(ASI) «Ntv non può che concordare con gli obiettivi generali che erano alla base della proposta della Commissione europea, sviluppare la qualità e l’efficienza dei servizi ferroviari eliminando gli ostacoli all’accesso al mercato di nuovi operatori e armonizzare le diverse regole esistenti negli Stati membri dell’Unione.

I continui  cambiamenti di rotta che hanno scandito l’iter, hanno reso di fatto superfluo il varo di un nuovo pacchetto.

Noi di NTV siamo stati apripista del processo di liberalizzazione nel trasporto viaggiatori Av in Europa. Abbiamo quindi quei ritorni di esperienza che ci consentono di parlare con piena cognizione di causa. Anche perché il nostro tirocinio, nella liberalizzazione italiana, è stato un “percorso di guerra”, disseminato di trappole e ostacoli. Quasi un Vietnam.

[…] Ho appena definito il IV Pacchetto superfluo ma forse avrei dovuto usare termini più duri perché ho la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa che assomiglia molto a una presa in giro. Da un’iniziale impostazione basata su una netta separazione istituzionale tra la gestione dell’infrastruttura e l’esercizio del trasporto, la Commissione Europea ha infatti poi scelto un sistema che legittima il mantenimento di strutture di holding, anche se con qualche “clausola” di salvaguardia.

[…] Alle correzioni della Commissione europea, sono però seguiti gli emendamenti del Parlamento (in attesa di quelli del Consiglio europeo) che hanno svuotato la stessa proposta della Commissione, vanificando del tutto gli obiettivi di separazione e di liberalizzazione iniziali.

[…] Anche sulla disciplina dei contratti di servizio pubblico, gli emendamenti proposti dal Parlamento europeo riportano indietro le lancette della liberalizzazione, non solo ritardando l’obbligatorietà delle gare dal 2019 al 2022, ma posticipando il periodo del regime transitorio dal 2022 ai 10 anni successivi all’entrata in vigore del relativo regolamento. […] Il mercato, insomma, può attendere. Il disagio di chi viaggia su queste linee, soprattutto in Italia, a quanto pare non è mai in agenda.

In definitiva, così come nasce, il IV Pacchetto è una delusione: le resistenze al cambiamento e le pressioni dei grandi potentati hanno avuto la meglio.

[…] Abbiamo creduto al sogno della concorrenza e ci siamo risvegliati nell’incubo di un mercato dominato da un monopolista.

Gli azionisti di NTV hanno prima di tutto creduto nel Paese e poi investito nel progetto oltre un miliardo di euro privati; hanno assunto oltre mille giovani a tempo indeterminato, età media 28 anni,  hanno offerto libertà di scelta e una qualità del servizio che qui non è mai stata neanche concepita.

[…] Ntv si è fidata di un processo di apertura del mercato che la politica nei fatti ha invece quasi disconosciuto, interrompendolo. Siamo rimasti soli da subito, piccoli e costretti a competere con Golia, con le mani legate dietro la schiena. L’Autorità dei Trasporti, che oggi ringraziamo per l’ospitalità, segno che esiste, è stata istituita solo un anno fa,  quindi diversi anni dopo la nascita del nostro progetto.

[…] Sia chiaro, non ci aspettavamo che il nostro concorrente ci stendesse tappeti rossi, ma non potevamo neppure immaginare che un’impresa privata, Ntv, e non la politica, dovesse addirittura preoccuparsi del successo di questa liberalizzazione davanti all’Europa.

[…] E’ inutile girarci attorno: abbiamo un gigantesco problema di regolazione del mercato. Non è normale, per esempio, chiedere a Ntv di versare nelle casse del gruppo concorrente i costi altissimi del pedaggio. Non è pensabile che una società del gruppo concorrente, RFI, faccia utili grazie a Ntv, in barba alla legge che le raccomanda il raggiungimento tendenziale del pareggio (decreto legislativo 188/2003), E non è normale che un’impresa non conosca i criteri che determinano il costo di accesso alla rete Av. Aggiungo, che non è neppure normale che questo stesso costo intacchi oltre il 40% dei fatturato della stessa azienda.

Diversi mesi fa abbiamo presentato un esposto urgente all’Authority per conoscere proprio quali sono i criteri che concorrono a formare uno dei pedaggi, ribadisco, più alti d’Europa.

[…] Abbiamo saputo che è stata aperta l’istruttoria e siamo in attesa di conoscere le determinazioni alle quali giungerà l’Authority stessa.

Sia chiara una cosa, la voglio ripetere a scanso di equivoci: Ntv non chiede regali e non accetta regali. Chiede rispetto di diritti, chiede una regia del mercato orientata allo sviluppo e non all’esclusione. Abbiamo posto un tema di regole e pretendiamo una risposta; esigiamo l’adozione di regolamenti certi ed equilibrati per garantire una concorrenza sana ed ad armi pari.

Per concludere, siamo davvero stanchi di attendere, basta parlare, basta pensare, servono azioni urgenti. Ntv non aspetterà il prossimo convegno per ritrovarci seduti attorno a un tavolo a interrogarci ancora su quello che c’è da fare o meno. O qui si fa la concorrenza o si dice: ci siamo sbagliati, arrivederci e grazie».


Redazione Agenzia Stampa Italia

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