(ASI) Perugia. Due nuove apparecchiature all'Ospedale di Perugia. Presentate nel corso di una conferenza stampa molto partecipata, organizzata dall'ufficio stampa dell'Azienda Ospedaliera.

La risonanza magnetica Rm 1.5 tesla, ad avanzata tecnologia per una vasta gamma di esami neurologici, perfusionistici, spettrofotometrici. Capace di fornire immagini di qualità e nitidezza migliori rispetto a quella già in uso da oltre venti anni, di minor potenza e, quindi, meno invasiva. E, soprattutto, come ha precisato il dr. Piero Floridi, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini del Santa Maria della Misericordia, completamente digitalizzata, dotata di accorgimenti software di ultima generazione e in grado di dare risposte efficaci anche a problemi delicati. Come, per esempio, quello dei pazienti traumatizzati che, grazie ad una particolare disposizione delle bobine sul letto, non dovranno più essere spostati durante gli esami.

L'altra macchina, illustrata dal dr. Gianni Gobbi, responsabile della struttura complessa di Fisica Sanitaria, serve per produrre radio farmaci, che saranno poi forniti dall'ospedale  di Perugia anche a quelli di Terni e di Foligno. La nuova apparecchiatura consentirà di produrre radio farmaci innovativi, tenendo così gli ospedali pubblici dell'Umbria al passo con l'offerta del settore. Semmai, ha sottolineato Gobbi, il problema è quello di assumere giovani biochimici e ricercatori in grado di implementarne le funzioni. Aspetto, quello del personale, su cui si è soffermato anche il Direttore Generale dell'Azienda ospedaliera, Walter Orlandi, che ha lamentato il fatto che le assunzioni sono rese difficili dalle pastoie burocratiche anche quando, come avvenuto nell'ospedale, vi siano risorse rese disponibili da un accordo sindacale che destina parte dei proventi della libera professione a finanziare contratti con giovani ricercatori. Orlandi ha sottolineato come le due nuove apparecchiature, tra l'altro acquistate con risorse proprie dell'Azienda, rispondono in pieno alla linea di qualità e appropriatezza delle prestazioni che caratterizzano la gestione della sanità umbra e le hanno conferito livelli di eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Su questo concetto ha insistito nel suo saluto il vice sindaco di Perugia Urbano Barelli, che ha fatto un parallelo tra l'eccellenza già acquisita dei servizi sanitari umbri e perugini, e l'eccellenza cui punta in tutti i campi, per la città capoluogo, la nuova amministrazione Romizi. La presidente della Regione Catiuscia Marini ha voluto inquadrare l'evento nel contesto complesso e in movimento della sanità umbra. I cui livelli di affidabilità sono riconosciuti da tutte le indagini di settore e anche dal sentire comune dei cittadini. Livelli che

sono anche  il frutto da un lato della capacità di innovare in modo appropriato le proprie strumentazioni e, dall'altro, di fare sistema unico, creando sinergie gestionali e organizzative irrinunciabili per una piccola regione, che deve essere capace di erogare servizi in modo articolato, ma di pensarli e gestirli in modo integrato. Marini non ha però voluto eludere le problematicità del quadro della sanità umbra. In primo luogo, quella delle liste d'attesa, percepite come il punto critico del sistema. Sul quale la governatrice ha però annunciato che la regione sta mettendo in campo un piano straordinario per abbatterle: proprio su questo argomento, prima della presentazione, si era svolto nei locali del Santa Maria della Misericordia, un incontro tra Marini, Il direttore regionale della Sanità, Emilio Duca, e i quattro direttori generali delle aziende sanitarie umbre. Molte le misure che sono allo studio, a partire dall'ampliamento degli orari di apertura ai pomeriggi e alle sere, nonché al sabato e alla domenica. Ma anche il recall, cioè il contatto telefonico degli utenti nell'imminenza dell'appuntamento per la conferma dello stesso o, altrimenti, la chiamata di altro utente in lista, per evitare i buchi dovuti alle disdette non comunicate delle prenotazioni. Inoltre,  la possibilità di pagare il ticket on line, grazie ad un accordo con Poste italiane; e meccanismi che semplifichino l'accesso dei cittadini esenti che non devono passare per i cup. Ma, anche, più stretta collaborazione con le strutture private regionali e possibilità di impiegare il loro personale nelle strutture pubbliche, oltre alla stabilizzazione del personale precario delle aziende sanitarie pubbliche. Cercando, anche,di dare alcune risposte attese dall'utenza, come la continuità della presa in carico, cioè la possibilità di essere seguiti dallo stesso professionista dall'inizio alla fine del percorso assistenziale. Il tutto, chiedendo il contributo di idee e di monitoraggio alle associazioni degli utenti, a partire dal Tribunale dei diritti del Malato. E aprendo da subito una fase di confronto con le organizzazioni sindacali interessate, perché si tratterà di un percorso umbro contro le liste d'attesa che sarà una sperimentazione  seguita con attenzione a livello nazionale, dunque ci sarà bisogno del contributo costruttivo di tutti per garantirne il buon esito. Marini ha poi  anche  rivelato che il percorso di definizione degli accordi attuativi con l'Università di Perugia è in dirittura a d'arrivo. Nei giorni scorsi è stata stilata una tabella di marcia che prevede  che entro settembre si definiranno, anche con le fasi partecipative, i dettagli operativi che porteranno alla costituzione delle aziende integrate ospedaliero-universitarie di Perugia e Terni. Notizia confermata dal Magnifico Rettore, Franco Moriconi, che nel suo intervento ha sottolineato come l'Università di Perugia stia dedicando a Medicina sempre maggiori attenzioni e ha annunciato che già la prossima settimana sarà formalmente costituita la Scuola di Medicina, costituita con i tre Dipartimenti della Facoltà di Medicina e anch'essa funzionale alla futura Azienda integrata.

 

Daniele Orlandi – Agenzia Stampa Italia

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