Al cinema la riproposizione della tragedia Shakesperiana che ha conquistato Londra

(ASI)  I 400 anni dalla morte di Shakespeare meritavano una messinscena d'eccezione, rispolverata con tutti i dogmi del massimo drammaturgo della letteratura inglese.

Dal 5 agosto al 31 ottobre del 2015 l'Amleto è andato in scena al Barbican di Londra su patrocinio del National Theatre. Oggi le sale italiane lo ripropongono al cinema per apprezzarne quantomeno la riproposizione.
225 mila spettatori provenienti da 25 Paesi diversi, questi gli ottimi risultati della tragedia che vanta, ancora una volta, un protagonista d'eccezione, il candidato all'Oscar Benedict Cumberbatch, figlio d'arte, uno degli attori attualmente più seguiti in ambito internazionale, dal teatro alle serie TV, dal cinema ai cortometraggi.

Amleto, il principe che per secoli ha impegnato gli attori che volevano calcare le scene interpretandolo, torna quindi riproposto sotto una veste nuova, ma in maniera altrettanto classica.

Colui che è stato in Italia impersonato da attori del calibro di Vittorio Gassman e Gabriele Lavia è ora pronto nuovamente a raccogliere il massimo pubblico internazionale attraverso l'iniziativa "Shakespeare Lives", che porterà in scena l'Hamlet in tantissime sale cinematografiche, non solo italiane, ma anche europee.

Al Torino Film Festival è stato accolto da grandi applausi, ora è pronto a conoscere il parere del pubblico straniero, al di là dell'alquanto soddisfacente reazione inglese, mai troppo generosa nel regalare complimenti alle riproposizioni teatrali dei classici.

"Dietro l'Amleto c'è un lavoro enorme - ha raccontato ai giornalisti lo stesso Cumberbatch - Quando hai un tale capolavoro davanti e devi riportarlo alla luce, devi assolutamente sapere come rinnovare il classico senza minimamente alterarlo e di conseguenza essere all'altezza del ruolo. Il grande salto che ogni attore vorrebbe fare nella propria carriera.."

Inutile ricordare che oggi siano veramente pochi gli attori in grado di farsi carico di una tale mole di lavoro, dal momento che molte scuole teatrali sono considerate desuete e gli scouting del grande e del piccolo schermo viaggiano su altri binari.

Eppure, lo stesso Cumberbatch è la conferma vivente di quanto siano marginali questi schemi di fronte a una preparazione classica.
Uscire a pieni voti dalla facoltà di Drammaturgia dell'Università di Manchester e studiare presso la London Academy of Music and Dramatic Arts, può fare ancora la differenza, non solo per Amleto, bensì per i tanti ruoli che hanno reso famoso l'attore britannico in tutto il mondo.

Nel 2014 Eddie Redmayne gli ha soffiato l'Oscar nonostante un'interpretazione magistrale di Alan Turing in The Imitation Game, grottescamente nel ruolo di Stephen Hawking, scienziato già interpretato dallo stesso Cumberbatch diversi anni prima.
Eppure Benedict ha calcato le scene sia come Dottor Strange della Marvel, che come Sherlock Holmes, in un'altra riproposizione molto cara ai Londinesi, per via della fama del più celebre investigatore al mondo.
Considerato da molte donne, e perfino uomini, un attore dal fascino magnetico, per la sua voce tenebrosa e le qualità teatrali, è stato anche scelto per doppiare la voce di Smaug, il malvagio drago de Lo Hobbit. Tale ruolo lo ha visto condividere le scene con il collega e amico Martin Freeman, interprete del dottor Watson nello stesso Sherlock.

In tutto questo, l'Amleto può essere solo la ciliegina sulla torta, e sembra anche matura al punto giusto. Tra draghi, detective e maghi, il principe danese non può che essere quel misto di dubbio, mistero e recitazione magistrale che solo un istrione come Benedict Cumberbatch poteva saper mettere in scena nel terzo millennio. Un difficile e fragilissimo connubio di tradizione e innovazione, elementi quali la sola irragionevolezza dell'esistenza umana sa proporre attraverso una delle più celebri tragedie di Shakespeare.

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia

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