Code alla Galleria degli Uffizi: intervengono Acidini e Godoli
(ASI) Firenze- Relativamente al dibattito che si è sviluppato in questi ultimi giorni sui media cittadini e nazionali riguardante cause e conseguenze delle code che si formano agli ingressi della Galleria degli Uffizi, ecco di seguito gli interventi del Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, e del Direttore del Dipartimento Architettura della Galleria degli Uffizi, Antonio Godoli.
La Soprintendenza per il Polo Museale, con la Galleria degli Uffizi, potrebbe tornare a ricordare, a chi a vario titolo interviene nel dibattito di questi giorni, come la coda che si forma davanti agli ingressi, oltre ad essere un fatto fisiologico comune a molti altri grandi musei, sia dovuta al contingentamento necessario per ragioni di sicurezza in un museo così “piccolo” (sì, piccolo in confronto al Louvre, al Met ecc.) e molto frequentato. Potrebbe far presente che per il pubblico sono disponibili chiare indicazioni su totem e display esterni. e che del personale incaricato dà informazioni ai visitatori sia in coda, sia alle porte d’accesso al museo. Potrebbe assicurare che fa quanto è nel proprio potere per guidare gli utenti della rete al proprio sito ufficiale e a quello del concessionario ATI Giunti per l’acquisto dei biglietti e delle prenotazioni online. Ma detto questo, prendendo atto realisticamente che gli addensamenti storico artistici attirano criticità specifiche – abusivismo, accattonaggio, attività private discutibili quanto a correttezza e, forse, legalità – si ritiene indifferibile un’azione concordata e condivisa da parte di tutte le autorità e istituzioni titolari delle diverse e intersecate competenze, che permetta di uscire dal “botta e risposta” agostano e di raggiungere l’obiettivo comune di mantenere e presentare una città non solo bella, ma accogliente e decorosa.
Cristina Acidini
Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze
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1 – Per ragioni di sicurezza il numero delle persone presenti all’interno degli Uffizi, in quanto luogo pubblico di notevole affollamento, deve essere monitorato in tempo reale e di conseguenza controllato. Ovvero in ogni momento si conosce il numero di persone all’interno del museo, numero oggettivamente calcolato in base a tutte le possibili porte o varchi di uscita, e che non può superare le 900 unità. Il numero delle persone che è possibile accogliere entro uno spazio non dipende, fra l’altro, dall’estensione della sua superficie interna ma dal numero delle porte. D’altronde non viene fatto obbligo ai visitatori prenotati e non prenotati, una volta entrati di restare all’interno del museo solo per un tempo determinato, ma viene lasciata loro la facoltà di permanervi a piacimento (da ciò può verificarsi talvolta qualche attesa all’ingresso anche per chi si fosse prenotato).
Antonio Godoli
Direttore Dipartimento Architettura della Galleria degli Uffizi