese.

I motori, le macchine, gli aeroplani, le imprese eroiche ed audaci compiute dai piloti (fulgido esempio di virile spirito vitalistico), vengono esaltate e celebrate nei suoi scritti, arrivando ad umanizzare i motori con i loro ingranaggi e a legarli non solo al suo concetto estetico del bello, ma soprattutto all’idea di superonista che non si accontenta di contemplare la vita e/o la società, ma vuole modificarla a sua immagine e somiglianza, affermando se stesso e la sua visione del mondo. In “Forse che sì forse che no”, il motore è il “cuore di metallo” dal “tono potente e costante”.

A tal proposito, va detto che dall'epistolario e dagli scritti del Vate negli archivi del Vittoriale, si denota una grande conoscenza e amore per i veicoli a motore in genere da parte del Comandante che era, ad esempio, un grande tecnico esperto degli aeroplani, e delle automobili.

In una comanda al suo autista, il poeta dispone:  “durante la stagione invernale è bene che tu tenga il radiatore parzialmente coperto, specialmente se la vettura è soggetta a frequenti arresti ed avviamenti, poiché il motore potrà così rapidamente raggiungere la temperatura di regime, assicurando una completa vaporizzazione della benzina. Come ben sai, il razionale funzionamento di un motore dipende principalmente dall’accensione ininterrotta; dall’alimentazione di benzina continua al carburatore e soprattutto dalla buona compressione".

L'automobile, l'aeroplano e il Mas diventano strumenti per le sue grandi imprese, permettendo al Superuomo che vuole plasmare la società in base ai suoi sogni, di dominare le leggi della fisica, superando gli ostacoli, spostandosi velocemente da una parte all’altra, in una virilistica competizione, sempre sulla lama del rasoio, con gli altri e la natura stessa.

Sono numerose le imprese compiute dal poeta, come ad esempio la Beffa di Buccari, nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918, compiuta col Mas 96, conservato al Vittoriale; una Fiat 3 A che sarebbe la macchina che compare nelle fotografie che documentano la marcia dei legionari dannunziani verso Fiume, o la Fiat Tipo 4 custodita nello storico museo - garage del Vittoriale "L'Automobile è Femmina", passata alla storia per essere L'Automobile ufficiale del Comandante a Fiume; infine le numerose azioni aeree compiute dal Vate durante la Prima Guerra Mondiale, tra le quali spicca ovviamente il Volo su Vienna del 9 agosto 1918 con otto aerei Ansaldo S.V.A., di cui quello con a bordo d'Annunzio, posizionato sul soffitto dell'Auditorium del Vittoriale.

Poco prima del Volo su Vienna il poeta - soldato scriveva: “Voi dunque siete i miei cinque giurati a mantenere tra la mia ala e la vostra, siamo alla metà, la distanza prefissa. Nessuno di voi si arresterà se non con l’ultimo battito del motore. Non vento, non nuvolo, non tempesta, non malessere, non ostilità alcuna, non avversità alcuna potrà essere causa di arresto o ritorno. Parlo chiaro? Mi intendete? Ciascuno di voi atterrerà, o precipiterà quando il motore abbia cessato di battere senza speranza di ripresa”.

Proprio queste parole sono importanti per capire la simbiosi che esiste tra  il mezzo tecnico e quella dell'eroe superonista che tramite le nuove intenzioni tecnologiche riesce a superare i limiti naturali della fisica, per creare un nuovo ordine sociale nell'Età Contemporanea, basato su una nuova aristocrazia del merito che unisce i valori tradizionali della cavalleria (come il coraggio, la lealtà, la generosità, lo spirito di lotta per ideali superiori e la vittoria e/o sconfitta onorevole), con la capacità di comprendere l'importanza, e saper usare adeguatamente in base al fine prefissato, i moderni mezzi che la tecnologia ha messo a disposizione.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia


Foto tratta dal Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto 

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