(ASI) Si è disputata in Germania domenica 17 luglio 2011 al Commerzbank-Arena di Francoforte la finale dei campionati mondiali di calcio femminile tra il Giappone e gli Usa. La squadra del Sol Levante ha battuto la formazione statunitense ai calci di rigore (5-3), dopo che l'incontro nei tempi regolamentari era terminato 1 a 1 e il punteggio di parità risultava anche dopo la disputa dei 2 tempi supplementari che finivano con il risultato di 2 a 2. Per cui per stabilire chi fosse la squadra campione del mondo si è dovuto aspettare l'esito dei calci di rigore.
Le giapponesi nel tiri dagli 11 metri si sono dimostrate maggiormente efficaci e con merito hanno conquistato il titolo di campione del mondo del calcio femminile. Trofeo che hanno conseguito per la prima volta nella loro storia.
E’ stata una partita ricca di emozioni, combattuta ed incerta sino all'ultima e decisiva fase della finale. Onore al merito delle due nazionali che hanno onorato ludicamente il calcio. Però va riconosciuto alla formazione guidata da Norio SASAKI una grinta inesauribile, nervi saldi e la capacità a non perdersi d'animo quando erano in svantaggio e nei momenti decisivi della sfida. Queste le qualità che hanno permesso alle calciatrici nipponiche di raddrizzare per ben due volte la partita (da 0-1 a 1-1 nei regolamentari e da 1-2 al 2-2 ai nei supplementari).
Oltre a considerare la differenza fisica e atletica esistente tra le giocatrici americani e giapponesi, l’impresa delle ragazze del Sol Levante ha disatteso ogni pronostico in quanto le statistiche erano nettamente favorevoli alla nazionale americana.
Infatti la squadra statunitense è stata sempre una delle nazionali protagoniste nelle competizioni mondiali. Lo dimostra il fatto che è stata due volte campione del mondo femminile (1991, 1999) e tre volte si è classificata al terzo posto nelle edizioni precedenti. (2007, 2003, 1995).
Mentre la formazione nipponica aveva ottenuto il suo migliore piazzamento quando nel mondiale del 1995 era approdata ai quarti di finale. Inoltre il Giappone si era piazzato al quarto posto nelle ultime Olimpiadi di Pechino del 2008.
Infine per capire meglio la grande impresa delle atlete giapponesi giova ricordare che sui 24 incontri precedenti disputati tra Giappone e Usa, la formazione asiatica non ha mai vinto la squadra statunitense. (21 vittorie per USA e 3 pareggi).
Cronaca
Nel primo tempo la formazione americana ha dominato il gioco sfiorando in più occasioni la rete. La più ghiotta opportunità è la traversa colpita dal micidiale sinistro della Wamback al 28’.
Finita la prima frazione di gioco con il risultato di 0-0, al 1’ minuto del secondo tempo Pia SUNDHAGE, allenatrice statunitense ha mandato in campo Alex Morgan per dare maggiore peso all'attacco Usa.
Mossa azzeccata re che dava i suoi frutti. Infatti era proprio la neo entrata a sbloccare la partita al 69’ sul lungo lancio di Rapione verso la porta avversaria , ottimo l'inserimento della Morgan, che bruiciava nello scatto le sue marcatrici, supera il reparto arretrato nipponico e concludeva con un preciso diagonale che s'andava ad infilare in rete portando in vantaggio le americane per 1-0.
Le giapponesi incassavano il colpo e sulla spinta dell'orgoglio hanno avuto un ottima reazione. Era l' 81’ quando Miyama, approfittando di un errore difensivo statunitense, si faceva trovare in area e da posizione favorevole, con molta freddezza, scoccava una tiro che s'infilava nel varco giusto e finiva in rete portando in parità la partita. Poi nulla sino alla fine e Il tempo regolamentale si concludeva sul risultato di 1 a 1.
Nei tempi supplementari erano ancora le americane a portarsi di nuovo in vantaggio al 104’ con il micidiale colpo di testa di Wamback . Gli USA, a pochi minuti dalle fine conducevano ancora la gara per 1 a2 .
Ma, proprio quando le statunitensi già assaporavano la vittoria, arrivava al 117’ il pareggio delle nipponiche e si ritornava di uovo in parità e sul punteggio di 2 a 2. Era la capitana del Sol Levante Sawa, che, sulla battuta del calcio d’angolo, con uno slancio felino si è avventata sulla palla e colpendo al volo la sfera con un bel tacco la metteva dentro la porta e fissava l'incontro sul 2 a 2 e rimandava l'assegnazione del mondiale ai calci di rigore.
Ai rigori le statunitensi, forse perché troppo emotive, gli sono stati fatali i tiri dagli 11 metri. Nelle serie dei 4 battuti, 3 venivano sbagliati e solo 1 realizzato, lasciando la partita in mano alle avversarie.
Mentre nel momento più decisivo della finale dell'assegnazione del mondiale ai rigori il Giappone ha dimostrato freddezza e determinazione ed è andando a segno con Miyama, Sakaguchi e Kumagai. Però oltre la precisione delle rigoriste nipponiche, va rimarcato che la differenza la faceva soprattutto la prestazione super del portiere giapponese Kaihori che riusciva a pararne ben 2 ed 1 andava fuori .
Infine ricordiamo il momento più esaltante vissuto dalla squadra giapponese. Questo si aveva quando dal dischetto veniva alla battuta la calciatrice Kumagai, rincorsa e perfetto tiro che s'insaccava e consegnava al Giappone il titolo di campione del mondo del calcio 2011 ed entrava nella storia la squadra nazionale femminile del Sol Levante, chiamata dai suoi tifosi “Nadeshiko Japan”.
Al proposito del termine “Nadeshiko” in giapponese è il nome di un fiore che abbinato a “Yamato” nome antico del Sol Levante dà “Yamato Nadeshiko”, il cui abbinamento delle parole ha un profondo significato e si riferisce alla donna ideale nella tradizione giapponese.
Si considera che l’immagine del fiore “Nadeshiko” rappresenti le bellezze fisiche e le virtù femminili tradizionali: purezza, naturalezza e dignità. Valori antichi che la donna del samurai doveva incarnare.
Il Giappone , dopo la tragedia del terremoto, tsunami e del disastro nucleare, ha ricevuto tanti aiuti e incoraggiamenti da ogni paese del mondo.
Per questo le Nadeshiko della squadra giapponese ,prima delle partite di questo Mondiale, sono sempre scese in campo portando uno striscione con la scritta "grazie agli amici di tutto il mondo per l'aiuto".
Ora la vittoria del mondiale della nazionale giapponese e la grinta e la tenacità mostrata dalle “Nadeshiko Japan” riporteranno sicuramente una grande energia ai connazionali che stanno lottando con molta dignità per riprendersi dalla enorme tragedia avuta e per ridare al Giappone un futuro ricco di speranza.
Tabellino
Giappone-USA 5-3 dopo i rigori. 1-1(Tempi regolamentari) - 2-2 (supplementari) - 5:3 (3-1 calci rigore)
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