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(ASI) "Il popolo libico prenderà le armi se le potenze occidentali imporranno la no fly zone sulla Libia".

Così il Rais Gheddafi, commentando l'ipotesi di un intervento militare nel Paese, torna parlare ai microfoni dell'emittente pubblica libica aggiungendo :" I ribelli che lottano contro il governo hanno ricevuto il lavaggio del cervello da parte di Al Qaida. Alcuni combattono in Afghanistan altri in Egitto, alcuni sono davvero molto giovani. Se l'organizzazione terroristica riuscirà a impossessarsi della Libia, il caos si estenderà in tutta la regione fino a raggiungere Israele".

Il Colonnello ha rilasciato nella giornata di ieri anche un'intervista all'emittente francese Lci e alla tv di stato di turca Trt, in cui accusa l'occidente di avere mire coloniali nei confronti della Libia al fine di sottomettere la popolazione e controllare il petrolio del Paese. "Le nazioni occidentali ed in particolar modo la Francia, sostenendo i ribelli stanno muovendo un complotto per tornare a colonizzare la Libia. Non escludo di prendere misure di rappresaglia nei confronti del Paese di Sarkozy"- ha affermato Gheddafi ribadendo come la rete terroristica di Al Qaeda abbia fatto il lavaggio del cervello alla popolazione.

Continuano intanto gli scontri all'interno del Paese: a Zawiyah, a circa 50 chilometri a ovest di Tripoli, le forze del Colonnello sarebbero giunte in massa nel tentativo di riconquistare la città. Nonostante numerose fonti avessero affermato che la località fosse stata "ripresa" dalle milizie di Gheddafi, i ribelli fanno sapere invece di avere ancora sotto controllo il centro della città. A Misurata e a Zenten, a 120 chilometri dalla capitale, la resistenza degli insorti sta tenendo testa alla repressione del Colonnello messa in atto nel tentativo di espugnare le città.

Sul fronte internazionale invece, l'ipotesi della creazione della "no fly zone" si fa sempre più vicina: in una nota diffusa ieri dalla Casa Bianca si legge che Il presidente degli Usa Obama e il primo ministro inglese David Cameron "si sono trovati d'accordo sulla prosecuzione della pianificazione, anche alla Nato, di tutta la gamma di possibili risposte alla crisi libica, cioè sorveglianza, assistenza umanitaria, applicazione dell'embargo sulle armi, e no-fly zone".

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