Il Medioevo in casa nostra
(ASI) Non è possibile rimanere indifferenti di fronte a certe realtà medievali che avvengono nel nostro Paese. Poco importa chi siano gli autori, o se siano italiani o stranieri gli esecutori. La dignità umana non ha prezzo, e un genitore che venda il proprio figlio non può che essere un criminale senza appello.
Nulla da fare, ogni tentativo di fuga di lei veniva “ricompensato” con continue sevizie e maltrattamenti selvaggi, fino a tumefarle il volto o rovinarle il setto nasale.
Non sarà mia intenzione prendermela con la cultura “balcanica”, anzi. Bisogna anzi lodare il coraggio della povera tredicenne, che non conoscendo una parola di italiano, è riuscita a trovare le forze per scappare, e ad essere posta sotto protezione dalla polizia, ora a Napoli. Agghiacciante è come si possa vendere la propria prole per tremila euro. O come si possa violentare ripetutamente una persona, con la compiacenza di un genitore, addirittura ustionandola con un filo elettrico. Dov'è la dignità di essere umano, se scendiamo a questi livelli animaleschi? Non è possibile che nel 2012 si possa ridurre in schiavitù, segregare e cospargere di lesioni aggravate una bambina di tredici anni. Non ha un senso. Ed è inutile, la denuncia, o il processo, nonché la pena, se gli esecutori materiali non comprendono la gravità dei loro gesti. A partire dalla prima madre, che la ha venduta. Così come ha venduto l'anima al diavolo.
Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia
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