bordoni1(ASI) Quando erano arrivati tutti lui si girava, continuando a leggere il giornale, prendeva la palla, la lanciava e noi la prendevamo, iniziavamo a giocare mentre lui continuava a leggere il giornale.

Così per tutta l’ora della lezione. Per noi non era neanche male avere un professore così. Certo è che lui, lavorando così non ha mai creato atleti olimpici. Anzi la maggior parte dei suoi allievi si demotivavano e nella vita non hanno più fatto sport.

A distanza di anni, quando dopo aver smesso di danzare ed ho frequentato il corso per diventare insegnante di danza classica presso l’Accademia Vaganova di S. Pietroburgo ho dovuto studiare anche pedagogia.

Così mi sono appassionato alla disciplina e nel corso degli anni, capendo che saper creare un bel esercizio di giri piuttosto che di salti o di punte non mi rendeva un insegnante completo.

Nel corso degli anni ho cambiato sistema ed ho iniziato a prestare attenzione ai racconti dei grandi campioni dello sport, o le grandi star della danza o della musica o del canto lirico, ho ascoltato attentamente quando parlavano dei loro inizi nelle interviste televisive o nelle loro biografie, ed unendo queste loro impressioni a quanto riportato dai grandi esperti di pedagogia, ho raccolto una serie di punti che qui sinteticamente riporto.

A mio avviso gli allenatori e maestri-coreografi si possono dividere in quattro categorie che mi appresto ad esaminare.

1° categoria è formata da coloro che sono preparati e spendono tutte le energie che hanno sugli allievi e sul loro raggiungimento degli obiettivi. Questi Insegnanti/Allenatori sono convinti che oltre al grande campione è possibile formare anche degli ottimi professionisti, che sono poi quelli che formeranno la squadra vincente, indipendentemente dalla situazione di base da cui questi allievi iniziano.

2° categoria è formata da coloro che sono preparati ma che essendo poco motivati lavorano con superficialità e indifferenza. Questi sono convinti che se i grandi campioni ne nascono uno ogni dieci anni, sicuramente a parer loro, nel contesto dove stanno lavorando non vi è il grande campione.

3° categoria è formata dai quelli mediocri e poco motivati.

4° categoria, quella che a mio avviso è la peggiore in assoluto, è formata dai mediocri che però si danno un sacco di arie e pensano di sapere già tutto e di non aver bisogno di niente.

Passiamo ad analizzare quali caratteristiche deve avere un buon allenatore e maestro-coreografo.

Caratteristica n°1:la passione per il lavoro che si trasforma in una missione. Il buon L’Insegnante/Allenatore che dedica tutte le sue energie nella ricerca del risultato, ma soprattutto riesce a trasmettere la sua passione agli allievi.

Caratteristica n°2:sono le competenze. Il buon Insegnante/Allenatore si aggiorna, studia, ricerca.

Caratteristica n°3: l'allenatore e il maestro-coreografo non deve essere un genio, non deve essere perfetto, ma deve essere giusto per quell’allievo. Ovvero il buon allenatore e maestro-coreografo non è quello che conosce alla perfezione e che applica alla lettera le tecniche e le metodiche di quella data disciplina, ma che sa adattare le tecniche e le metodiche sul corpo e sul carattere del singolo allievo in modo da metterlo nelle condizioni di lavorare al meglio.

Il buon allenatore e maestro-coreografo è quindi quello che con passione dedica il suo tempo e le sue energie, studia per escogitare un nuovo approccio, un nuovo modo di lavorare per sconfiggere le difficoltà che incontra quel singolo allievo e ne sa risaltare le qualità e le individualità. Ricordo che negli anni ’90 c’è stato un grande campione di sci italiano, Alberto Tomba. Chi vi scrive non è uno sciatore, ma ricorda i commenti dei giornalisti sportivi esperti di sci o gli allenatori intervistati che parlavano di Alberto Tomba come di un campione che non aveva il fisico adatto per diventare un grande sciatore, ma il suo allenatore e lui stesso hanno saputo modificare le tecniche di sciare ed hanno saputo trovare un nuovo approccio che ha annullato le carenze del fisico di Alberto Tomba ed esaltarne i pregi.

Di recente per aiutare mia sorella, mi sono trovato ad accompagnare per qualche giorno mio nipote agli allenamenti di calcio. Ho visto che l’allenatore spiegava allo stesso modo per tutti i ragazzi il modo di palleggiare, di superare un avversario o di tirare un calcio di rigore. Ma tra i ragazzi che in quel gruppo si allenavano ve ne erano di diversi: c’erano un paio di mancini, alcuni magri e veloci, altri più robusti e più lenti, eppure l’allenatore forniva per tutti gli stessi modi di operare. Oltre alle differenze fisiche, tra i ragazzi notavo anche differenze caratteriali, alcuni più introversi e altri più esuberanti, più forti, altri più deboli che si scoraggiano facilmente, quelli che avevano bisogno dell’incoraggiamento, altri che avevano bisogno di urli, mentre per altri gli urli potevano risultare controproducenti.

Naturalmente dei ragazzi che applicavano ciecamente la tecnica dell’allenatore, alcuni si trovavano involontariamente ad applicare quella tecnica di esecuzione con grande facilità, mentre altri incontravano delle difficoltà e non ne capivano la ragione.

Questi ragazzi non solo interiorizzavano una inferiorità rispetto ai compagni che riuscivano, ma avevano anche contro le grida e le smorfie dell’allenatore che li trattava da incapaci o pigri.

L’allenatore stesso poi finiva con il parlare con i dirigenti della società sportiva dicendo che lui non poteva lottare contro la stupidità o  la pigrizia di alcuni ragazzi del gruppo che non ottenevano buoni risultati. Considerazioni che nella maggior parte dei casi non trovavano riscontro in quanto i ragazzi erano partiti con grandi motivazioni e non erano certo più stupidi degli altri.

Il grande allenatore o maestro-coreografo accumula gli anni di lavoro e li trasforma in una preziosa esperienza; arriva così a sentire con il suo istinto come è meglio rapportarsi con questo o quel ragazzo, per tirarne fuori il meglio. Arriva d’istinto a capire le esigenze tecniche di quel ragazzo, ovvero dove cioè indirizzare il lavoro per colmare le carenze fisiche, ma anche come stabilire un rapporto a livello mentale. C’è il ragazzo che non bisogna impressionarlo dalle nuove difficoltà che si incontrano crescendo andando avanti con gli allenamenti, mentre c’è l’altro che va preso a “bastonate”, non nel modo diretto ma ovviamente metaforicamente. Insegnando un nuovo elemento tecnico, che nella danza può essere un nuovo passo o una nuova coreografia da danzare sulla scena, c’è quel ragazzo a cui basta una spiegazione di poche parole perché è molto intuitivo ed apprende subito, mentre c’è chi ha bisogno di una lunga illustrazione con esempi, o magari ad un altro ancora bisogna mostrarne praticamente l’esecuzione. Un bravo maestro-coreografo lo sa istintivamente cosa serve ad ognuno degli allievi che ha nel gruppo.

Usando un’immagine moderna vedo un insegnante come un SuperEroe, che sa sopportare enormi carichi con leggerezza, che sa prendere concetti moto difficili e semplificarli senza però banalizzarli, così che siano facilmente comprensibili dagli allievi che così inizieranno ad applicarli senza giudicarli terribilmente difficili.

Quello che però spesso non viene citato ma che è invece fondamentale caratteristica di un buon allenatore o maestro-coreografo è che deve essere sempre aggiornato sulle nuove tecniche. Si può essere stati un grande sportivo, ma non risulta produttivo se non si è aggiornati, soprattutto nel mondo di oggi dove la società cambia ad un ritmo molto più veloce di qualche anno fa, e con essa cambiano le mentalità degli allievi.

Magari si può essere stati un ottimo calciatore o un ottimo tennista trent’anni fa ed allenare oggi senza essersi aggiornato. Oggi nel Tennis ad esempio le racchette non sono più di legno, ma in lega leggera, ci sono anche campi in cemento, le velocità della palla ha raggiunto limiti considerati prima invalicabili, è cambiata la tecnica per raggiungere determinate prestazioni fisiche, è cambiata l’alimentazione con gli integratori prima inesistenti, è cambiato il modo di concentrarsi prima di una gara. Negli sport di gruppo come nel calcio ci sono nuovi tattiche e nuovi modi di posizionare in campo la squadra.

Tutto questo dimostra come un grande insegnante deve soprattutto essere aggiornato. Quando la PNL ha portato alla ribalta del grande pubblico che nella comunicazione il testo detto ha valore non oltre il 30% della comunicazione, mentre ha grande importanza la comunicazione non verbale (tono della voce, mimica facciale, atteggiamenti del corpo, modo di presentarsi compreso l’abbigliamento), la comunicazione non verbale fino era sempre stata completamente ignorata mentre invece la PNL ha ampiamente dimostrato come possa fare la vera differenza.

I grandi allenatori o maestri-coreografi?

A detta delle grandi star dello sport e del mondo dello spettacolo sono quelli che quando sono entrati nella vita di un giovane esordiente hanno rappresentato il punto di svolta. Sono quelli quando il destino ci porta a conoscerli ci cambiano radicalmente la vita professionale ed anche personale portandoci ad ottenere risultati che prima neanche immaginavano.

In tutte le biografie ed interviste delle grandi star si legge che hanno iniziato ad ottenere grandi risultati quando hanno iniziato a lavorare con il nuovo allenatore,il sig. ………….

I grandi allenatori o maestri-coreografi?

Sono coloro che ti dicono dove guardare ma non ti diranno mai cosa devi vedere!!!

Fine.

 

Conosciamo l’artista Odoardo Bordoni. Prima parte https://agenziastampaitalia.it/speciali-asi/speciale/56349-conosciamo-l-artista-si-presenta-il-coreografo-odoardo-bordoni-manager-nel-lavoro-nello-sport-nel-teatro-prima-parte

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