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(ASI) “Noi cristiani, da 1400 anni stiamo vivendo insieme ai musulmani, e abbiamo veicolato in queste terre valori umani, morali, i valori della multi-confessionalità, della pluralità, della modernità”, ha affermato il patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Boutros Raï, al microfono di Radio Vaticana. "Oggi invece - ha proseguito - si assiste alla “distruzione totale” di tutto quello che i cristiani hanno costruito in tutti questi anni".  “Al contempo, i cristiani pagano per queste guerre tra sunniti e sciiti e tra moderati e fondamentalisti”, ha osservato il patriarca. “Come sempre, quando si verifica il caos o quando c’è una guerra, in generale i musulmani si scatenano contro i cristiani, come se i cristiani fossero sempre il capro espiatorio”, ha spiegato. “La stessa cosa è successa anche in Iraq, e sta succedendo in Siria e ora in Egitto. Loro non sanno perché attaccano i cristiani, ma è così”.  Il patriarca di Antiochia dei Maroniti ha denunciato anche il ruolo giocato da vari Paesi, soprattutto occidentali, ma non solo, nei conflitti in atto nella regione. Lo dimostra quello che è successo in Egitto, dove “come al solito l’Occidente … ha dato il suo contributo sotto forma di miliardi di dollari ai Fratelli musulmani, perché arrivassero al potere”.

Ma una volta ottenuto il potere hanno iniziato ad applicare la sharìa, la legge islamica, cioè hanno fatto marcia indietro. “Certamente, i cristiani sono contrari a questo: i cristiani vogliono un Egitto riformato, democratico, un Egitto che sappia rispettare i diritti umani”, ha dichiarato Raï.

Nell’intervista con l’emittente vaticana, il patriarca non ha esitato parlare di quello che ha definito “un determinato progetto di distruzione del mondo arabo per interessi politici ed economici” e di “acuire quanto più possibile i conflitti inter-confessionali nel mondo musulmano, tra sunniti e sciiti”.

Infine, il porporato ha ricordato come monito quanto accaduto negli ultimi anni in Iraq, dove "su un milione e mezzo di cristiani ne abbiamo perso un milione, nel silenzio totale della comunità internazionale".

Redazione Agenzia Stampa Italia

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