(ASI) Roma - Flavio Claudio Giuliano (336-363) nipote di Costantino I, dopo una educazione cristiana ariana, si è convertito alla Prisca Religio tramite gli studi del Neoplatonismo con Massimo di Efeso che lo inizierà agli Ellenici misteri eleusini e alla teurgia di Giamblico.

Nel 361 divenne imperatore stabilendo la capitale a Lutetia (Parigi) dopo aver respinto una invasione barbarica. Nel 363 a seguito della campagna dei Sassanidi, un soldato cristiano lo uccide con un dardo come riferisce Libanio, maestro di Giuliano, nonché amico e celebre Rettore di Antiochia. Morirebbe a causa di "fuoco amico". L'Assassino di Giuliano è San Mercurio venerato dalla Chiesa Copta.
Invece, Amiano Marcellino, storico del IV secolo che scrive dell'esercito romano nel periodo del Dominato, descrive dettagliatamente la morte di Giuliano ma resta vago sulla provenienza della Lancia che lo ferì a morte.

Giuliano vede nel Cristianesimo la causa della decadenza dell'impero e arriva a disprezarlo, poiché avverso alla cultura classica e alla religione degli avi su cui si basa il buon funzionamento dell'impero.

Per Giuliano la Prisca Religio per sopravvivere deve riformarsi e organizzarsi come il Cristianesimo, per cui le manifestazioni degli dèi sono manifestazioni a loro volta o del Sol Invictus o della Grande Madre, ai quali Giuliano dedicherà due importanti discorsi: 'Alla madre degli dèi' e 'Ad Helios re'.

La Gran Madre e il Sol Invictus, non a caso, come abbiamo visto in passati approfondimenti sui simboli religiosi del potere imperiale fra II e III secolo, erano le due grandi divinità e culti in cui si potevano sincreticamente riconoscere pressoché tutte le varie religioni dell'ecumene romano.

Giuliano contrasterà il Cristianesimo anche con un divieto di proselitismo Editto "De Magistris" e poi con l'Epistola al Prefetto in Egitto di espellere il Vescovo Attanasio accusato di aver battezzato forzatamente delle mogli di aristocratici.

Altro trattato di Giuliano famoso, è quello Contro i Galilei (Κατά Χριστιανων) che conserviamo integro perché criticato da Cirillo, il vescovo di Alessandria che decretò la morte di Epazia. Fu Cirillo che lo ribattezzò l'Apostata, perché considerato traditore del Cristianesimo.

La riforma religiosa di Giuliano fu l'ultimo tentativo di un imperatore di salvare la religione tradizionale e di evitare la definitiva crisi di valori ed ideali che porterà alla definitiva crisi dell'Impero in Occidente nel V secolo.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa ItaliaImage
Nella foto l'Imperatore Giuliano (Fonte: Wikipedia)

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