Calcio e Violenza. Aggressione a tifosi perugini fermi al semaforo, tra essi un disabile. Intervista alla signora che guidava l’auto
(ASI)Frosinone - Un’aggressione in piena regola. Come ne avvengono purtroppo frequentemente in occasioni di partite di calcio. Ma stavolta il fatto assume una particolare gravità perché ad esserne vittima è un disabile. Il dopo partita Frosinone-Perugia è animato. Le due squadre si affrontano per il vertice della classifica, alla fine il pareggio (1-1) sancisce che gli umbri restano in testa alla classifica e i ciociari secondi ad inseguire.
La signora Luisa dice che l’episodio non è stato l’unico a danno di tifosi perugini ieri nel capoluogo ciociaro e che è stato alimentato da un clima di tensione e di ostilità che si respirava già prima della partita. Ma non è questa l’unica lamentela di cui si fa portatrice la tifosa perugina. “All’arrivo e all’uscita dallo stadio, il ragazzo disabile che era con noi è stato fatto oggetto di ingiurie irripetibili”. Inoltre, Luisa lamenta che gli steward in servizio allo stadio non abbiano saputo dare nessun aiuto e sostegno. “Lo stadio di Frosinone non ha un settore riservato ai disabili, così il nostro amico è stato confinato in una specie di gabbiotto tra la curva sud e la tribuna laterale, dove è dovuto rimanere solo per tutta la partita. In quel posto, ha avuto solo la compagnia di un cane e devo dire che, a vedere certi esseri umani, è stato anche fortunato”, ironizza con amarezza Luisa.
Tutto questo per Luisa è incredibile che possa avvenire in una piazza che fino a due anni fa ha fatto la serie B e aspira a tornarci. Da qui l’appello rivolto ai dirigenti della Lega: “va bene inaugurare stadi senza barriere e fare iniziative per la legalità, ma invito il Presidente Macalli e il Direttore Generale Ghirelli a conoscere meglio le realtà e gli stadi in cui si svolgono tante partite della Lega Pro, in dispregio di ogni elementare regola di sicurezza e di rispetto delle persone svantaggiate”. Luisa lamenta una specie di campionato a due velocità o latitudini, uno in cui le regole e la civiltà sono presenti, l’altro in cui sono un optional. “In tanti altri stadi del girone, dice, tipo Viareggio, Pontedera e Prato, siamo stati accolti civilmente e con ogni attenzione per le esigenze di chi ha disabilità. Ieri a Frosinone no”. La signora però non si arrende: “continuerò ad andare in trasferta al seguito del Perugia con i miei parenti e amici e, intanto, scriverò una lettera aperta al Presidente del Frosinone per protestare: voglio vedere come si giustificano”.
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