In centro, a Perugia,solo mutande. Per la frutta a Bastia.
(ASI) Lettere in Redazione. Ho trascorso un mese di ferie, e di lavoro, lontano dalla mia città, non è che mi trovassi in Svizzera, ma a Livorno, nella vicina Toscana.
Il grande ascensore che serve i piani, coperto da scritte dove non c’è più un centimetro scoperto, antigienico e maleodorante e dire che è al servizio di un centro dove si trattano merci commestibili.
Molti dei negozi del centro sono ormai chiusi, altri, mi risulta, sono in procinto di chiudere per l’alto costo degli affitti. L’amministrazione comunale, o chi di dovere, deve affrontare un problema così urgente e necessario ai residenti stoici che presidiano la città.
Mi risulta che le istituzioni possiedono locali in centro, al fine di evitare il continuo esodo potrebbero essere messi a disposizione di commercianti disposti ad aprire una attività, ad un prezzo equo.
Siamo in autunno, stagione di fichi e di uva, provate, come è successo a me, a chiedere tali frutti: l’uva esiste solo di una varietà, ed è acerba, per i fichi è come se avessi chiesto del caviale!
Ma vi rendete conto che molti abitanti del centro devono andare a far spesa a Bastia o in altre città limitrofe, e chi non possiede l’auto? Risposta: “O mangi sta minestra o giù della finestra”.
Angelo Valentini
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