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(ASI) Dal vhs al dvd, dal dvd alla pennetta usb, dal giradischi al cd dai messaggi scritti su pergamena a facebook, il mondo accelera forse troppo perché i ragazzi di questa generazione possano capire cosa c’è dietro al computer o al telefono cellulare, quanti passi sono stati fatti per arrivare dove siamo oggi, quanti sacrifici anche in termini di vite umane per ottenere un minimo di libertà fosse solo per uscire con la persona amata o addirittura poter decidere da soli chi sposare.

Il tempo scorre inesorabile, le lancette dell’orologio non si fermano mai, le pagine dei calendari affissi nelle cucine vengono strappate via mese dopo mese; e poi ti fermi perché hai bisogno di prendere fiato e ti accorgi che quell’orologio che prima segnava le 9 ora segna le 12 e il calendario che ricordavi essere sul mese di gennaio ora sta a dicembre; una mattina ti svegli e trovi nel tuo letto accanto a te tua moglie o tuo marito con qualche ruga in più poi corri nella stanza dei ragazzi e vedi un letto vuoto, guardi l’ora e sono le 4 del mattino; il cuore batte all’impazzata, il respiro si spezza in gola e la prima cosa che fai è prendere il telefono non potendo fare a meno di pensare; “ma non era proprio ieri che ho tolto le rotelle alla bici di mio figlio?”, ti chiedi cosa sia successo in quel lasso di tempo, ma è tardi per recriminare, torni a vivere quel momento di angoscia sperando che ti risponda. Questo è quello che accade sempre più spesso nelle famiglie nel fine settimana, quel sabato sera che viene così contemplato e atteso dai ragazzi; oggi più che mai fare i genitori è difficile, non riuscire a negare al proprio figlio la libertà di uscire che tanto avresti voluto te da giovane e al contempo avere la preoccupazione del mondo esterno estremamente mutato rispetto a vent’anni prima. Droga, alcol, musica psichedelica, e gente che per fare a botte fuori da un locale non usa più le mani ma armi contundenti di ogni tipo sono solo alcuni degli agenti che caratterizzano il sabato sera dei ragazzi che escono di casa con 50 euro in tasca, l’ultimo modello di un telefono che fa anche da computer e vestiti sempre con abiti di marca, se poi a questo vogliamo aggiungere anche che per ragazzi si intende la generazione odierna di età compresa tra i 17 e i 20 la cosa si fa allarmante. Proprio così il dato preoccupante infatti è l’età dei notturni che oltre ad essere probabilmente troppo piccoli, si fa per dire, sono anche troppo sprezzanti del pericolo, come se il fatto di ubriacarsi il sabato sera o fare uso di droghe li renda invincibili o maggiormente dominanti nel gruppo di amici che frequentano; mai felici sempre tristi, a volte addirittura orgogliosi delle avventure del sabato sera, tanto da vantarsene la domenica pomeriggio, ammesso che ricordino qualcosa, scrivendolo pubblicamente su facebook. Fortunatamente questa è solo una parte di giovani, ce n’è anche un’altra alla quale piace far sapere ai genitori dove è diretta quando esce la sera, quella che pensa al proprio futuro, quella alla quale non serve la droga del sabato sera perché poi sa che quella droga diventerà anche del lunedi e del martedi e così via, quella parte di giovani che preferisce la vecchia pizza e cinema d’inverno tra amici o ridere e scherzare perché la vita è bella anche se a volte fa male, quei giovani che cercano di pensare cosa avrebbero fatto loro se fossero stati al posto dei propri genitori anche solo per un secondo. Dialogo, comprensione e tanta pazienza, ma soprattutto amore, questo manca nelle famiglie, se c’è una crisi peggiore di quella economica è quella dell’amore, ma soprattutto troppo permissivismo che non fa apprezzare nulla ai giovani, insomma oggi tutti i ragazzi chi più e chi meno hanno tutto, vogliono uscire gli viene concesso subito, vogliono soldi gli vengono accordati, non tornano nell’orario stabilito non ci sono conseguenze e la cosa peggiore, molti non sanno cosa voglia dire la parola sacrificio; ma nessuno gli ha mai detto che i nonni di oggi sono stati i ragazzi di ieri? che molti di loro alla stessa età degli attuali nipoti avevano già una famiglia o erano impegnati al fronte per combattere una guerra? Evidentemente no, evidentemente non sanno che i soldi che usano per ubriacarsi corrispondono a circa una giornata di lavoro dei propri genitori che pur di non negargli nulla magari si spezzano la schiena. Ma a quei genitori bisogna dire che essere madre o padre non vuol dire dover essere amico, a volte è difficile ma bisogna sentirsi dire un mamma o papà ti odio per capire che in quel momento si è assolto il ruolo del genitore quello vero, che è stato in grado di sopportare il dolore di sentirsi odiato dal figlio per un momento ma poi sentirsi dire grazie qualche anno più tardi per essere stato un bravo genitore.

Elbert Hubbard diceva “ quando i genitori fanno troppo per i loro figli, i figli non faranno abbastanza per sé stessi”.

 

Erika Cesari – Agenzia Stampa Italia

 

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