Uscita anticipata dal mondo del lavoro: pensioni 2024

(ASI) Molte sono le novità e gli interventi messi in campo dal Governo sul fronte pensioni nel 2024, dall’uscita anticipata dal mondo del lavoro al meccanismo di rivalutazione delle pensioni 2024 al limite per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria, nonché all’intera digitalizzazione della richiesta di pensionamento.

Sono stati prorogati, ma con alcune modifiche, gli strumenti straordinari temporanei previsti per il prepensionamento, come la cosiddetta quota 103, l’opzione donna o l’ape sociale i previsti aumenti della pensione e si è in attesa di cambiamenti strutturali.

Andiamo a vedere insieme le misure prorogate con alcune modifiche:

Quota 103 è una modalità di prepensionamento già attuata nel 2023 in via sperimentale ma poi modificata (la cosiddetta Quota 102)che prevede la possibilità di poter andare in pensione con 41 anni di contributi e 62 anni di anzianità entro il 31.12.2024 cioè permette di andare in pensione  5 anni prima; nel 2024 si allungano i tempi di attesa tra la maturazione dei requisiti e l’inizio del trattamento, cioè le finestre temporali tra l’uscita al lavoro e il versamento della pensione divengono pari a 7 mesi per i dipendenti privati e 9 per quelli pubblici; il massimale previsto per la pensione anticipata non può superare 4 volte il limite delle pensioni minime inps previsto (euro 598,61) fino al raggiungimento  dei requisiti di età per la pensione di vecchiaia, una riduzione rispetto al limite di 5 volte il minimo pensionistico dell’anno precedente (2023). Perciò, dal 2024, tra i 62 e i 67 anni (età necessaria per la pensione di vecchiaia) chi sceglie Quota 103 avrà delle penalizzazioni e dovrà rinunciare a un trattamento superiore a 4 volte l’assegno minimo, cioè superiore a 2.394,44 euro. Dai 67 anni in poi, invece, riceverà l’assegno che gli spetta secondo la sua specifica situazione contributiva; Per il personale del comparto Scuola e AFAM, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge n. 449 del 1997.

Ricordiamo, a tal proposito, che la rinuncia all’uscita anticipata consentirà di beneficiare del cosiddetto bonus Maroni, che rappresenta un aumento salariale del 10% per chi posticipa la pensione.

Chi decide di andare in pensione nel 2024 con Quota 103 perde circa il 10% del suo assegno previdenziale, mesi di trattamento e dice addio anche alla possibilità di percepire altri redditi.

Il calcolo dell’intera rendita tramite sistema contributivo infatti comporta una diminuzione significativa dell’assegno mensile, con una perdita stimata del 10% circa per una lavoratrice che raggiunge i requisiti per la pensione a 62 anni con una retribuzione lorda di 25.000 euro. Questo si traduce in una perdita di 180 euro al mese circa. La domanda Quota 103 nel 2024 va presentata online sul sito dell’Inps direttamente con le credenziali spid, o contattando il contact center Inps o rivolgendosi ad un Patronato riconosciuto.

Proroga di un anno dell’Opzione Donna ma con differenza rispetto al 2023 elevando il requisito anagrafico da 60 a 61 anni.

L’uscita anticipata in questo caso è prevista solo alle seguenti categorie di lavoratrici del settore pubblico o privato:

  1. Caregiver, che svolgono assistenza al momento della richiesta di prepensionamento e da almeno 6 mesi al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992), ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni d’età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  2. Disabili con invalidità uguale o superiore al 74%
  3. Lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende per le quali è attivo un tavolo di crisi.

Inoltre – ferma l’anzianità contributiva necessaria pari a 35 anni –  il requisito anagrafico è di 59 anni in caso di 2 figli o più, di 60 anni in caso di un solo figlio, 61 per donne lavoratrici senza figli.

Ai fini del raggiungimento del requisito (35 anni) sono utili:

  • contributi obbligatori;
  • contribuzione da riscatto o da ricongiunzione;
  • contributi volontari e figurativi (quindi anche i versamenti per il riscatto della laurea) ma sono esclusi quelli figurativi accreditati per malattia e disoccupazione dei lavoratori dipendenti privati;
  • i periodi assicurativi maturati all’estero in Paesi ai quali si applica la regolamentazione dell’Unione europea in materia di sicurezza sociale (Stati dell’UE, Svizzera e Paesi SEE) e in Paesi legati all’Italia da convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, rispettando il minimale di contribuzione per l’accesso alla totalizzazione internazionale previsto dalla normativa comunitaria (52 settimane) o dalle singole convenzioni bilaterali. Possono essere totalizzati, inoltre, anche i periodi maturati nel Regno Unito sia antecedentemente che successivamente alla data del 31 dicembre 2020. resta ferma l’impossibilità di cumulare gratuitamente – al fine di integrare i 35 anni di versamenti – la contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali. Resta ferma l’impossibilità di cumulare gratuitamente – al fine di integrare i 35 anni di versamenti – la contribuzione versata in diverse gestioni previdenziali.

Per quanto riguarda l’ape sociale concesso a determinate categorie di lavoratori per poter fruire di questo “accompagnamento alla pensione” sperimentale, i cittadini devono trovarsi in una delle seguenti condizioni:

  • essere disoccupati;
  • avere un’invalidità pari o superiore al 74%;
  • essere caregiver;
  • svolgere mansioni gravose come quelle illustrate in elenco della LEGGE 11 dicembre 2016, n. 232 (cambiato per il 2024) e rispettare determinati limiti contributivi.

La Legge di Bilancio 2024 ha confermato il trattamento per l’anno successivo, ma ha introdotto una restrizione nei requisiti di accesso; il trattamento per il 2024 sarà concesso, fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, a individui con almeno 63,5 anni di età e 30 anni di contributi, a condizione che non siano già titolari di pensioni dirette.

Poi, la Manovra 2024, come accennato ha eliminato alcune categorie di mansioni gravose che danno diritto all’Ape Sociale, tornando all’ elenco più limitato varato nel 2016. La presentazione delle domande può avvenire entro le stesse finestre temporali stabilite già per il 2023.

Il comma 137 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2024 ha invece introdotto un nuovo regime di incumulabilità con i redditi di lavoro per i soggetti il cui accesso al beneficio è certificato nel 2024.

In base alle nuove disposizioni, il titolare di APE sociale, il cui accesso al beneficio viene certificato nel 2024, decade dall’indennità ove:

  • svolga attività di lavoro dipendente o autonomo;
  • svolga lavoro autonomo occasionale da cui derivino redditi superiori al limite di 5.000 euro lordi annui.

Ai fini della decadenza, – precisa la Circolare INPS – rilevano esclusivamente le attività di lavoro dipendente e autonomo svolte dalla decorrenza del beneficio fino alla data di compimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

I percettori di APE sociale sono tenuti a comunicare all’INPS la ripresa di attività di lavoro dipendente o autonomo, nonché l’avvenuto superamento del limite reddituale di 5.000 euro lordi annui previsto per il lavoro autonomo occasionale, entro 5 giorni dal verificarsi dell’evento.

Decorso tale termine, con il recupero dell’indebito, sarà dovuta la corresponsione degli interessi legali, come chiarito al paragrafo 9 della circolare n. 100 del 2017.

Maddalena Auriemma - Agenzia Stampa Italia

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