(ASI) Venezia. Otto anni di lavoro, 26 milioni di euro spesi, tutti provenienti dalle casse del Ministero dei Beni Culturali e una rinascita: grazie ad essi il complesso di edifici di Santa Maria della Carità ha rivisto la luce. In questo modo, le Gallerie dell'Accademia godono di spazio raddoppiato, arrivando dai 6 mila metri quadrati attuali a 12 mila. Le sale espositive nuove, oggi sono 30, con 1200 metri quadrati di servizi per il pubblico, di cui 3325 destinati ad esposizioni.
La sede, opera di Andrea Palladio, è stata per duecento anni l'Accademia di belle arti, e ha subito nel tempo interventi pesantissimi. Ora i nuovi spazi saranno aperti per la prima volta, e i capolavori palladiani visitabili saranno tre: il grande chiostro, la sala del Tablino e la scala ovata, definita da Goethe "la più bella del mondo". Tutto il piano dell'antica chiesa sarà disponibile per mostre temporanee, spazi autonomi accessibili rispetto al museo stesso.
Secondo il ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, "L'Accademia sarà il più grande museo d'Italia". Quest'ultimo si è detto impegnato per il reperimento in prima persona dei fondi per la gestione del Museo. Addirittura, nel piano superiore delle stanze v'è una serie enorme di opere mai catalogate di Carlo Scarpa, che potrebbero essere censite dal figlio Tobia.
La domanda finale è questa: quando la pinacoteca godrà appieno dei nuovi spazi? La sovraintendente museale Giovanna Damiani, indica come problema le risorse, tuttavia, si può ipotizzare come data l'inizio dell'Expo 2015. Il luogo è pronto, gestirlo sarà la parte più impegnativa.
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