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(ASI) Per un paese che cambia, un’università che cambia. La Luiss ha creato un evento unico nella sua storia: una reunion dei suoi laureati della durata di due giorni (21 e 22 settembre), per interrogarsi su come reagire a questa grave crisi che attanaglia il mondo occidentale e in particolare modo l’Italia. A dispetto di altre università di eccellenza, come la Bocconi e la Cattolica, la storia della Luiss è più recente (considerando che è nata nel 1978), ma nel corso di trent’anni è cresciuta moltissimo, divenendo sempre più punto di riferimento delle Istituzioni, ampliando la sua offerta formativa e portando sempre più personalità ai vertici del nostro paese. Non a caso erano presenti alla reunion tra i molti personaggi illustri il ministro della giustizia Paola Severino e il viceministro del lavoro Michael Martone, che sono docenti Luiss.

L’obiettivo dell’università romana è quello di formare la futura classe dirigente del paese, che deve essere necessariamente rinnovata. La classe politica e non solo ha fallito e così non si può continuare, come hanno giustamente osservato sia il ministro Severino, che il sottosegretario Gianni Letta (rispettivamente coloro che hanno aperto e chiuso la reunion), puntualizzando poi che il merito deve essere la chiave del rinnovamento, nel quale l’interesse pubblico deve prevalere su quello del singolo.

Lo stesso Letta, con un bellissimo discorso, ha affermato, basandosi su quanto affermato dal presidente ISTAT Giovannini, che si va verso il declino poiché c’è una caduta multifattoriale, della mobilità sociale e l’aumento dell’abbandono scolastico. Per Letta, tutti vogliono cambiare le cose, ma manca una spinta al cambiamento, quella spinta che ha trasformato l’Italia dal paese povero del dopo guerra a uno dei membri del G8 e del G20; questo cambiamento, però, può avvenire solo con una cooperazione collettiva, dove tutti, secondo le proprie possibilità, devono dare una mano per evitare che non ci sia più futuro e che le cose si complichino ulteriormente. Egli ha citato volutamente per dare più sostanza alle cose una frase non di un economista, un filosofo o di un politico, ma di un allenatore di calcio, Fabio Capello, che dopo le sue esperienze all’estero (Spagna, Inghilterra e ora Russia) ha definito in un’intervista a Repubblica l’Italia come “un paese un tempo stimato e ora svilito, ci ammiravano tutti e ora non ci capiscono più”.

A prescindere dalle belle parole usate e probabilmente sentite, che, però, non si sa se porteranno a qualcosa di importante, quello che emerge dalla reunion Luiss è che c’è un nuovo soggetto, che vuole affermarsi per portare (o almeno tentare) un cambiamento: l’Associazione dei laureati Luiss (ALL). Forse sulla scia delle grandi major americane, gli ex luissini stanno cercando di fare qualcosa di grande e l’impegno profuso per la realizzazione di questo evento, ha permesso un’effettiva interazione tra nuovi e vecchi laureati, comunque giovani, vista la storia recente della Luiss. Infatti, a differenza delle normali reunion che consistono in un dibattito e una cena, in questa sono stati organizzati due giorni intensi con tanto di momenti di divertimento, come lo show privato di Fiorello, che ironizzando e con battute pronte ha conquistato la platea, momenti di riflessione con la creazione di tantissimi laboratori con tematiche diverse (politica e media, etica e sport, lavoro e ambiente, le donne nelle società  ecc.) e attività di socializzazione che andavano da una gita ai fori imperiali, o alla suggestiva domus di Palazzo Valentini, alla rappresentazione di un delitto simulato a una parita di calcetto.

L’Associazione laureati luiss, capitanata dal motivatissimo presidente Ruggero Parrotto, che ha chiaramente ribadito l’esigenza di creare un gruppo forte e coeso fra gli ex luissini, ha lanciato una sfida importante, che potrebbe essere una bella boccata d’ossigeno per il nostro paese in queste difficili condizioni. Utopia? Le solite belle parole? Chi c’era, ha visto che qualcosa è cambiato, anzi… è nato e se la profezia di Letta si avvera “voi diventerete la nuova classe dirigente”, allora si capisce quanto possa essere stata importante la prima reunion dei laureati Luiss e come, dunque, il 2012 sia l’anno zero.

Daniele Corvi-Agenzia Stampa Italia

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