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Italia

Calcio e Violenza. Aggressione a tifosi perugini fermi al semaforo, tra essi un disabile. Intervista alla signora che guidava l’auto

(ASI)Frosinone  - Un’aggressione in piena regola. Come ne avvengono purtroppo frequentemente in occasioni di partite di calcio. Ma stavolta il fatto assume una particolare gravità perché ad esserne vittima è un disabile. Il dopo partita Frosinone-Perugia è animato. Le due squadre si affrontano per il vertice della classifica, alla fine il pareggio (1-1) sancisce che gli umbri restano in testa alla classifica e i ciociari secondi ad inseguire.

Di Redazione ASI 23 Dicembre 2013 – 16:25 3 min di lettura
Quattro tifosi locali, però, non accettano sportivamente il verdetto del campo e decidono di sfogare la loro insoddisfazione con una bravata ai danni di quelli ospiti. L’occasione si presenta ad un semaforo, dove è ferma un’auto targata Perugia. I quattro aprono lo sportello sul lato destro anteriore dove siede l’uomo disabile, lo cominciano a percuotere e a strattonare per tirarlo giù dalla vettura. Alla guida dell’auto c’è Luisa T., tifosa storica del Grifo, già presidente di un Perugia Club. Sui sedili posteriori, Anna M.C., madre anziana di Luisa, e Lorenzo R., il figlio. Luisa ha la prontezza di urlare agli aggressori che il ragazzo con cui se la stanno prendendo è un disabile. Allora, tre di loro smettono di aggredirlo e invitano anche il quarto a lasciar perdere. Questi, vistosi isolato, decide però di fare comunque qualcosa in sfregio ai perugini, e non trova altro di meglio che rubare il cellulare del disabile, appoggiato sul cruscotto dell’auto. Consumato il furto, i quattro si dileguano. Luisa riprende il cammino verso Perugia in preda all’agitazione. Telefona al 113 e fa una prima denuncia telefonica alla polizia, poi perfezionata da formale esposto ai carabinieri di Perugia Ponte San Giovanni, accompagnata da una minuziosa descrizione dei quattro. “Se li dovessi vedere, li riconoscerei senza dubbio, ci dice Luisa, e spero che le forze dell’ordine li prendano, perché hanno compiuto un gesto veramente da vigliacchi”. Adesso i quattro, se individuati,  rischiano di vedersi imputati i reati di aggressione, rapina e concorso in rapina.

 

La signora Luisa dice che l’episodio non è stato l’unico a danno di tifosi perugini ieri nel capoluogo ciociaro e che è stato alimentato da un clima di tensione e di ostilità che si respirava già prima della partita. Ma non è questa l’unica lamentela di cui si fa portatrice la tifosa perugina. “All’arrivo e all’uscita dallo stadio, il ragazzo disabile che era con noi è stato fatto oggetto di ingiurie irripetibili”. Inoltre, Luisa lamenta che gli steward in servizio allo stadio non abbiano saputo dare nessun aiuto e sostegno. “Lo stadio di Frosinone non ha un settore riservato ai disabili, così il nostro amico è stato confinato in una specie di gabbiotto tra la curva sud e la tribuna laterale, dove è dovuto rimanere  solo per tutta la partita. In quel posto, ha avuto solo la compagnia di un cane e devo dire che, a vedere certi esseri umani, è stato anche fortunato”, ironizza con amarezza Luisa.

Tutto questo per Luisa è  incredibile che possa avvenire in una piazza che fino a due anni fa ha fatto la serie B e aspira a tornarci. Da qui l’appello rivolto ai dirigenti della Lega: “va bene inaugurare stadi senza barriere e fare iniziative per la legalità, ma invito il Presidente Macalli e il Direttore Generale Ghirelli a conoscere meglio le realtà e gli stadi in cui si svolgono tante partite della Lega Pro, in dispregio di ogni elementare regola di sicurezza e di rispetto delle persone svantaggiate”. Luisa lamenta una specie di campionato a due velocità o latitudini, uno in cui le regole e la civiltà sono presenti, l’altro in cui sono un optional. “In tanti altri stadi del girone, dice,  tipo Viareggio, Pontedera e Prato, siamo stati accolti civilmente e con ogni attenzione per le esigenze di chi ha disabilità. Ieri a Frosinone no”. La signora però non si arrende: “continuerò ad andare in trasferta al seguito del Perugia con i miei parenti e amici e, intanto, scriverò una lettera aperta al Presidente del Frosinone per protestare: voglio vedere come si giustificano”.

Nota della Redazione

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