Giovedì, 10 Settembre 2026
ASI Notizie
Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane” Paris Art Prize, l’arte italiana e internazionale protagonista a Parigi a cura di Salvo Nugnes Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario” Agricoltura Ue, Confeuro: "Fondo speciale Pac e investimenti per adattamento climatico" Cernobbio. Filini (FdI): Imprenditori promuovono governo e boccia Campo largo che 'scopiazza' le riforme Meloni  Femminicidi: Appendino (M5S), "non morti qualsiasi, pericoloso voler cancellare parola" Saxa gres, Ugl Chimici: “necessaria una soluzione industriale unitaria che salvaguardi occupazione e continuità produttiva” Caro carburante, il MIT: in arrivo altri 11,4 mln per le imprese trasporto merci e persone in conto terzi Il fine vita è la fine della vita (spoiler: e della politica) Sociale, nasce "Euromo-Futura Europa" per una Ue di pace, coesione e democrazia Capannelle, Ambrogiani(Si può fare): “Riapertura Ippodromo è vittoria comunità” Agroalimentare, Confeuro lancia l’allarme: “Made in Italy si misura da terra, non da dogane” Paris Art Prize, l’arte italiana e internazionale protagonista a Parigi a cura di Salvo Nugnes Ue, Confeuro: “Basta Europa lenta e ingessata: fine veto ormai necessario” Agricoltura Ue, Confeuro: "Fondo speciale Pac e investimenti per adattamento climatico" Cernobbio. Filini (FdI): Imprenditori promuovono governo e boccia Campo largo che 'scopiazza' le riforme Meloni  Femminicidi: Appendino (M5S), "non morti qualsiasi, pericoloso voler cancellare parola" Saxa gres, Ugl Chimici: “necessaria una soluzione industriale unitaria che salvaguardi occupazione e continuità produttiva” Caro carburante, il MIT: in arrivo altri 11,4 mln per le imprese trasporto merci e persone in conto terzi Il fine vita è la fine della vita (spoiler: e della politica) Sociale, nasce "Euromo-Futura Europa" per una Ue di pace, coesione e democrazia Capannelle, Ambrogiani(Si può fare): “Riapertura Ippodromo è vittoria comunità”
Italia

Vajont 1963 – 2013: 50 anni di una tragedia

Di Valentino Quintana 10 Ottobre 2013 – 08:45 2 min di lettura
(ASI) 1910 morti. 1,6 km in 4 minuti. Questa l’energia prodotta dall’ondata. Parliamo di una potenza pari al doppio della bomba atomica di Hiroshima. Inimmaginabile.

La diga del Vajont, si trova ancora lì, ma ciò che è successo in quattro minuti d’orologio non lo possiamo caprie. Crollava il Monte Toc, e la frana immensa, si distendeva per due chilometri. Era sera, quel 9 ottobre del 1963, precisamente le 22.39.

E’ giusto ripetere: 1910 morti, di cui 460 bambini. L’onda era alta 230 metri. L’enorme massa del Monte Toc piombava nel lago artificiale, provocando la distruzione di 7 paesi: Longarone, Maè, Pirago, Villanova, Rivalta, Faè, Castellavazzo e Cassidago.

50 anni dopo non possiamo dimenticare. Sono sorti memoriali interattivi, una fondazione. Ma gli interrogativi, restano alti. Già 50 anni orsono si era compreso che la commistione tra scienza e politica aveva portato a questo disastro. Ora, nel 2013, possiamo aprire un’inchiesta. Forse, la frana del Monte Toc, è stata pilotata.

Sì, sarebbe questa l’ultima tragica rivelazione a 50 anni di distanza. La Procura di Belluno ha aperto, proprio in questi giorni un’indagine preliminare circa una lettera in cui si parla del disastro del Vajont come un qualcosa di “pilotato”. In una lettera rivelatrice, la figlia del notaio Isidoro Chiarelli, deceduto nove anni orsono, fa riferimento ad un dialogo che sarebbe avvenuto nello studio notarile tra i dirigenti della Sade (la società proprietaria della diga). L’oggetto della conversazione era il distacco pilotato della frana del Monte Toc, in orario compreso tra le “9 e le 10 di sera”, senza persone in giro, perché tutte “intente a guardare la televisione”. I dirigenti “avrebbero già fatto le prove, le onde sarebbero state al massimo alte 30 metri, senza preoccupazioni. Nemmeno per quei quattro montanari dei boschi”.

Isidoro Chiarelli sarebbe stato indotto al silenzio, intimato di “mantenere il segreto professionale, altrimenti, gli sarebbe costato molto caro”. Il padre sapeva quindi, e avrebbe preparato le figlie a scappare la sera del disastro.

Gli inquirenti sono stati mossi da queste frasi, e finora nessuno era a conoscenza di queste vicende. Il Procuratore di Belluno, non capisce come mai tutto ciò venga fuori a 50 anni di stanza. Dati che potrebbero cambiare integralmente la storia. “Sconvolgente”, secondo il Sindaco di Longarone. Ed è il caso di convenire, perché una strage simile non ha pari nella storia del nostro Paese. Non si trattava di “una spruzzata d’acqua”, ma di un olocausto. I sopravvissuti parlano di “rumore di un mostro”. Paesi rasi al suolo. Persone sbalzate di 350 metri. Chi ha visto le macerie, ha impresse immagini indelebili dei sette Paesi cancellati.

La memoria dovrà rimanere indelebile, così come lo sarà, questo tristissimo anniversario.

 

Valentino Quintana per Agenzia Stampa Italia
Nota della Redazione

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Il giornale ASI è a disposizione degli interessati per pubblicare comunicati o repliche. Invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati e a consultare più fonti.