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Estera

Esteri – Ex banchiere in carriera spara a zero contro la Goldman Sachs

Di Davide Caluppi 16 Marzo 2012 – 14:25 2 min di lettura

(ASI) “Ambiente tossico e distruttivo. Quando i libri di storia scriveranno di Goldman Sachs, diranno che durante il mandato dell’attuale amministratore delegato Lloyd Blankfein, e del presidente Gary Cohn, la cultura aziendale è andata persa”.

 

Parole di fuoco, un atto di accusa verso i suoi ex datori di lavoro che lo sono stati per 12 anni. A dire queste parole è l’ormai ex dirigente bancario Greg Smith, giovane dirigente che ha deciso di abbandonare una brillante carriera all’interno di una delle più note banche del mondo: la Goldman Sachs.

Smith che non esita a dire che i clienti all’interno della banca sono considerati veri e propri “pupazzi”. La storia di questo dirigente sta facendo il giro del mondo. Greg Smith, era responsabile da Londra della divisione derivati in Europa, Africa e Medio Oriente.

Ha annunciato le sue dimissioni dalla banca in un editoriale dettagliato al “New York Times”. “Ha perso la fibra morale. Il declino dell’etica rappresenta la più seria minaccia alla sua esistenza nel lungo periodo”, un altro passaggio del lungo editoriale.

Smith continua dicendo: “Una volta la leadership dipendeva dalle idee, dall’esempio che si dava e dal fare la cosa giusta. Oggi se uno fa abbastanza soldi per la banca, viene promosso in una posizione di potere. Ci sono tre modi veloci per diventare un leader: il primo - continua Greg Smith - è sapersi muovere lungo gli , cioè persuadere nel linguaggio di Goldman Sachs i clienti ad investire in azioni o altri prodotti di cui la banca sta invece pensando di disfarsi”.

“Il secondo modo è la , convincere i clienti a negoziare su prodotti bancari che produrranno nel tempo il massimo profitto per Goldman Sachs”.

“Il terzo modo - continua Smith - trovarsi seduti in un posto dove il proprio compito è quello di scambiare prodotti obsoleti, opachi con un acronimo di tre lettere”.

Nell’editoriale di accuse, la risposta di Goldman Sachs non si è fatta attendere. Dai vertici della banca n una nota hanno detto: “Non c’è bisogno di dire che siamo delusi dalle affermazioni di questo individuo, affermazioni che non riflettono i nostri valori, la nostra cultura e il modo in cui portiamo avanti il nostro business. Dal nostro punto di vista - continua la nota di Goldman Sachs -avremo successo soltanto se i nostri clienti avranno successo.

Questa verità fondamentale si trova al centro del nostro modo di operare”. In questa storia di forti accuse c’è da registra intanto una perdita del titolo Goldman intorno al 3,35% in un mercato finanziario di stallo.

C’è da giurarci che tutto questo rumore nel giro di qualche giorno finirà, come è immaginabile, nel dimenticatoio. Nel dimenticatoio certo non finirà l’ex dirigente Greg Smith, intenzionato a scrivere un libro sulla sua storia.

 

Davide Caluppi - Agenzia Stampa Italia

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