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Italia

Una nuova aggressione nei confronti di Assistenti Sociali, l'Ordine dell'Umbria esprime solidarietà e chiede più sicurezza

(ASI) PERUGIA – Aggressioni agli assistenti sociali, il 2021 si chiude con un nuovo episodio avvenuto nelle scorse settimane. Un fatto che "riporta in primo piano il tema della sicurezza sul posto di lavoro", evidenzia l'Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Umbria unitamente alla "necessità che le Istituzioni adottino tutte le misure necessarie per garantire quel livello minimo di sicurezza che consenta il sereno svolgimento della delicata attività, cui la figura dell'assistente sociale è preposta, in particolare durante l'esecuzione di provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria immediatamente esecutivi".

Di Redazione ASI 23 Dicembre 2021 – 16:14 3 min di lettura

L'episodio di aggressione "ha visto coinvolte due colleghe Assistenti Sociali, che svolgono la propria attività professionale presso uno degli Uffici della Cittadinanza del Comune di Perugia", spiega l'Ordine in una nota. "In ottemperanza a quanto disposto da un decreto immediatamente esecutivo del Tribunale per i Minorenni dell'Umbria, le colleghe hanno eseguito un allontanamento di una minore dal proprio nucleo familiare, con collocamento in idonea casa famiglia. Durante l'esecuzione del Decreto, era presente il personale del CSM di Perugia e l'Ufficio Minori della Questura di Perugia, che aveva il compito di notificare il Decreto, prestare assistenza ai Servizi Sociali nel corso dell'esecuzione del provvedimento e riferire circa l'osservanza dello stesso. Notificato il Decreto e messa in protezione la minore, le colleghe Assistenti Sociali si sono ritrovate sole insieme alle operatrici del CSM nel terminare il proprio intervento, quando le colleghe sono state aggredite. In particolare, una collega Assistente Sociale ha subito anche un'aggressione fisica tale da necessitare successivamente l'intervento degli operatori sanitari". Da parte dell'Ordine, con il presidente ed i Consiglieri, immediata vicinanza e solidarietà è stata espressa alle persone coinvolte. "Gli Assistenti Sociali svolgono un lavoro complesso, a contatto quotidiano con sofferenza, difficoltà e disagio, che li espone a rischi concreti in contesti che possono divenire anche violenti. E' evidente che nei nostri servizi si scarica la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, complice anche una crisi economica prima e lo scaturirsi di una pandemia mondiale ancora in atto che, almeno per quanto riguarda le conseguenze sui Servizi Sociali, sembra non avere fine". Per l'Ordine "serve attivare nuovi sistemi organizzativi e strategie metodologiche da parte di tutte le Istituzioni coinvolte nella tutela minori per gestire e prevedere le criticità al fine di prevenirle; così come serve investire in risorse professionali, nella formazione continua e nella supervisione professionale, livello essenziale ad oggi non sempre garantito. Unitamente a ciò, l'eccessivo carico di lavoro che i Servizi sono tenuti a gestire quotidianamente, spesso non consente un rapido ed efficace coordinamento ed organizzazione tra tutti i soggetti Istituzionali coinvolti, e questa è una criticità strutturale di cui si deve tenere presente al fine di salvaguardare operatori, minori e famiglie". "Riteniamo importante tenere alta l'attenzione delle istituzioni pubbliche e dell'intera cittadinanza, affinché vi sia una maggiore consapevolezza delle effettive difficoltà che i nostri colleghi sono costretti ad affrontare e gestire per poter svolgere al meglio i loro compiti. Chiediamo non più sola e semplice solidarietà postuma, ma azioni concrete di prevenzione, di sostegno ai professionisti Assistenti Sociali, di tutela su tutti i livelli e di pianificazione degli interventi soprattutto ad un macro-livello, allo scopo di scongiurare situazioni irrimediabili". Il Consiglio dell'Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Umbria auspica infine "che gli Enti preposti si siano adoperati ad attivare tutte le misure a garanzia di un'adeguata tutela delle Assistenti Sociali vittime dell'aggressione".

Nota della Redazione

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