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Festival Internazionale di Roma
(dal nostro inviato Daniele Corvi)

 

Ancora vampiri, ancora una storia d’amore tra un adolescente e un vampiro. Il film non si distingue certo per originalità, considerando che questo film è un remake di un film svedese. Cambia lo sfondo, una città di provincia americana del 1983, assume tratti più femminili Abby, la “dodicenne da molto tempo” vampira ma la sostanza è la stessa. Il regista Matt Reeves (presente in sala) non è certo un dilettante nel mestiere, anzi è riuscito a risaltare i due bravissimi ed espressivi giovani attori con efficaci primi piani, ma ha sporcato il film con una serie esagerata di scene cruente che si contrappongono nettamente dal mondo vampiresco soft di una certa saga molto più soft, ma molto più nota. Qui c’è il sangue vero e la condizione del vampiro è ben evidenziata, ma non si può minimamente accettare la morale di fondo e cioè che “se ti picchiano, picchia più forte e se ti picchiano ancora, picchia ancora più forte”, questo ben evidenziato che coinvolge il protagonista Owen con il bullo che lo perseguitava. Considerando che i destinatari di questo film sarebbero gli adolescenti, che cosa gli si vuole insegnare? Nonostante Stephen King abbia difeso questo film e i suoi “valori” con un “che c’è di male”, questo film è da condannare, anche perché si vuole agganciare alla scia, ormai inflazionata, dei vampiri adolescenti, ma trascura vistosamente la dimensione psicologica dei personaggi e si accenna ma poi sfuma il contesto familiare. In sostanza si vuole mettere tanto ma quello che ne viene fuori è un lavoro artisticamente mediocre e che si presenta come un ibrido decisamente non riuscito perché o si fa un bel horror o si fa un qualcosa di più adeguato al destinatario. In sala era presente anche il distributore del film Aurelio De Laurentis e quello che mi chiedo è che cosa gli sia saltato in mente quando ha scelto di distribuire questo film, con tutti i film su adolescenti o horror che ci sono all’estero e non sono distribuiti in Italia e a tal proposito indicherei il cinema danese. Onestamente non penso che avrà grande fortuna questo copiaticcio mal riuscito poiché gli adulti un film del genere non lo vanno a vedere, gli appassionati di horror seguono i veri horror e i ragazzi seguono film più commerciali e le ragazze prediligono film con attori più grandi ed esteticamente più efficaci, alle sale l’ultima parola, ma la sorte preannunciata sinceramente è quel che si merita.

 

Voto: 4/5

Reazione della sala: molti abbandoni prima della fine, i rimasti hanno applaudito forte, forse più per il regista che per il film.

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