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(ASI) Bangkok - Questa mattina due soldati sono rimasti uccisi e altri sette sono stati feriti in due diverse esplosioni avvenute a Narathiwat, nel sud della Thailandia. Fonti locali di polizia hanno reso noto che gli attentati sono avvenuti verso le nove di mattina e hanno colpito una pattuglia militare nella zona di Ban Tanyong.

La polizia thailandese in questi giorni aveva proclamato lo stato di allerta per le possibili violenze in concomitanza con l'ottavo anniversario del massacro di Tak Bai.

A Tak Bai, un villaggio nella provincia di Narathiwat, a sud della Thailandia, il 25 ottobre del 2004 morirono più di settanta persone. Gli scontri iniziarono a seguito di una manifestazione davanti alla locale stazione di polizia per chiedere la liberazione di sei uomini arrestati perchè accusati di aver fornito armi a gruppi di estremisti islamici. Sei furono le persone rimaste uccise dagli spari della polizia e le altre, secondo la versione ufficiale, morirono per soffocamento durante il trasporto verso il campo militare di Pattani.

Il capo dell'esercito thailandese, il generale Prayuth Chan-Ocha ha invitato i mandanti delle violenze del sud di uscire allo scoperto aggiungendo che “se vogliono parlare con le autorità, si devono identificare”.

In una intervista rilasciata al giornale “The Nation”, ha detto che “molti leader dei ribelli non vivono in Thailandia e si nascondono in altri paesi”. “Le autorità Thailandesi – ha continuato Prayuth Chan-Ocha - hanno tentato in tutti i modi di disinnescare le tensioni nelle province del sud”.

La guerriglia fatta dalla minoranza musulmana dei etnia Malay, attraverso imboscate a colpi di arma da fuoco e attentati, ha causato negli ultimi otto anni la morte di oltre 5mila persone.

Intanto, mentre una soluzione politica sembra lontana, la paura per ulteriori attacchi si fa sempre più concreta.

Fabio Polese inviato in Thailandia per  Agenzia Stampa Italia

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