(ASI) Bologna. Con il progetto Manifesto Anatomico appositamente ideato per la terza edizione di ART CITY Bologna, Sissi offre per la prima volta al pubblico un percorso organico di lettura sui nuclei principali della sua ricerca artistica attraverso un'articolazione che coinvolge quattro diverse sedi espositive: Museo di Palazzo Poggi, Collezioni Comunali d'Arte, Museo Civico Archeologico e Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio.

 

L'ampia estensione del percorso, che esplora in particolare il tema della costruzione metaforica di un corpo metamorfico, rende il progetto una vera e propria mostra-organismo complessa e proteiforme che si anima nelle sue varie parti costitutive, delineando una visione enciclopedica dell'immaginario dell'artista. Lo stesso titolo del progetto sembra intenzionalmente giocare con il doppio significato del termine "manifesto", inteso sia come insieme programmatico dei princìpi ispiratori sottesi alla riflessione inventiva sia come disvelamento degli stessi in una dimensione pubblica.

Immaginando il centro storico di Bologna, città in cui l'artista è nata e tuttora risiede e lavora, come ambiente di potenzialità espansiva per il suo processo creativo, Sissi costruisce un universo narrativo ramificato in quattro traiettorie distinte ma intrecciate tra loro, in cui gli allestimenti di lavori nuovi e opere precedenti riproposte in un display inedito sono appositamente pensati per entrare in risonanza dialogica con la densità storica dei rispettivi contesti espositivi ed innescare stimolanti contrappunti con le collezioni permanenti in una nuova prospettiva di senso.
Tutti i linguaggi che l'artista ha adottato per sviluppare la sua poetica sul corpo-pensiero trovano rappresentazione: installazioni, disegni, video, sculture, performance offrono allo sguardo e ai sensi dello spettatore una esperienza estetica totalizzante.

Il Museo di Palazzo Poggi, unica sede in cui il periodo di apertura della mostra sarà limitato fino al 22 febbraio 2015, accoglie un allestimento incentrato sul tema di Anatomia Parallela, un progetto performativo ed editoriale nato alla fine degli anni Novanta come tesi di laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna e ancora oggi al centro di un processo di germinazione creativa che assume forme sempre diverse. Si tratta di un lavoro concepito come una sorta di "manifesto emotivo" che propone una nuova idea di corporeità: una rilettura dell'organismo e delle sue funzioni, in relazione alle emozioni che lo attraversano modificandolo internamente.

Nella Sala di Susanna, spazio del museo universitario dedicato alle esposizioni temporanee, è esposta la terza edizione del libro d'artista editato a mano Anatomia Parallela I, recentemente acquisito nelle collezioni del MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna grazie ad una donazione privata. Le pagine, ricche di illustrazioni che imitano nelle sembianze un trattato anatomico del XVII secolo, descrivono come in un corpus enciclopedico fantastico il corpo performativo visto nell'interno dei suoi organi cavi. Sissi descrive il libro come "un saggio di anatomia emotiva interna descritta scientificamente che ho studiato e poi riformulato accordandola su me stessa". Lo studio anatomico è infatti corredato da schede tecniche, immagini, disegni, bibliografia e riferimenti inventati ma collegati alla biografia dell'autrice. Nello stesso spazio si dispone Anatomia Parallela II, una quadreria costituita da una selezione di 16 tavole anatomiche incorniciate e appese a parete sul tema complementare della superficie corporea, pensate per essere illustrate in occasione di eventi performativi ospitati in importanti teatri anatomici nazionali e internazionali.

Completa l'allestimento in questa sede il video Animatomie (2013), visibile nella Stanza di Notomia. In un'animazione stop-motion di 3 minuti, una serie di disegni illustra un ciclo di cinque lezioni sulla manipolazione del corpo attraverso gesti simbolici di vestimento e travestimento, in dialogo con le celebri ceroplastiche degli "Spellati" realizzate dal bolognese Ercole Lelli cui si deve la prima impresa di ceroplastica anatomica sistematica a metà del XVIII secolo.

La seconda articolazione di Manifesto Anatomico si colloca all'interno delle Collezioni Comunali d'Arte in Palazzo d'Accursio, in particolare nella Sala dei Primitivi dove sono conservate pale d'altare e croci lignee, tra cui spicca quella del Maestro dei Crocifissi Francescani risalente al XIII secolo.
Qui l'artista sceglie di mostrare il circuito organico di Anatomia Parallela con l'installazione Apparati di un discorso organico (2014). Una serie di strutture di ferro di varie dimensioni espongono elementi tridimensionali in ceramica, tele dipinte e ricamate, abiti con prolungamenti scultorei e disegni di grandi dimensioni con sguardi ingranditi su un corpo anatomico. L'intervento è pensato per rappresentare una sorta di piccolo museo di Anatomia Parallela, predisponendo la messa in scena degli oggetti con cui il concetto anatomico dell'artista è affiorato nel tempo.
Nella stessa sala si adagia al suolo Il naufrago: ondeggia ubriaco perdendo la testa (2012), installazione di uno scheletro umano costituito da piccoli frammenti di legno restituiti dal mare e comparati a ossa umane posate su una superficie di feltro blu-mare cucita a mano dall'artista. Un esercizio di archeologia del contemporaneo nel tentativo di ricostruire la genesi di un corpo perduto che Sissi decifra con queste parole: "Un pensiero informe, confuso, materico come il mare che diluisce i messaggi perdendoli come un naufrago che ondeggia sulle onde ubriache, il mare a riva si spoglia rivelando il contenuto".

La Gipsoteca del Museo Civico Archeologico è lo spazio dove sono resi visibili i princìpi della riflessione organica sul corpo e sulla trasformazione dei suoi impulsi emotivi in stile.
Nel percorso espositivo della preziosa collezione di calchi in gesso di sculture greche e romane l'artista interviene con un'incursione che si richiama, in un gioco di confronto mimetico, alla statuaria antica collocando manichini rivestiti da abiti e accessori provenienti da Addosso 1995/in progress, l'archivio del guardaroba-creatura che raccoglie gli abiti e gli accessori realizzati con tecniche artigianali dalla stessa artista e successivamente da lei indossati, catalogati secondo un criterio tassonomico in 20 famiglie immaginarie, dotate di nomi propri e specifiche caratteristiche di riconoscimento. Il lavoro, in cui è evidente lo stabilirsi di una relazione simbiotica tra corpo e abito concepiti come l'uno emanazione dell'altro, si compone inoltre di schede in cui sono documentate informazioni dettagliate che identificano ogni singolo elemento, come la data di fattura e le successive modifiche, il giorno in cui è stato indossato, i materiali non convenzionali da cui è composto, la famiglia di appartenenza, le emozioni e i ricordi a cui è collegato, uno scatto fotografico.

Il progetto si conclude nella Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio con un allestimento dedicato al tema della ricerca del pensiero anatomico dell'artista.
Nell'Ambulacro dei Legisti situato al piano nobile dell'edificio si susseguono dieci vetrine in cui sono allestiti altrettanti tavoli di lavoro. I materiali esposti tra cui tavole disegnate, diari con note di lavoro, idee, appunti, studi, piccole reliquie e oggetti acribicamente classificati, diventano tracce che nella loro stratificazione cronologica ed eterogeneità tipologica tratteggiano un archivio-autoritratto dell'identità eclettica dell'artista.
In un'atmosfera laboratoriale che richiama l'atelier di Sissi, l'installazione avvicina lo sguardo del pubblico alla sfera delle fonti di ispirazione per alcuni temi specifici su cui insiste l'immaginario dell'artista: l'abito, l'archeologia, il corpo, l'anatomia, lo studio enciclopedico. Una suggestiva corrispondenza iconografica viene infatti suggerita attraverso l'accostamento con una serie di volumi antichi riccamente illustrati (come la Monstrorum historia di Ulisse Aldrovandi stampata a Bologna nel 1642, e l'Opera omnia di Marcello Malpighi stampata a Londra nel 1686 sotto l'egida della Royal Society) appartenenti al prezioso patrimonio documentario della biblioteca, la cui selezione è nata da un fecondo confronto tra Sissi e Anna Manfron, responsabile della Biblioteca dell'Archiginnasio.

Infine la pratica della performance, prediletta come gesto artistico fin dagli esordi della sua carriera, trova un palcoscenico ideale nella seicentesca sala del Teatro Anatomico del Palazzo dell'Archiginnasio dove domenica 25 gennaio alle ore 17.30 si svolgerà una lezione pubblica di anatomia.
Posizionata al centro dell'anfiteatro come nella veste di una scienziata che illustra il suo manifesto dopo averne sperimentato gli enunciati teorici, l'artista procederà ad un'azione di dissezione del libro-corpo Anatomia Parallela sfogliandone le tavole riprodotte in grandi dimensioni attraverso uno slide-show manuale accompagnato da una narrazione orale.
L'evento rappresenta l'appuntamento conclusivo del progetto performativo Anatomia Parallela in Tour dopo le tappe di Padova, Torino, Londra e Pistoia.
L'ingresso è libero, fino a esaurimento posti.

La performance sarà preceduta nella giornata di sabato 24 gennaio da un incontro aperto al pubblico che l'artista terrà alle ore 16.00 presso l'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

In occasione dell'inaugurazione mercoledì 21 gennaio 2015, la mostra sarà visitabile in tutte le sedi espositive dalle ore 16.30 alle 20.00 con ingresso libero.

Manifesto Anatomico, a cura di Gianfranco Maraniello e Sabrina Samorì, è un progetto promosso da Istituzione Bologna Musei in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Bologna e Sistema Museale di Ateneo – Università di Bologna in occasione di ART CITY Bologna 2015.

L'Istituzione Bologna Musei è sostenuta da:
Comune di Bologna, Regione Emilia – Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

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