(ASI) Verona - L'arena di Verona, il simbolo della città scaligera, otterrà una copertura. Essa, sarà il risultato del concorso di una serie di progetti presentati da una serie di partner internazionali.
Il progetto vincitore del concorso bandito lo scorso marzo, sarà finanziato dal Gruppo Veronesi, il patron di Calzedonia. Ma di chi è questo "progetto fantastico", così come lo ha definito il Sindaco di Verona, Flavio Tosi? Il "velario tecnologico" è stato progettato dalla Rti tedesca Sbp e Gmp di Stoccarda e Berlino (realizzatori della nuova Stazione dei Treni di Berlino, o dello Stadio Maracanã, Rio de Janeiro, ad esempio) . Il costo di questa realizzazione è di 13,5 milioni di euro.

87 sono state le proposte progettuali presentate, molte da giovani, e con un 30% proveniente dall'estero (includendo Giappone, Stati Uniti, Argentina). Il bando per la copertura dell'arena, prevedeva il rispetto dei vincoli archeologici, architettonici, ambientali. Doveva essere una "copertura apribile e reversibile, che non pregiudicasse il monumento". I parametri considerati per la scelta, sono stati 5: dalla qualità della soluzione architettonica con le strutture preesistenti dell'arena, agli aspetti di sicurezza e capienza; dai materiali alla tecnologia degli impianti.

La commissione, presieduta da membri del Comune di Verona, professori universitari di Padova, Bologna e Milano, rappresentati degli ingegneri di Verona e provincia, ha individuato tre finalisti. In base anche al criterio di economicità (abbiamo detto 13 milioni di euro circa il costo della realizzazione, per uno spazio di 12 mila metri quadrati), si è scelto il progetto tedesco, ispirato al velario romano, utilizzato già 2000 anni fa dai romani, in altro contesto (protezione dal sole). Secondo la commissione giudicatrice, si tratta di un progetto che "prevede il riavvolgimento dei cavi e che consente di mantenere quasi completamente libero lo spazio aereo soprastante lasciando visibile l'ala dalla cavea".

Il progetto arriverà sul tavolo del Ministero dei Beni culturali, il quale, in collaborazione con la Sovraintendenza, dovrà decidere come procedere. Se Verona fosse dotata di un cantiere di un anno e mezzo circa, entro tre anni Verona avrebbe la sua arena dotata di copertura.

Il progetto, secondo il Sindaco, non servirebbe solamente da "ombrello contro la pioggia", ma anche a preservare il monumento dal degrado degli agenti atmosferici. Ma entriamo nel dettaglio.

Il progetto, vincitore di 40mila euro, vede un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell'Arena che permette di raccogliere i teli di copertura, disposti su un ordine solo di cavi, consentendo il rapido mutamento di assetto, da aperto a chiuso.

Gi altri attori, da secondo e terzo posto sono stati: una Rti di Siracusa, con a capo Vincenzo Latina, e una Rti italo - spagnola, capitanata da Roberto Gianfranco Maria Ventura di Cologno - Lodi (rispettivamente 20mila e 10 mila euro di premio).

Tutti i progetti presentati, saranno esposti in una mostra che aprirà alla Gran Guardia, questo marzo 2017. Tra bellezza e funzionalità, il progetto vincitore è tedesco, con una copertura "plissettata" che s iriavvolge, liberando lo spazio da cavi e tessuti. Combinando antico e moderno, questa volta i germani, sono stati i veri interpreti dei romani antichi.

Enti ed associazioni di categoria parlano di opera intelligente, lodando l'opera di Sandro Veronesi, il patron di Calzedonia, che finanzierebbe l'opera. A testimonianza che il privato, così come Della Valle, per il Colosseo, può fare grandi cose come il pubblico. Unica nota contraria è di Vincenzo d'Arienzo, parlamentare del Pd. Secondo la sua idea, il calo degli ingressi agli spettacoli nell'arena, non è colpa della pioggia, ma della qualità delle manifestazioni. Chi avrà ragione?

In questo momento, tutto il mondo ne sta parlando. Verona, è tornata sulla scena mondiale. E vedremo, se questo progetto, sarà veramente rivoluzionario.

Per vedere tutte le foto dei progetti: http://www.ilpost.it/2017/02/01/copertura-arena-di-verona/

Valentino Quintana - Agenzia Stampa Italia

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