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(ASI) Una scelta per dare risposte migliori ai cittadini per le situazioni di urgenza ed emergenza, quelle nelle quali la soluzione della patologia è “tempo dipendente”. Questa la centrale unica del 118 per l’Umbria, la prima in Italia, presentata stamattina in una partecipata conferenza alla presenza delle istituzioni locali e di autorità civili e militari. Un sistema avanzato di tecnologia che dà vita a una centrale di coordinamento per l’intera regione per gli interventi legati alle patologie tempodipendenti (traumi, infarti, calamità, etc.). Una riorganizzazione che permetterà di utilizzare meglio le risorse sia sotto l’apetto tecnologico che sotto quello sanitario: cosa non irrilevante nel contesto di tagli alla spesa pubblica passati e futuri. Un servizio che, ha detto Walter Orlandi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, non solo soccorra il malato, ma lo indirizzi verso la struttura sanitaria più appropriata alla sua patologia. Una rete con la sua sede operativa centrale a Perugia, back up a Foligno, e articolazioni sul territorio regionale. Un sistema complesso, che richiederà formazione continua, uniformità di approcci e procedure. Un lavoro appena iniziato, un punto di partenza verso altri traguardi. Quali? Intanto, arrivare all’attivazione del numero unico del’emergenza, il 112, già in uso in Europa e che in Italia tarda a realizzarsi per motivi burocratici, in quanto già assegnato all’Arma dei carabinieri. Poi, l’obiettivo di attivare l’elisoccorso in sinergia con il servizio già attivo nelle limitrofe Marche, illustrato dal Direttore del 118 di Ancona, dr. Riccardo Sestili. Qui il problema è di costi (3 milioni l’anno ciorca) che l’Umbria da sola non si può permettere. Ecco, dunque, la ricercata collaborazione con le Marche, cui l’Umbria può per converso offrire il servizio di Unità Spinale, lì non attivato.

Dall’impianto di elisoccorso di Fabriano, ogni punto del territorio umbro, anche il più lontano (Orvieto) dista non più di 20-25 minuti, cioè tempi compatibili con l’efficacia dell’intervento. In Umbria, oltre agli eliporti della protezione civile già esistenti a Terni e Foligno, si dovrà attrezzare una struttura a Perugia, costo previsto 250.000 eruro.

La collaborazione con le Marche, ha puntualizzato l’Assessore regionale alla Sanità, Franco Tomassoni, comporterà, in Umbria, un nuovo disegno, anzi la riforma vera e propria dell’emergenza,. Riforma che dovrà avvenire all’insegna della parola chiave di tutti i processi di riforma messi in atto dalla giunta regionale, l’appropriatezza della cura: nell’interesse anzitutto dei cittadini-utenti, ma anche dell’efficienza del servizio sanitario regionale. La sfida è nota da tempo: razionalizzare il sistema per mantenere il buon livello di servizi raggiunto in passato, pur in presenza di risorse minori. La Presidente Catiuscia Marini nel suo intervento ha rivendicato alla sua Giunta di aver saputo tenere dritta la barra a difesa di un sistema sanitario pubblico e universalistico. Proprio per questo, secondo lei, i cittadini hanno capito che solo attraverso percorsi immegnativi di razionalizzazione possono essere davvero difesi i livelli dei servizi loro resi dalla sanità regionale. Ciò, ha detto Marini, è tanto più vero e percepito dai cittadini sui servizi dell’emergenza che sono, perciò, un vero banco di prova per le ulteriori razionalizzazioni da fare. Sulle quali, la Presidente ha auspicato un confronto serrato e costruttivo con gli attori del servizio sanitario, in primis le organizzazioni sindacali e i territori. Per questi ultimi, le rassicurazioni sono venute dai sindaci delle tre cittàprincipali dell’Umbria: Wladimiro Boccali (Perugia) Leopoldo Di Girolamo (Terni) e Nando Mismetti (Foligno). Nei loro interventi, tutti e tre, pur con sfumature diverse, hanno affermato la priorità, nell’attuale fase di ristrettezze e incertezze, dell’interesse generale degli umbri a non veder ridotta la quantità e qualità dei servizi sanitari. E, conseguentemente, la predisposizione delle città e dei sindaci a ragionare insieme in termini complessivi e a mettere da parte particolarismi e campanilismi.

Durante l’incontro, è stata distribuita una targa ricordo al dottor Fulvio Bussani, già direttore del Pronto Soccorso- Emergenza del Santa Maria della Misericordia di Perugia e componente della commissione di Emergenza ed Urgenza del Ministero della Sanità, a riconoscimento dell’attività da lui svolta negli anni per l’obiettivo della centrale unica.

Daniele Orlandi- Agenzia Stampa Italia

 

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