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(ASI) Se fosse un bambino, andrebbe appena in seconda elementare. Se fosse un matrimonio, affronterebbe – dicono – la prima crisi. Se fosse un calciatore, sarebbe un centrocampista. Se fosse la settima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, sarebbe un appuntamento da non perdere.

Dal 24 al 28 aprile prossimo Perugia sarà la capitale del giornalismo, oltre 200 gli appuntamenti programmati ai quali sono stati invitati più di 400 ospiti di caratura nazionale e internazionale. Il centro storico del capoluogo sarà ancora una volta il teatro della manifestazione, gli eventi tutti a ingresso gratuito, costituiranno l’occasione per affrontare i temi di stringente attualità.

Nodo centrale del Festival sarà ancora una volta la crisi del mondo dell’informazione che, pressato dalla crisi economica globale e dalle difficoltà ad adattarsi agli sconvolgenti mutamenti che la socialità dei mezzi di trasmissione dell’informazione hanno portato, cerca di reinventarsi per crescere e migliorare.

Il Festival è come ogni edizione supportato da sponsor e partner istituzionali, ma il contributo più grande è offerto dalle centinaia di giovani volontari che da tutto il mondo renderanno le vie del centro perugino melting pot di culture ed esperienze diverse, sono previsti arrivi dall’Europa più prossima, fino alla Russia e anche dal Kenya.

Il programma del festival prevede keynote speech, incontri-dibattuto, tavole rotonde, interviste, presentazione di libri, workshop, proiezione di documentari, concorsi, premiazioni e mostre, e come in ogni edizione a essere protagonisti saranno i giornalisti – anche loro provenienti da ogni parte del mondo -, che porteranno agli ascoltatori la loro esperienza e conoscenza.

Tra gli appuntamenti da ricordare, segnaliamo l’incontro con Harper Reed, meglio conosciuto come “l’uomo della rielezione”, ovvero colui che da Chief Technology Officier (CTO) ha contribuito alla vittoria elettorale del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, che racconterà come l’uso dei dati a fini elettorali può cambiare la storia di un’elezione politica.

Torneranno anche nell’edizione 2013 le Twitterview ovvero le interviste con le domande che arriveranno sui palchi del festival direttamente dal social network Twitter; si sottoporranno a questo nuovo modello di interazione Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, e la coppia composta da Beppe Severgnini (Corriere della Sera) e Mauro Casciari (Le Iene). Altri incontri di spessore si terranno con i volti più noti del giornalismo nazionale, un insieme di voci e volti per tutti i gusti.

C’è spazio anche per la celebrazione di illustri personaggi che hanno fatto la storia della professione giornalistica, segnaliamo “Ritratto d’autore”, il ricordo che Vittorio Zucconi farà di Enzo Biagi, in un percorso commemorativo insieme alle figlie Bice e Carla Biagi a sei anni dalla scomparsa del celebre giornalista.

Per maggiori informazioni sugli appuntamenti del programma e sui luoghi si rimanda al sito internet ufficiale del Festival (www.festivaldelgiornalismo.com) per conoscere tutti gli eventi e i relatori che si altereranno nella cinque giorni. Sono previsti incontri dedicati al giornalismo investigativo, a quello d’inchiesta ambientale, focus anche su ‘data journalism’ una delle sfide della professione, con discussioni e approfondimenti specifici. E poi ancora, il mondo della comunicazione social, ovvero come i social network hanno cambiato il modo di fare giornalismo e quale può essere il contributo dei ‘cittadini giornalisti’ al mondo dell’informazione; sarà possibile confrontarsi con chi lavora su scenari di guerra, e con chi quotidianamente vive la precarietà del lavoro giornalistico.

Come in ogni edizione si terranno anche serate teatrali, da mettere in agenda “Viaggio nel mondo della burocrazia” con Gian Antonio Stella e Paolo Rossi, e “La musica ha un futuro?”.  Al Festival sarà anche presente Paolo Giordano, autore del romanzo best seller Il silenzio dei numeri primi, che presenterà, insieme a Lucia Annunziata, il suo nuovo prodotto editoriale Il corpo umano nel quale viene raccontata la guerra in Afghanistan.

Ancora una volta il programma del Festival sembra non voglia disattendere le attese di nessuno, offrendo occasioni per divertirsi come in un parco giochi e informarsi a trecentosessanta gradi come se il mondo fosse, in quei cinque giorni, catalizzato su Perugia.

 

Chiara Scardazza  - Agenzia Stampa Italia

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