(ASI) Adesso è il momento di concedersi una pausa, oppure break in inglese oppure, ancora meglio, in arabo istirāḥa ( استراحة ), dal lavoro (dallo studio o da altre attività) per staccare un po’ la spina e concedersi un buona tazza di caffè con colleghi e amici.

 

Perché il caffè? È meglio una bicchiere di tè, in questo modo si ha più tempo per socializzare. Dunque, invece di una pausa caffè, si ha una pausa tè, che in arabo viene detto istirāḥa sh-shāy ( استراحة الشاي, letteralmente Pausa del Tè ).

In molti paesi viene bevuto più il tè che il caffè e in particolar modo in ciascun paese viene celebrata una particolare cerimonia del tè. Tra i paesi arabi, la cerimonia del tè alla menta, in particolar modo in Marocco, è proprio favolosa.

Per preparare la Cerimonia del Tè alla menta, che in Arabo Standard Moderno viene detto shāy bin-naʿnāʿ oppure shāy maghribiyy ( شاي بالنعناع oppure شاي مغربيّ ) oppure in Arabo Marocchino (detto Darija ) viene detto ’Atāy bin-naʿnāʿ ( أتاي بالنعناع ), bisogna prima di tutto far bollire l’acqua in un bollitore e nel frattempo mettere in una teiera tre cucchiaini di tè verde. Una volta bollita l’acqua, viene versata nella teiera una piccola quantità di acqua bollente, e questo serve per pulire la teiera e far aprire le foglie di tè. Dopo questo gesto l’acqua viene buttata (per tre volte) e nella teiera vengono messi una manciata di foglie di menta, due cucchiai (oppure 8 zollette) di zucchero ed infine l’acqua bollente. Dopo aver atteso qualche minuto, il tè è pronto per essere servito in un modo molto particolare e scenografico, come in una favola araba, seduti a terra o su dei cuscini a gambe incrociate con lo sfarzo del vassoio argentato. Il padrone di casa, o colui che gestisce una caffetteria, versa il tè magistralmente e con precisione nei bicchieri di vetro portando la teiera di argento dal centro del bicchiere dal basso verso l’alto a mo’ di fontana fino al riempimento dei bicchieri senza versarne nemmeno una goccia fuori.

Questa cerimonia è un gesto di benvenuto all’ospite sia in famiglia che nei locali pubblici ed è di consuetudine bere questo tè in segno di condivisione, rispetto e apertura.

Il tè viene accompagnato con datteri, dei biscotti come le Fekkas oppure altri tipi di dolci locali, quali ad esempio Baghrir e via dicendo.

Anche nel deserto non manca questo rito magico e, secondo i berberi, bisogna gustare almeno tre bicchieri di tè alla menta in quanto più il tè è in infusione più diventa forte e amaro. A tal proposito i berberi dicono che “Il primo bicchiere è amaro come la vita, Il secondo è forte come l’amore, Il terzo è come calmante come la morte.

Questa cerimonia non può assolutamente mancare durante le feste, quali matrimoni, Radaman e altre feste importanti.

Vincenzo Trepiccione per Agenzia Stampa Italia

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