(ASI)«Trovateci un porto». Questa la richiesta d’aiuto contenuta nel messaggio di Sos Méditerranée, l’organizzazione non governativa che coordina i soccorsi nel Mar Mediterraneo insieme a Medici Senza Frontiere. Sono 141 i migranti a bordo, 7 su 10 provenienti da Eritrea e Somalia, fra cui due donne incinte e 67 minori. Il rifiuto di consentire lo sbarco del ministro degli Affari interni Matteo Salvini e dei governi di Malta e Spagna è stato fino a questo momento inderogabile.

 

Rick Romaniuk, responsabile delle attività della Ong franco-tedesca con sede a Marsiglia e fondata nel giugno 2015, chiede solo un porto sicuro per accogliere i migranti e fornire loro i servizi umanitari minimi. Le attività dell’Aquarius costano 11mila euro al giorno e perfino Gibilterra ha tolto la bandiera alla nave. Le provviste, secondo il personale di bordo, dureranno solo per altri 15 giorni.

Dopo il rifiuto di Roma e Madrid, l’Unione europea ha promesso il massimo sforzo congiunto per risolvere il problema quanto prima, ma tenere insieme i Paesi membri è sempre più complicato. Mentre il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli (M5s) ha fatto eco a Salvini chiedendo che se ne occupi Londra, Barcellona ha preso le distanze dall’atteggiamento del governo spagnolo e ha offerto il proprio porto attraverso le parole della vicesindaca Leila Ortiz, come già accadde a giugno, sempre per l’Aquarius.

In questo caso Madrid è invece sembrata inamovibile, a causa del raddoppio degli sbarchi sulle coste spagnole rispetto allo scorso anno. Angela Merkel ha chiesto un incontro al Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte per far fronte all’emergenza.
Uno spiraglio per l’Aquarius lo aveva aperto il direttore del porto francese di Sete ed ex ministro Claude Gayssot «perché si tratta di salvare vite umane», ma Parigi ha ricordato che il «porto più sicuro non può essere in Francia se la nave si trova fra Malta e Italia».

L’Aquarius rimane così bloccata, fino a nuovi ordini, e il suo caso condiziona ora altri barconi, che rifiutano di essere soccorsi dalle Ong per evitare di rimanere bloccati nel Mediterraneo. Rispetto allo scorso anno gli arrivi sono calati dell’80,23%, ma ora l’attenzione della Guardia Costiera italiana è rivolta agli arrivi fantasma delle piccole imbarcazioni.
Le motovedette italiane hanno intercettato un barchino con 15 tunisini e sono stati portati a Lampedusa. Si sono aggiunti ad un’altra novantina arrivati negli ultimi giorni. In questo modo gli sbarchi sono eludibili, soprattutto quando avvengono di notte, e nella maggior parte dei casi i migranti non sono sottoposti alla registrazione.        

Lorenzo Nicolao – Agenzia Stampa Italia

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