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Estera

Gaza. Israele ribatte all’ONU: “Non volevamo colpire la scuola”

Di Redazione ASI 31 Luglio 2014 – 11:24 1 min di lettura

(ASI) Israele tenta di difendersi dopo l’accusa dell’ONU  dicendo che “Non volevamo colpire la scuola”, ma i fatti gli danno torto dato che dispone di tale tecnologia da non giustificare in nessun modo un errore come quello che ha provocato la morte di decine di bambini rifugiati nella scuola.

Il portavoce delle Nazioni Unite però è chiaro: in quella scuola non c’erano armi, ma solo bambini e rifugiati: “Abbiamo esaminato la zona e trovato delle prove. Abbiamo analizzato dei frammenti, i luoghi dell’impatto e possiamo dire che l’artiglieria israeliana ha colpito la nostra scuola dove 3300 persone avevano trovato rifugio. Crediamo ci siano stati almeno tre impatti e condanniamo nella maniera più ferma possibile la violazione della legge internazionale da parte delle forze israeliane”.

Accuse che l’esercito israeliano, per bocca di un suo portavoce, respinge al mittente: “Al mattino ci sono stati colpi di mortaio da zone adiacenti la scuola e uno scambio con le nostre forze. Stiamo compiendo un’inchiesta e valutando anche altre ipotesi. È ovviamente una tragedia, ma l’esercito non ha volutamente colpito le strutture dell’Onu.”

 

Redazione Agenzia Stampa Italia

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