Il Romanticalcio - racconti di un calcio che non c'è più  Scala e Trapattoni, amici, rivali, mai nemici. I loro incroci in Bundesliga 

(ASI)  C'è stato un tempo in cui due italiani hanno unito la GermaniaCorreva l'estate del 1997, quella in cui Gianni Versace venne assassinato a Miami e i resti di Ernesto Guevara tornarono a Cuba. Samuele Bersani lanciò il celebre brano "Giudizi universali" e Nek si affermò con "Laura non c'è". Un'estate torrida, afosa, calciatori in campo per il precoce inizio dei campionati, gente ancora sotto gli ombrelloni. Il mondiale di Francia si disputerà un anno più tardi, lo show deve andare avanti, parole e musica di Freddy Mercury, il calcio è sempre più frenetico e fermarsi è un'atroce utopia.

Tra i primi campionati a ripartire c'è la Bundesliga. Grande favorito è il Bayern Monaco, fresco campione in carica che ha appena rinnovato la fiducia a Giovanni Trapattoni. Il Trap ritrova Nevio Scala, vecchio amico e, soprattutto, compagno di squadra ai tempi del Milan. Era un calcio ancora in bianconero, nonostante il rosso presente sulle maglie del Diavolo. Scala ha preso il posto di Hitzfield sulla panchina del Borussia Dortmund, squadra che, a proposito di bianconeri, ha annichilito la Juventus in finale di Champions League. I due si incontrano e si scambiano opinioni. Trap è convinto che quel Borussia debba essere rifondato.

"Caro Nevio, nonostante il successo in Coppa dei Campioni, difficilmente potrete competere per il titolo. I calciatori sono appagati e questo non è un bene".  

Non conosceremo mai le parole esatte che si scambiarono i due, magari davanti a un piatto di Spätzle, ma sulla sostanza non ci siamo sbagliati di tanto. Scala ascolta il vecchio amico, ma è convinto che Möller, Sousa e Chapuisat possano dare ancora molto alla causa giallonera. Il primo scontro tra le due squadre avviene a novembre, al Westfalenstadion. L'andamento è differente, se il Bayern Monaco vola, il Borussia Dortmund annaspa. Il Der Klassiker è a senso unico, vince il Bayern con gol di Carsten Jancker e Giovane Elber. 

Qualche giorno dopo Scala entra nella storia del Borussia Dortmund. A Tokyo, contro il Cruzeiro, solleva al cielo la Coppa Intercontinentale. Una partita, tanto gli basta, per legarsi indissolubilmente al club. Dopo la sosta invernale, riparte il campionato. Trapattoni insegue il Kaiserslautern, Scala è attardato e preferisce pensare alla Champions League. Peccato che il destino gli riservi un sorteggio beffardo. Ancora il Bayern Monaco, ancora il Trap. In Baviera sorridono quasi tutti, convinti di superare il turno a mani basse. Troppo netto è il divario tra le due squadre, nessuno potrà arrestare il cammino europeo del Bayern Monaco. L'unico che teme l'incontro è Giovanni Trapattoni, astuto volpone che conosce bene le insidie pallonare.

L'andata, in casa del Bayern, si conclude 0-0. Partita scialba dei padroni di casa, meglio i gialloneri. Trapattoni perde la pazienza, sia per la Champions League, sia per le tre sconfitte consecutive in campionato. Il malumore viene palesato in conferenza stampa con uno sfogo incredibile. A farne le spese sarà  Thomas Strunz, reso indimenticabile dalle urla del Trap che vede lungo, quasi avvertisse un oscuro presagio. I timori del mister si palesano durante sfida di ritono di quel quarto di Champions Leagua. Le due squadre si pizzicano, il Bayern Monaco meriterebbe il vantaggio, ma non finalizza. Si arriva ai supplementari, l'attaccante svizzero Stephan Chapuisat, cogliendo l'attimo fuggente, lascia indietro Markus Babbel e trafigge Khan. Golden gol, partita in ghiaccio. Scala affossa Trapattoni. Trap è sconsolato, guarda il cielo, pensa a lungo. 

Entrambi i tecnici saluteranno la Germania in una domenica di maggio, quella di un'ultima giornata in cui il Bayern Monaco asfalta il Borussia Dortmund per 4-0. Un successo agrodolce per il Trap che vede il titolo sfumare per due soli punti. Il Dortmund è decimo, fuori da tutto. Scala si prenderà un periodo sabbatico, Trap sceglierà  la Fiorentina. Entrambi, a modo loro, hanno conquistato i tedeschi, entrando nella storia di due squadre gloriose, vincendo e salutando , a modo loro. Con stile ed eleganza, senza rancore. Auf wiedersehen Bundesliga.

 

Raffaele Garinella - Agenzia Stampa Italia

 

 

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