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GRAN FINALE SKI TOUR A MADONNA DI CAMPIGLIO

Di Roberto Bof 31 Marzo 2012 – 09:10 3 min di lettura
(ASI)  2, 3 e 4 aprile sono i giorni del rush finale dello Ski Tour Freerider Sport Events 2011/2012. Sulla neve di Madonna di Campiglio sono in arrivo 26 persone con disabilità che impareranno o affineranno la tecnica dello sci da seduti. Quella che si conclude in Trentino è la 9a edizione della manifestazione itinerante ideata e curata dalla Freerider che nel corso degli anni ha “iniziato” al monosci oltre 700 disabili tra paraplegici, tetraplegici poliomielitici, amputati e affetti da spina bifida. Ciò che salta all’occhio guardando i numeri dell’attività Freerider Sport Events è l’efficacia del passa parola tra i partecipanti e gli addetti ai lavori capace di generare un movimento e una rete di collaboratori distribuito sull’intero territorio nazionale. I Centri di Unità Spinali, l’INAIL, il Comitato Italiano Paralimpico, singole Associazioni quali Spina Bifida Italia, Veneta Idrocefalo Spina Bifida, ASHA (Sci Handicap Abruzzo), AIAS Busto Arsizio, Gruppo Sportivo Unità Spinale Firenze, SH Alta Val Sabbia e l’Associazione di Promozione Sociale Sestero onlus, oltre al consolidato rapporto con il Centro Addestramento Alpino di Moena (TN) della Polizia di Stato, hanno saputo creare e nel tempo rafforzare una componente ancora troppo sommaria e comunque insufficiente relativa allo sci e all’attività sportiva per disabili in genere: l’informazione e la comunicazione. La grande novità dello Ski Tour di questa stagione è stata la tappa sull’Etna, fortemente voluta dal Soccorso Alpino Distaccamento Etna della Polizia di Stato, dall’INAIL e dal CIP di Catania. Uno “special event” che allarga il panorama Freerider a 8 Regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Trentino Alto Adige, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo e Sicilia, sulle quali verrà disegnato lo Ski Tour del decennale. Un traguardo impensabile per una manifestazione, nata quasi per caso, diventata ormai un punto di riferimento per ogni persona con disabilità che vuole avvicinarsi al monosci. Merito del presidente Freerider Giulio Broggini, del segretario Marco Carabelli, del responsabile tecnico Nicola Busata, degli attrezzisti Fabrizio Tamborini, Davide Fumagalli, Paolo Panzarasa e Pino Mucci, dei dimostratori seduti Pietro Trozzi, Paolo Tontodonati, Luca Maraffio e Gianni Garbin, senza dimenticare aziende come Teleflex Medical, Volkswagen Mobility e Caporali Ausili Sport, che hanno sposato la causa Freerider fin dall’inizio, alle quali si sono aggiunti quest’anno il marchio “Fiocco” e realtà di prestigio come Fondazione Cariplo. Incontrando e frequentando la macchina organizzativa dell’Associazione varesina è inevitabile registrare il notevole consenso dei partecipanti allo Ski Tour e dei loro famigliari. Al di là del DNA della Freerider che consiste nell’insegnare il monosci per permettere alle persone con disabilità di sciare in assoluta autonomia divertendosi, in considerazione del fatto che la nazionale paralimpica azzurra di sci è regolarmente la squadra più anziana nelle manifestazioni internazionali, a fronte della scarsa partecipazione ai campionati nazionali, resta un mistero come lo Ski Tour Freerider forte di qualità organizzativa e numeri in continua crescita sia scarsamente considerato da Enti e Istituzioni. Ma forse, i tempi sono maturi anche per colmare questa mancanza. Infatti, in coda allo ski tour, è prossima la presentazione dell’evento “Primi 10!” promosso da SESTRO onlus curato per la parte tecnica della Freerider e finanziato da ASL e Provincia di Varese con il Patrocinio della Regione Lombardia. Un progetto pilota per insegnare a sciare da seduti a 10 giovani studenti con disabilità informandoli su ogni altra disciplina paralimpica e indirizzandoli alle società di riferimento più vicine alle rispettive residenze.


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