×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113

(ASI) Sono da poco rientrato da una delle missioni umanitarie che i «cattivi» volontari della Comunità Solidarista Popoli Onlus effettuano, più volte l’anno e in completa clandestinità, nello Stato Karen, nella Birmania Orientale al confine con la Thailandia. Dal 2001 ad oggi l’associazione italiana ha svolto un lavoro impeccabile per quelli che, anche per me, sono diventati gli amici e i fratelli Karen. Ma vengono considerati i «cattivi» della solidarietà.

 

La scelta del sentiero. Sono andato dai Karen ormai diverse volte e molti amici mi hanno chiesto cosa mi spingesse ad aiutare un popolo così (apparentemente) lontano e così diverso da noi. Ammetto che mi sono trovato in difficoltà nel rispondere, perché certe emozioni e certe visioni sono qualcosa di intimo che difficilmente si riesce a far comprendere in pieno a chi, abituato alla nostra società, preferisce la comodità e i discorsi da bar. Sia chiaro, non voglio nascondermi dietro ad un dito e le comodità, come i bar, li conosco bene anche io. Detto questo, il motivo principale che mi ha spinto a prendere lo zaino, riempirlo e iniziare il sentiero, è etico.

 

L’etica. Sono sempre stato convinto che la solidarietà fine a se stessa non portasse ad alcunché se non a sentirsi un qualcosa che in realtà non si è. Un benefattore del nulla. Ovviamente, e non sono certo io a dovervelo spiegare, le situazioni di bisogno dei popoli nel mondo sono moltissime e ognuno sceglie il percorso da seguire che ritiene più giusto. Personalmente però, credo che vadano privilegiati e aiutati i popoli che vivono in condizioni di sofferenza per aver fatto delle scelte che avrebbero potuto tranquillamente non fare al fine di garantirsi un’esistenza molto più agiata. Ecco, i Karen, hanno scelto la via più difficile: quella etica. Quella di non vendere e lasciar stuprare la propria terra dalle multinazionali. Quella di non piegarsi al facile e ricco business del narcotraffico. Quella di non scappare dalla terra dei propri Avi per rincorrere mete che vengono considerate (dagli occidentali) più sviluppate e ricche. Hanno scelto di imbracciare le armi per difendere il proprio territorio e la propria tradizione, per dare un futuro alla propria gente. Per continuare ad essere un popolo e non una fotocopia mal riuscita.

 

I Karen. Da più di 2700 anni i Karen vivono nei territori montuosi della Birmania orientale, al confine con la Thailandia, e da oltre sessanta anni combattono contro la giunta militare prima e il governo del nuovo presidente Thein Sein ora, per ottenere quello che gli era stato promesso alla fine del secondo conflitto mondiale: una forma di autonomia e il rispetto della propria identità e delle proprie tradizioni. Una guerra che negli anni ha portato morti e feriti. Una guerra giocata in maniera sporca dai militari della giunta birmana che assaltavano e davano fuoco ai villaggi civili Karen, stupravano le donne e usavano i bambini come avanguardia per la localizzazione delle mine antiuomo. I Karen, per sfuggire agli attacchi, erano così costretti a spostarsi da una parte all’altra della foresta. E i villaggi distrutti erano sempre più difficili da ricostruire.

 

I «cattivi» della Onlus Popoli. Gente (all’apparenza) normale come padri di famiglia, dottori, infermieri, imprenditori e studenti, costituiscono nel 2001, a Verona, la Comunità Solidarista Popoli Onlus e incentrano la loro maggiore attività proprio nei territori controllati dall’etnia Karen perché riconoscono in quel popolo un modello da seguire e aiutare. In più di dieci anni di solidarietà, i «cattivi» di Popoli, che hanno allargato la propria associazione in tutta Italia, hanno ricostruito interi villaggi, scuole e cliniche mediche, sia mobili che fisse. Popoli ha garantito e garantisce assistenza sanitaria di base a più di 15mila persone che vivono all’interno dello Stato Karen. Inoltre ha iniziato progetti volti all’autosufficienza alimentare con piantagioni di riso, mais e caffè. E non solo. Grazie ad ingegneri esperti, Popoli ha canalizzato l’acqua dei numerosi fiumiciattoli direttamente nei villaggi. Ancora Popoli ha formato e istruito medici. E tanto altro ancora. Ma tutto questo non basta, la visione etica e non omologata del mondo in cui Popoli si riconosce, ha fatto si che l’associazione umanitaria italiana venisse catalogata tra quelle «cattive». Tra quelle di cui è meglio non parlare, altrimenti «non si sa mai». Ma se proprio ne devi parlare, è meglio parlarne male, con finti scoop e non notizie.

 

Anche io sono «cattivo». Se scegliere una via etica anche nel decidere quale popolo aiutare vuol dire far parte dei «cattivi», allora anche io, sono orgogliosamente un «cattivo». Consapevole però, che, rispetto alle parole di molti, i fatti dei pochi «cattivi» sono molto più utili. E i sorrisi dei fratelli Karen, dall’altra parte del mondo, me lo dimostrano sempre.

 

Fabio Polese per Agenzia Stampa Italia

 

 

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

 
L'onestà intellettuale crea dibattito e stimola nelle persone l'approfondimento. Chi sostiene l'informazione libera, sostiene il pluralismo e la libertà di pensiero. La nostra missione è fare informazione a 360 gradi.

Se credi ed apprezzi la linea editoriale di questo giornale hai la possibilità di sostenerlo concretamente.
 

 

 

Ultimi articoli

Attacco Usa all'Iran, Fiore(FN): nessuno vuole combattere per Israele

(ASI) "Nessuno vuole combattere per Israele ": il grido del veterano americano nel corso di una seduta del Senato degli Stati Uniti, risuona in tutto il mondo. Risuona in Europa dove ...

Ecuador, presidente Noboa accusato di allineamento con Trump dopo rottura rapporti con Cuba

(ASI) È polemica in Ecuador dopo che il presidente Daniel Noboa ha deciso di rompere i rapporti diplomatici con Cuba dichiarando l’ambasciatore dell’isola caraibica “persona non gradita” ed espellendo ...

Iran, Ricciardi (M5S): la vostra complicità ci espone 

(ASI) Allo scoppio della guerra negli altri Paesi ci sono stati Macron, Sanchez, Starmer. Noi abbiamo Tajani che dice: “noi abbiamo la posizione dell’Unione Europea” e poi a domande ...

Giorlandino: “Sanità e innovazione al centro della manifestazione del 14 marzo al Teatro Brancaccio”

(ASI) Il prossimo 14 marzo il Teatro Brancaccio di Roma ospiterà un’importante manifestazione promossa da Maria Stella Giorlandino, presidente dell’UAP – Unione Nazionale Ambulatori e Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata.

Trasporti; Trancassini (FdI): Firema nel perimetro Fs scelta strategica per industria e lavoro

(ASI) Roma,   "L'ingresso di Firema nel perimetro di Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta una scelta strategica che rafforza in modo concreto la filiera ferroviaria italiana e mette in ...

SOS di cinquecento italiani, bloccati su una nave di crociera, sotto i bombardamenti, a Dubai

(ASI) Arriva, disperato, l’appello di 543 italiani ospiti sulla nave da crociera, MSC Euribia, ferma, dal 28 febbraio, nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, da prima che si scatenasse ...

Lavoro, Calderone: "Disoccupazione ai minimi storici al 5,1%"

(ASI) Roma,  - "I dati odierni di ISTAT descrivono un mercato del lavoro in una fase che resta positiva. E questo non è mai scontato, soprattutto dopo anni di ...

Confcommercio su dati occupazione: troppe criticita’ per rallegrarsi

(ASI) Il miglioramento registrato dal mercato del lavoro a gennaio è un ulteriore segnale di come la nostra economia sia entrata nel 2026 in modo sostanzialmente positivo.

Made in Italy, Germanà (Lega): difendere da contraffazione significa premiare chi produce 

 (ASI) Roma,  - "La riflessione di oggi al Senato, nel corso dell'evento organizzato insieme a Lega Consumatori in tema di contraffazione, è molto importante per il futuro del nostro ...

Perugia, presentato a Palazzo dei Priori il progetto "Campane Design": obbiettivo migliorare la qualità della raccolta del vetro

(ASI)  Perugia, Quello della raccolta del vetro è un tema sempre assai delicato e l'obbiettivo è quello di migliorarne la qualità, oltre a quello di ridurre gli errori di ...

×

Attenzione

JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 113