(ASI) - Chi sono stati in realtà David Frost e Richard Nixon? Oltre il giornalista, oltre il trentasettesimo Presidente degli Stati Uniti d'America, chi c'era dietro quei volti e dietro quegli squadri nel 1977, anno in cui i due duellarono nel famoso confronto televisivo alla fine del quale Nixon ammise le sue colpe nello scandalo Watergate?

Lo abbiamo chiesto a Elio De Capitani e Ferdinando Bruni, alias l'ex Presidente e l'intervistatore, attori, registi e produttori dello spettacolo teatrale “Frost/Nixon” in programmazione in questi giorni al Teatro Morlacchi di Perugia.

 

Tra un telefono e un paio di scarpe. "Noi abbiamo studiato molto di più il testo di Peter Morgan (autore della sceneggiatura originale, ndr) che compie su questa storia un lavoro di scrittura drammaturgica con alcuni spazi di autonomia poetica, come nel caso della telefonata notturna fra i due protagonisti, cosa che in realtà non è mai accaduta" - spiega De Capitani. "Noi, quindi, abbiamo messo in scena i personaggi che Morgan ha immaginato più che attenerci a un'imitazione degli originali". "Il lavoro più grande - continua Bruni - lo ha fatto l'autore che, prendendo le caratteristiche già note dei due personaggi, ha contrapposto due diversi modi di vivere: per un verso il lato oscuro e paranoico di Nixon, contro l'aspetto più solare e mondano che invece caratterizzava Frost".

Di questo diverso approccio alla vita si è parlato nel corso dell'incontro con tutti gli attori del cast che si è tenuto al Teatro Morlacchi nel pomeriggio di ieri. I dialoghi fra Frost e Nixon sono spesso una sorta di seduta psicanalitica che il giornalista offre al suo ospite e, - spiegano De Capitani e Bruni -, nella già citata telefonata notturna, Peter Morgan lascia intendere chi dei due l'indomani sarà il vincitore dell'ultima intervista. I fatti raccontano che sarà David Frost, l'amante della vita e delle belle cose a ottenere il risultato giornalistico che voleva, la confessione di Nixon, mentre il Presidente, cupo e sospettoso, in perenne ansia di piacere agli altri, sarà costretto ad ammettere le sue colpe, sancendo così la sua fine politica.

"Oltre alla telefonata notturna - commenta Ferdinando Bruni (Frost) un altro episodio che spiega molto bene il parallelismo fra i due protagonisti è quello delle scarpe. Ovvero quando Nixon confessa di amare le scarpe senza lacci indossate da Frost ma, consigliato dal suo entourage, non può indossarle perché sono poco maschili. Alla fine Frost gli regala un paio di scarpe di quel modello quasi chiedendogli di vivere la propria vita anche godendosela, con maggior leggerezza".

 

L'attualità e la storia. Il ciclo di interviste furono registrate nel 1977, oltre 30 ore di registrazione per comporre quattro puntate televisive poi rivendute dal network indipendente di Frost a tutto il mondo. La scelta dei produttori del Teatro dell'Elfo di proporre questa vicenda vecchia di trent'anni al pubblico del 2013 risiede "Nel fatto che nel nostro Paese il conflitto fra potere e responsabilità politica, la funzione dell'inchiesta giornalistica e in generale il ruolo dei mass media, sono temi assolutamente attuali"- dice De Capitani (Nixon). "Le reazioni del pubblico italiano ad alcune battute che sono tratte dai testi originali dell'intervista" - continua l'attore -, "come ad esempio 'Sto dicendo che se lo fa il Presidente non è illegale' suscitano in platea una risata, il che ci fa capire che il pubblico ha perfettamente capito che abbiamo scelto di mettere in scena “Frost/Nixon” perché si pensi alla situazione dei nostri mezzi di comunicazione, della nostra politica, del nostro paese. L'idea che questa presa di coscienza avvenga con una risata, della serie 'una risata vi seppellirà', ci conforta da un certo punto di vista".

 

Insegnare col teatro. Le produzioni della compagnia di Bruni e De Capitani hanno la peculiarità di ridare al palcoscenico il ruolo di divulgatore della conoscenza, con l'obiettivo di far apprendere, dicono loro, "Chi compirà sedici anni". Questa frase per quelli del Teatro dell'Elfo è quasi un mantra da ripetere perché niente venga mai dato per scontato. Su questa scia, oltre a "Frost/Nixon" la compagnia ha anche prodotto lo spettacolo scritto da Roberto Scarpetti "Viva l'Italia, le morti di Fausto e Iaio", che narra l'oscura vicenda dell'omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci, un evento tragico strettamente legato agli anni di piombo. "In generale - spiega Ferdinando Bruni -, scegliamo testi che possano raccontare la storia recente a chi ha sedici anni e certe cose non le sa perché nessuno gliele racconta". "A chi mi dice: questi giovani non sanno niente - continua De Capitani -, rispondo: e tu cosa gli hai insegnato?!". Di fronte a certe mancanze il teatro può colmare qualche vuoto, ma come osservano i due spesso le scuole non sono ricettive a certe nuove offerte didattiche. "Lo abbiamo verificato a Milano, dove abbiamo fatto un mese di repliche di “Frost/Nixon” e lo spettacolo ha avuto un grande successo, ma di giovani in sala ce n'erano pochi portati dalle scuole. Mentre, appena mettiamo in scena un Goldoni, il teatro si riempie di scolaresche". C'è una speranza però e risiede in quei giovani "Che vanno a teatro per piacere loro e non perché glielo impone il programma scolastico" - chiosa De Capitani - "e spero davvero che molti professori cambino idea e portino gli studenti a vedere anche “Frost/Nixon".

 

Una vittoria di squadra. Nel corso dell'incontro condotto da Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia, ampio spazio è stato dato anche al resto del cast che ruota intorno alle figure principali di David Frost e Richard Nixon. I due contendenti, come i pugili, avevano ai loro angoli il meglio che si potesse avere per un incontro di quel calibro. "Frost - hanno spiegato gli attori - si circondò di giornalisti con diversa esperienza e provenienza professionale, ma tutti concentrati verso un unico obiettivo: incastrare Nixon". Al contrario l'ex presidente che, con lungimiranza, aveva già intuito che la politica si stava trasformando in spettacolo, scelse come suo agente un impresario di Hollywood che trattò la partecipazione di Nixon alle interviste come se stesse ingaggiando un attore per un film. "Quello che mettiamo in scena - hanno detto - è anche un modello di comunicazione televisiva che in Italia sarebbe arrivata almeno con dieci anni di ritardo, mentre negli Stati Uniti l'attualità politica era già diventata intrattenimento, e Frost questo lo aveva capito prima di altri".

 

Questi e molti altri gli spunti che offre Frost/Nixon, lo spettacolo sarà replicato fino domenica 17 novembre 2013, con una replica aggiuntiva sabato 16 novembre alle ore 17:00.

 

Chiara Scardazza - Agenzia Stampa Italia

Intervista a Elio De Capitani e Ferdinando Bruni.



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