Martedì, 4 Agosto 2026
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Italia

Code alla Galleria degli Uffizi: intervengono Acidini e Godoli

(ASI)  Firenze- Relativamente al dibattito che si è sviluppato in questi ultimi giorni sui media cittadini e nazionali riguardante cause e conseguenze delle code che si formano agli ingressi della Galleria degli Uffizi, ecco di seguito gli interventi del Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, e del Direttore del Dipartimento Architettura della Galleria degli Uffizi, Antonio Godoli.

Di Redazione ASI 22 Agosto 2013 – 15:54 3 min di lettura
La Soprintendenza per il Polo Museale, con la Galleria degli Uffizi, potrebbe tornare a ricordare, a chi a vario titolo interviene nel dibattito di questi giorni, come la coda che si forma davanti agli ingressi, oltre ad essere un fatto fisiologico comune a molti altri grandi musei, sia dovuta al contingentamento necessario per ragioni di sicurezza in un museo così “piccolo” (sì, piccolo in confronto al Louvre, al Met ecc.) e molto frequentato. Potrebbe far presente che per il pubblico sono disponibili chiare indicazioni su totem e display esterni. e che del personale incaricato dà informazioni ai visitatori sia in coda, sia alle porte d’accesso al museo. Potrebbe assicurare che fa quanto è nel proprio potere per guidare gli utenti della rete al proprio sito ufficiale e a quello del concessionario ATI Giunti per l’acquisto dei biglietti e delle prenotazioni online. Ma detto questo, prendendo atto realisticamente che gli addensamenti storico artistici attirano criticità specifiche – abusivismo, accattonaggio, attività private discutibili quanto a correttezza e, forse, legalità – si ritiene indifferibile un’azione concordata e condivisa da parte di tutte le autorità e istituzioni titolari delle diverse e intersecate competenze, che permetta di uscire dal “botta e risposta” agostano e di raggiungere l’obiettivo comune di mantenere e presentare una città non solo bella, ma accogliente e decorosa.

Cristina Acidini

Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze

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La Galleria degli Uffizi prova a spiegare come la coda che si forma davanti agli ingressi sia un fatto fisiologico ed inevitabile, come del resto si osserva nelle realtà di grandi musei fuori dal nostro paese. Nel caso specifico la presenza della coda è dovuta in buona sostanza a due motivi.

1 – Per ragioni di sicurezza il numero delle persone presenti all’interno degli Uffizi, in quanto luogo pubblico di notevole affollamento, deve essere monitorato in tempo reale e di conseguenza controllato. Ovvero in ogni momento si conosce il numero di persone all’interno del museo, numero oggettivamente calcolato in base a tutte le possibili porte o varchi di uscita, e che non può superare le 900 unità. Il numero delle persone che è possibile accogliere entro uno spazio non dipende, fra l’altro, dall’estensione della sua superficie interna ma dal numero delle porte. D’altronde non viene fatto obbligo ai visitatori prenotati e non prenotati, una volta entrati di restare all’interno del museo solo per un tempo determinato, ma viene lasciata loro la facoltà di permanervi a piacimento (da ciò può verificarsi talvolta qualche attesa all’ingresso anche per chi si fosse prenotato).
2 – Vi è una percentuale di biglietti non prenotabili; è una precisa scelta della Soprintendenza che con questa disposizione liberale non ha voluto imporre su tutti i biglietti il costo maggiorato della prenotazione. La coda che si osserva è quindi dovuta a questi visitatori che, consapevolmente e liberamente, perché avvertiti da apposita segnaletica luminosa, restano in attesa del loro turno per entrare nel museo.

 

Antonio Godoli

Direttore Dipartimento Architettura della Galleria degli Uffizi
Nota della Redazione

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