(ASI) Città del Vaticano; nonostante le nubi imperversassero su Roma nella giornata di ieri, erano presenti migliaia di fedeli in Piazza San Pietro, fedeli provenienti da ogni parte del mondo, pronti ad ascoltare con gioia il Pontefice nella recita dell'Angelus.


In tempi di sconcerto e di fede traballante e in alcuni casi inesistente, Papa Francesco ha lanciato un messaggio importante, che troppo spesso l'uomo, preso dai tanti problemi quotidiani tende a dimenticare, l'amore di Dio per il suo popolo, il Santo Padre ha infatti detto "il Signore sceglie il suo popolo non perché se lo meriti, ma perché è il più piccolo tra tutti i popoli", il Signore è misericordioso e ha più volte perdonato l'uomo per i suoi peccati e la prova più grande del Suo amore per l'umanità come ha ricordato Bergoglio "se nella creazione il Padre ci ha dato la prova del suo immenso amore donandoci la vita, nella passione e nella morte del suo Figlio ci ha dato la prova delle prove: è venuto a soffrire e morire per noi. Così grande è la misericordia di Dio: Egli ci ama, ci perdona; Dio perdona tutto e Dio perdona sempre", non solo Papa Francesco ha anche detto "Dio ci ama di amore gratuito e sconfinato", a significare che come un genitore ama i propri figli così è il Signore, Egli non guarda alla grandezza dell'uomo come individuo, ma all'umiltà, infatti la vera grandezza risiede in colui che si fa piccolo, di fronte a Dio e al prossimo, Egli guarda al peccatore bisognoso di misericordia; tema quest'ultimo sul quale Papa Francesco si soffermerà più volte in futuro vista l'istituzione di un Giubileo straordinario ( che inizierà il prossimo 8 Dicembre per terminare nel mese di Novembre) che verterà proprio sul concetto di misericordia.
Al termine dell'Angelus il Pontefice ha poi espresso il suo dolore per gli attentati di ieri mattina in due chiese di Lahore in Pakistan provocando numerosi morti e feriti, " sono chiese cristiane. I cristiani sono perseguitati. I nostri fratelli versano il sangue soltanto perché sono cristiani. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le loro famiglie, chiedo al Signore, imploro dal Signore, fonte di ogni bene, il dono della pace e della concordia per quel Paese. Che questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace".
Dopo aver salutato i tanti gruppi di giovani accorsi in Piazza San Pietro e tutti i presenti, ha chiesto a tutti di pregare per lui e augurando una buona domenica e un buon pranzo si è ritirato dietro le tende bianche della finestra del suo studio, lasciando nel cuore di tutti i presenti sicuramente qualcosa in più, un sentimento di pace, di amore e di fratellanza che ha unito migliaia di estranei nella comune riflessione di cercare di essere misericordiosi verso il prossimo proprio come il Signore lo è con noi.

Erika Cesari - Agenzia Stampa Italia

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